Recensione The Elder Scrolls IV: Oblivion

Bethesda, buona la quarta!
Ferdinando Saggese Di Ferdinando Saggese(28 marzo 2006)
Se dovessimo giudicare un gioco solo dalla confezione, “The Elder Scroll IV: Oblivion” meriterebbe sicuramente il massimo dei voti. La “Collector's edition”, che Take2 ha gentilmente recapitato in redazione, è davvero stupenda e incornicia degnamente un gioco che molti attendono da anni. Seguito di “The Elder Scroll III: Morrowind”, “Oblivion”è finalmente giunto nelle mani dei moltissimi appassionati con il dichiarato obbiettivo di bissare il successo di pubblico e critica dell'illustre predecessore. Le aspettative dei fan della saga firmata Bethesda Softworks, hanno generato un hype senza precedenti attorno a questo titolo, che viene da molti indicato come il possibile “gioco dell'anno 2006”. Una volta lanciata una nuova partita, e assistito all'evocativo filmato introduttivo, saremo chiamati a definire l'aspetto del nostro personaggio tramite un potente editor. Nonostante sia possibile modificare solo il volto del nostro avatar, il numero di parametri sui quali potremo agire è davvero stupefacente e le possibili varianti sono potenzialmente infinite. Tutta questa varietà potrebbe disorientare, ma è davvero piacevole non incontrare decine di personaggi identici, specialmente in un gioco che fa dell'atmosfera uno dei suoi cavalli di battaglia.
The Elder Scrolls IV: Oblivion - Immagine 1
L'editor di volti in tutta la sua complessa bellezza.
The Elder Scrolls IV: Oblivion - Immagine 2
Ecco la cella da dove tutto avrà inizio.
The Elder Scrolls IV: Oblivion - Immagine 3
L'imperatore Urel Septim in persona è venuto a farci “visita”... sembra preoccupato.
La trama di “Oblivion” non poteva che cominciare in un'anonima, buia e puzzolente cella. Come sempre non avremo la minima idea del come o del perché siamo finiti in gattabuia, ma saremo assolutamente consapevoli che la nostra prigionia non durerà ancora a lungo. Riceveremo, infatti, presto l'inaspettata visita dell'imperatore Uriel Septim che, scortato da alcuni soldati, sta cercando di seminare dei misteriosi assassini che attentano alla sua vita. Utilizzando il passaggio segreto aperto dai nostri “ospiti” e seguendoli nel cunicolo potremo riguadagnare la libertà. La prima mezzora, ambientata nelle segrete della prigione imperiale, consiste in un tutorial che ci permetterà di familiarizzare con tutti gli aspetti del gioco. Chi ha giocato a “Morrowind” si sentirà da subito padrone della situazione, ma le novità, più o meno vistose, sono talmente tante ed importanti che un bel ripasso non può che fare bene. La prima novità che avremo il piacere di notare (tralasciando la strabiliante grafica di cui ci occuperemo in seguito) è sicuramente l'interfaccia di gioco che, nonostante non sia stata rivoluzionata, risulta ora più funzionale e piacevole senza essere, per questo, invasiva. I menù sono stati completamente ristrutturati per essere quanto più accessibili e completi possibile, specialmente se, per giocare, si utilizza un pad. Questo restyling, che strizza dichiaratamente l'occhio all'utenza console, ha sicuramente semplificato la gestione spicciola del personaggio e dell'inventario, ma ha anche limitato le grandi potenzialità dell'accoppiata mouse e tastiera, imbrigliate in qualche click di troppo. Di pari passo con la piacevole scoperta dell'interfaccia di gioco ci renderemo conto della prima piccola magagna del titolo targato Bethesda Softworks.

Uno dei pochi difetti attribuibili (almeno in Italia) a “Morrowind” era la mancata localizzazione nella nostra lingua. In “Oblivion” tutti i testi a schermo sono stati prontamente trasposti nella lingua di Dante, ma le cose non sono migliorate. Capiterà, infatti, spesso di incappare in proposizioni tradotte malamente che ci faranno divertire o, peggio, arrabbiare e che potrebbero portare più di un utente a ripristinare (la vita a volte è davvero strana) i testi in inglese.
Un'altra novità che potremo apprezzare sin dalle prime fasi del tutorial è sicuramente il rinnovato sistema di combattimento e di lancio delle magie. In “Oblivion", infatti, l'attribuzione del danno non si baserà più sul lancio di un dado ma sulla reale abilità del giocatore di centrare il bersaglio con la propria arma. Questa caratteristica, unita alla possibilità di lanciare incantesimi anche con un'arma in pugno, dona nuova dinamicità agli scontri che, tra stoccate, parate e incantesimi, risultano più frenetici e coinvolgenti.
“Oblivion”, come ogni gioco di ruolo che si rispetti, vanta una serie di complesse regole che disciplinano la vita del nostro personaggio. Al termine del tutorial dovremo, quindi, scegliere quali caratteristiche ed abilità abbiamo intenzione di sviluppare maggiormente. Per fare questo potremo scegliere una delle ventuno classi predefinite del gioco o crearne una da zero. Come gli appassionati di “The Elder Scroll” sanno, l'avanzamento di livello in “Oblivion” non si baserà sull'acquisizione di punti esperienza, ma sull'esercizio. Per progredire nel gioco, infatti, dovremo allenare le abilità che abbiamo scelto come principali. Per fare questo avremo a disposizione tre metodi del tutto equivalenti che possono essere usati secondo necessità.
The Elder Scrolls IV: Oblivion - Immagine 6
Questo minigioco ci permetterà di forzare le serrature tramite una prova di abilità.
The Elder Scrolls IV: Oblivion - Immagine 7
Tamriel saluterà così la nostra liberazione.
The Elder Scrolls IV: Oblivion - Immagine 8
Il passaggio dal giorno alla notte lascia senza fiato.
Potremo aumentare le nostre capacità utilizzandole frequentemente durante le nostre avventure, pagando un maestro perché ci insegni i segreti della sua arte o apprendendo alcuni trucchetti attraverso la lettura di determinati libri. Ogni abilità verrà poi classificata a seconda del valore che riusciremo a farle raggiungere e, la sua appartenenza ad una determinata classe, comporterà l'ottenimento di interessanti bonus.
Una volta completato il tutorial e definito tutti gli aspetti del nostro personaggio, saremo chiamati a prendere in mano il nostro destino e le nostre avventure per l'impero di Tamriel potranno cominciare. La libertà d'azione è pressoché totale sin dalle prime battute e il giocatore avrà la chiara sensazione di contare ben poco in un mondo così vasto. Questa sensazione è ulteriormente amplificata dalla presenza di un complesso motore per la gestione dei personaggi non giocanti, il Radiant Engine. Ogni NPC presente nel gioco, infatti, vivrà la sua vita indipendentemente dalle nostre azioni, e sarà in grado di compiere delle scelte sensate a seconda delle situazioni in cui si troverà. Osservare da vicino le potenzialità del Radiant è qualcosa di veramente impressionante. Vedere un personaggio alzarsi la mattina, fare colazione, recarsi al lavoro, scambiare quattro chiacchiere in piazza o comprare/rubare qualcosa di cui ha necessità è davvero gratificante e non fa che aumentare l'”immersività” generale del titolo. Le potenzialità del motore programmato dai ragazzi di Bethesda sono state, inoltre, utilizzate per implementare alcuni interessanti sottogiochi. Nonostante tutto sia sempre governato da un'abilità, quando parleremo con un NPC potremo, ad esempio, aumentare la nostra intesa con lui attraverso la risoluzione di un puzzle basato su diversi atteggiamenti che potranno essere più o meno graditi dal nostro interlocutore. Il sistema è anche applicato nell'ottenimento delle quest.

In “Oblivion”, infatti, non otterremo un compito solo parlando con un personaggio chiave, ma potremo essere coinvolti in una missione semplicemente ascoltando un pettegolezzo, magari scappato ad un ubriacone in una taverna. Una soluzione davvero bella e coinvolgente.
Che “Oblivion” fosse uno dei primi giochi veramente nextgen lo avevamo capito da tempo, ma non era scontato che le belle premesse viste negli screenshot rilasciati da Bethesda fossero reali e soprattutto accessibili a tutti. I programmatori hanno, però, deciso di stupirci donando alla loro creatura un comparto tecnico di primissimo ordine, capace di girare (con i giusti accorgimenti) anche su macchine non all'avanguardia. La qualità grafica di “Oblivion” è davvero eccezionale. Grazie a texture in alta risoluzione, effetti di luce avanzatissimi e un numero di poligoni davvero impressionante, camminare in città od avventurarsi nelle immense foreste del distretto di Cyrrodil sarà una gioia per i nostri occhi. La varietà dell'orografia del territorio e della vegetazione rendono ogni angolo del continente di Tamriel unico ed irripetibile e la bellezza di alcuni paesaggi ci lascerà letteralmente senza fiato. Merito, soprattutto, di un avanzatissimo sistema di generazioni degli alberi e dell'utilizzo intensivo dell'illuminazione solare realistica HDR. Il motore grafico utilizzato (il Gamebryo Engine) presenta comunque delle sbavature, la realizzazione dell'acqua e degli effetti atmosferici, ad esempio, potevano essere migliore e le texture tendono a “sbavare” se osservate da molto lontano. La qualità generale è comunque così elevata che non possiamo che promuovere a pieni voti il lavoro svolto dei grafici di Bethesda che hanno raggiunto in innumerevoli occasioni lo stato dell'arte.

A supporto di un motore grafico straordinario non poteva che non esserci un motore fisico altrettanto stupefacente. “Oblivion” integra, infatti, il famosissimo engine fisico Havok che disciplinerà con la consueta precisione il comportamento di tutti gli oggetti presenti nel mondo di gioco. Estremamente coreografico il ragdoll dei nemici, unito alle reazioni fisiche realistiche, saprà riservarci delle piacevoli sorprese. Il sonoro è davvero ben realizzato, con un doppiaggio inglese strepitoso che, grazie al sopraffino lavoro dei programmatori, è perfettamente sincronizzato con il movimento delle labbra dei personaggi che scandiscono fedelmente ogni parola. La colonna sonora, come ci si attende da titoli come questo, è evocativa e accompagna degnamente le nostre eroiche gesta senza mai stancare. Al termine di una trionfante analisi del comparto tecnico, dobbiamo ad ogni modo segnalare la presenza di alcuni bug che, allo stato attuale delle cose, potrebbero danneggiare l'esperienza di gioco. Trattandosi di un Progetto a lungo (lunghissimo) termine siamo sicuri che i piccoli problemi che il gioco presenta saranno presto risolti grazie all'uscita di qualche patch di correzione.

In conclusione possiamo affermare che “The Elder Scroll IV: Oblivion” ha sicuramente raggiunto il suo obbiettivo. Grazie ad un gameplay solido e collaudato, ad una realizzazione tecnica strepitosa e ad alcune trovate geniali, il titolo Bethesda è sicuramente in grado di scalzare “Morrowind” dal cuore degli appassionati che, prontamente, si sono fatti coinvolgere da un'esperienza di gioco veramente appagante. Come se non bastasse la repentina comparsa di numerosi mod amatoriali fa intuire che “Oblivion” rimarrà installato sui nostri HD per molto tempo.
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È possibile utilizzare dei cavalli per affrontare i viaggi più lunghi.
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L'Oblivion in tutta la sua terrificante bellezza.
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Questa immagine si commenta da sola non trovate?
9
“The Elder Scroll IV: Oblivion” non sarà certamente ricordato come un titolo rivoluzionario, ma rappresenta sicuramente una delle maggiori espressione, tecniche ed artistiche, che il mondo videoludico ci abbia mai regalato. La solidità dell'esperienza di gioco, l'eccellente realizzazione tecnica ma, soprattutto, le tante ore di divertimento che “Oblivion” ha mostrato di poterci regalare fanno del quarto capitolo della saga “The Elder Scroll” un acquisto obbligato per i fan e un investimento sicuro per tutti coloro che desiderano intrattenersi con un buon gioco di ruolo.
voto grafica9
voto sonoro8
voto gameplay9
voto durata9,5

- 11 %

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The Elder Scrolls IV: Oblivion

Disponibile per: PS3, PC , Xbox 360
The Elder Scrolls IV: Oblivion PC Cover
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