Recensione The Crew 2

Cielo, terra, mare e tanto asfalto per il racing open world Ubisoft
Andrea Casetti Di Andrea Casetti

Era il lontano 2014 quanto abbiamo accolto The Crew, un titolo ambizioso che puntava ad importare sulle console il genere MMO riadattato al genere arcade. Una mappa esplorabile a dir poco immensa (una sorta di miniaturizzazione degli Stati Uniti d’America) una mole non indifferente di gare e una discreta varietà di veicoli erano le caratteristiche peculiari di un titolo capace di convincere, anche se nascondeva alcuni difetti che gli hanno impedito di diventare uno dei riferimenti del genere arcade.

A quattro anni di distanza il team di sviluppo Ivory Tower ci riprova, proponendo il seguito alla sua creazione con l’obiettivo di riuscire ad ampliare un’offerta già cospicua e di risolvere le divergenze evidenziate dalla community di giocatori.

Nuovo appeal

La prima conferma riguarda l’area di gioco, la stessa federazione di stati che si estendono dall’oceano atlantico al pacifico passando da città come New York a Miami, per poi finire dall’altra sponda toccando Los Angeles e Las Vegas, ma non mancheranno nemmeno i famosi canyon, le aree lacustri e i monumenti che rendono famose talune aree degli States.

Difficile non rimanete impressionati da cotanta varietà e vastità, il tutto migliorato da un sistema di illuminazione rinnovato capace di donare un volto nuovo alle ambientazioni già apprezzate in passato, a cui l’alternanza del ciclo giorno/notte e gli effetti atmosferici dinamici donano ulteriore spessore e profondità. Come diretta conseguenza le gare stesse assumono un appeal differente a seconda delle condizioni contorno, a tutto vantaggio dell’immedesimazione.

Rimane una certa variabilità nel livello di dettaglio delle ambientazioni quando si confrontano le ampie aree rurali rispetto alle più rifinite aree cittadine, senza dimenticare l’attenzione riservata ai veicoli del traffico normale oppure ai pedoni che popolano le zone abitate e un popup generalmente evidente, ma in genere il colpo d’occhio riserva uno spettacolo appagante, forte di una risoluzione 3200x1800 su Xbox One X (mentre la standard è costretta a ridimensionarsi su uno standard di 1600x900) a 30 fps costanti.

The Crew 2 - Immagine 2
Molto belli gli effetti particellari
The Crew 2 - Immagine 3
Il sistema di illuminazione fa il suo dovere

Niente più trama

Tra le altre novità accogliamo un paio di veicoli nuovi, gli aerei e i motoscafi, innesti volti ad incrementare la varietà generale del gioco, imponendovi di esibirvi in evoluzioni acrobatiche passando tra un checkpoint e l’altro, opportunamente posti sui tetti dei grattacieli, oppure girovagando sugli specchi d’acqua che attraversano le zone metropolitane a bordo dei più lenti motoscafi.

Ogni veicolo ha un sistema di progressione che si rifà a quanto visto nel prequel, anche se qui differisce per il pretesto per gareggiare: non avrete più a che fare con una trama poco più che abbozzata, semplicemente verrete catapultati in una sorta di mondo di gare clandestine dove l’obiettivo sarà quello di diventare famosi a suon di followers conquistati.

Ovviamente la popolarità la dovrete conseguire aggiudicandovi vittorie, che dal canto loro vi forniranno parti aggiuntive per personalizzare ogni vostro veicolo per renderli maggiormente performanti e appariscenti. Tra le parti aggiuntive annovereremo livree colorate, cerchioni e spoiler, senza dimenticare quelle che apportano migliorie prestazionali al vostro bolide, includendo velocità, frenata, nitro e così via.

Il sistema, va detto, funziona e invoglia a sviluppare tutti i veicoli in vostro possesso, e se vorrete collezionarli tutti potrete arrivare a contarne quasi duecento.

The Crew 2 - Immagine 4
I nuovi aerei acrobatici in azione

Più vario

Il numero e la tipologia di eventi disponibili nell’area di gioco è ulteriormente aumentata, con gare di ogni tipo che includono decine di modalità disponibili, oltre alle sfide che popolano ulteriormente l’area di gioco e che tipicamente consistono nell’eseguire fotografie alla fauna locale, espedienti utili per tentare di colmare un vuoto che altrimenti sarebbe troppo evidente, vista anche la scomparsa degli inseguimenti con la polizia.

Infine un appunto al gameplay, che si rivela votato all’arcade, forse troppo: rilasciare l’acceleratore non paga quasi mai, tanto che si percepisce come rischio minore quello di impattare contro gli elementi di contorno delle ambientazioni, anche se il sistema di collisioni lascia parecchio a desiderare: vi capiterà di riuscire nell’intento di travolgere e sradicare una fermata del bus proseguendo nella vostra folle corsa, mentre vi capiterà peraltro di schiantarvi totalmente contro elementi apparentemente meno resilienti.

Nemmeno l’AI riesce a convincere, a causa di una scarsa imprevedibilità, tanto che alla fine la vera sfida risulterà essere quella contro il tempo per assicurarvi ulteriori bonus.

Chiude il quadro un sonoro all’altezza, composto da musiche azzeccate e campionamenti adeguati allo scopo, migliorati ulteriormente rispetto alla discreta base sfoggiata dal prequel.

Un’ultima nota, infine, riguarda l’esperienza online: per la sua natura il gioco impone di essere costantemente connessi alla rete, consentendovi così di riuscire a incrociare altri giocatori intenti ad esplorare la vasta ambientazione. Al momento potrete confrontarvi solo in piccole sfide riguardanti i tempi di percorrenza dei tracciati, oppure sulla velocità massima sfoggiata in quel particolare tratto di percorso, in attesa del PvP previsto per il mese di dicembre.

7,5
The Crew 2 riprende il concept proposto dal prequel, fatto di un ampio mondo esplorabile, una sorta di miniaturizzazione degli Stati Uniti dall’East Coast al lontano west, passando dalle aree metropolitane di NewYork alla vastissima Los Angeles, senza dimenticare le ampie aree rurali collocate nell’entroterra. Un comparto grafico rinnovato, forte di un nuovo sistema di illuminazione, gli effetti meteorologici e l’alternanza del giorno e della notte donano un volto nuovo alle gare, anche se rimangono alcuni difetti riguardanti gli elementi di contorno e un popup vistoso. Il gameplay, infine, accoglie i nuovi aerei e i motoscafi, ma pecca per l’eccessiva impronta arcade, per un sistema di collisioni da rivedere, senza dimenticare l’AI dei compagni, da rivedere. Per apprezzare appieno l’esperienza online occorrerà attendere fino a dicembre, quando il PvP sarà finalmente disponibile.
voto grafica8
voto sonoro8
voto gameplay7,5
voto durata7,5