Recensione SWAT 4

Gabriele CazzuliniDi Gabriele Cazzulini (5 maggio 2005)
SWAT...WHAT?
S.W.A.T. è l'acronimo per Special Weapons And Tactics – Armi e Tecniche Speciali – che indica il corpo d'élite paramilitare in forza alla polizia. Ogni situazione critica che sferri gravi minacce alla sicurezza pubblica è riservata all'intervento di una squadra SWAT composta da quattro membri accuratamente selezionati, dotati di esperienza, addestramento (il carico minimo è qualcosa come duemila ore di training) ed armi sofisticate. Originariamente costituita per fronteggiare le rivolte a sfondo razziale dei tardi anni Sessanta, SWAT ha conosciuto uno sviluppo inarrestabile per combattere crimini sempre più pericolosi: anti-terrorismo, liberazione di ostaggi, scorta e sorveglianza speciale, tumulti urbani.
Ecco: la tentacolare metropoli americana è il teatro in cui hanno luogo le delicate operazioni delle squadre SWAT, in difficile equilibrio tra il freddo calcolo razionale che pianifica ogni movimento, e l'istinto naturale che decide in ogni momento la sorte dell'operazione.
SWAT 4 offre questo: guidare una squadra SWAT in una serie di missioni in cui il termometro della concentrazione scala le vette più alte, mentre le dita sul mouse avvertono tutta la pressione pompata dalla reattività per gestire in tempo reale ogni evento critico, condizionando in modo irreversibile l'esito della missione. Tutto questo ritmo sincopato di emozioni, decisioni e azioni può essere compresso anche in una manciata di minuti – minuti che scorrono pesanti come macigni. SWAT 4 è questo: intervenire prontamente, decidere sul filo di lana del secondo, pianificare e coordinare, sparare e uccidere, liberare, scortare e arrestare.
SWAT 4 - Immagine 1
SWAT 4 - Immagine 2
SWAT 4 - Immagine 3
PLAY OR WORK?
Questo breve ma succinto resoconto sulla realtà SWAT non è certo uno svitare il barattolo delle pillole di saggezza per versarne una manciata. E' invece l'antefatto necessario per aprire il discorso su SWAT 4. Ed è anche il contenuto del tradizionale video d'anteprima che introduce al gioco. La struttura del menu di gioco è chiara ed esauriente: le opzioni sono quelle canoniche e sono distribuite tra il gioco in singolo e in multiplayer, oltre ad un editor. Decisamente privilegiata dai programmatori è la prima modalità di gioco, che in SWAT 4 diventa il principale cavallo di battaglia della giocabilità, offrendo la scelta tra un addestramento, non particolarmente vitale, un'azione immediata (in base al progresso di gioco raggiunto) e la carriera. La difficoltà è graduata su quattro livelli ma questa volta a ciascun livello corrisponde un punteggio minimo richiesto. SWAT 4 imita la vera SWAT imponendo al giocatore l'obbligo di raggiungere una quota minima di punti ottenuti rispettando divieti (non ferire o uccidere civili e agenti), centrando obiettivi (liberando ostaggi) e magari soddisfando condizioni supplementari (raccolta di armi, comunicazioni con la centrale operativa, etc...). Già da questi elementi è facile intuire come la giocabilità di SWAT 4 sia ritagliata sulle misure dell'uniforme di un agente speciale che opera in un contesto reale per conseguire obiettivi da cui dipende la sua carriera. Tutta la fase preparatoria di ogni missione è disposta in una sequenza di quattro steps, ognuno dei quali organizzato in modo davvero funzionale. In particolare, è consultabile l'utilissimo briefing con l'indicazione dei sospetti e dei civili coinvolti nell'operazione, per poi passare in armeria e selezionare il proprio equipaggiamento e quello della squadra. A questo punto si entra in azione.

GIOCO-ABILITA'?
SWAT 4 lancia subito il giocatore nel vivo dell'azione, di solito nelle immediate vicinanze dell'ingresso di uno stabile urbano (banca, residenza, ufficio, locale pubblico) “infestato” da malviventi che solitamente dispongono di armi ed ostaggi. La strategia migliore si dimostra sempre quella incrementale: un passo alla volta, “sterilizzando” ogni stanza con accuratezza – decisivo è il momento dell'ingresso in ogni stanza. Ma questo non è un banale fps dedicato allo sterminio di massa. Questo è un delicato gioco dove è nevralgico distinguere criminali da civili, per poi intimare la resa ai primi e liberare i secondi. Non è così facile distinguere in una frazione di secondo un criminale da un ostaggio soprattutto quando sono uno a fianco dell'altro. Eppure questo è ciò che accade quotidianamente nella realtà. L'agente SWAT non deve freddare all'istante tutto ciò che si muova davanti a lui. Prima di tutto deve rispettare la vita altrui, tentando l'arresto – ed è un momento importante perché lo strumento non sono solo le armi puntate ma la parola, la voce, la convinzione. “Mani in alto, polizia, arrenditi!” questo è il messaggio letteralmente gridato per intimare la resa, e se non basta perché il sospetto è tentennante e impugna ancora un'arma, allora occorre ripeterlo. Altrimenti la scena è quella di un duello da far west: se il criminale accenna ad una difesa, non resta che sparare, possibilmente ferendolo soltanto. Questo è solo un micro-evento che si ripete decine di volte nel corso di una singola missione. Occorre anche impartire ordini, coordinare la squadra e mantenere i contatti con la centrale, segnalando ogni volta gli arresti, i ferimenti, le morti, gli ostaggi liberati. I comandi sono attivabili in modo rapido tramite tasto numerico, oppure mediante visualizzazione grafica col tasto destro del mouse che apre un menu a scorrimento. La trasmissione dei comandi però può anche avvenire sfruttando un intelligente dispositivo che apre sullo schermo un piccolo riquadro, in cui è visualizzata l'immagine ripresa dalla telecamera che è posta sull'elmetto di ciascun agente. Giocare a SWAT 4 non è semplice, perché occorrono anche abilità di comando, una dose adeguata di capacità tattica e una mentalità più articolata di quella che urla “distruggi o muori”.
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SWAT 4

SWAT 4 PC Cover
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