Recensione StarCraft II

La libertà ha un prezzo.
Andrea BruniDi Andrea Bruni (2 Agosto 2010)
Starcraft, quanto ci sei mancato.

Certamente, nei dodici anni trascorsi dall'uscita di quello che tuttora è uno degli strategici più amati e giocati di tutti i tempi, il materiale di qualità con cui colmare il vuoto non è certo mancato (e gli stessi sviluppatori di Blizzard hanno fornito un bel contributo col magnifico Warcraft III); ma è assolutamente innegabile come i fan -e l'intero panorama degli strategici in tempo reale, è proprio il  caso di dirlo- non abbiano mai dimenticato del nome Starcraft, di quello che ha significato nel genere, in cui non ha mai smesso di essere il punto di riferimento assoluto in quanto a bilanciamento di gameplay, carisma e spessore narrativo, e soprattutto di come le cronache di guerra interplanetaria tra Terran, Zerg e Protoss, interrotte con l'epilogo tutt'altro che risolutivo dell'espansione Brood War abbiano ancora molto, moltissimo da raccontare e di cui appassionare gli strateghi virtuali di tutto il mondo.
StarCraft II - Immagine 1
Guarda un pò chi si rivede...
StarCraft II - Immagine 2
E' tempo di compiere una decisione
StarCraft II - Immagine 3
Tiriamo le somme dopo una dura missione
Non è dunque difficile immaginare come la casella del 27 luglio 2010, data di uscita di Wings of Liberty, il primo episodio della trilogia che andrà a comporre Starcraft 2, sia stata da lungo tempo circolettata col pennarello rosso sul calendario di un gran bel numero di PC gamers; tale è l'attesa accumulata nei confronti dell'ultima fatica di casa Blizzard, la cui uscita sui nostri scaffali ha assunto, come aspettative, i contorni di un trionfale "ritorno del re", in grado di mettere istantaneamente e inappellabilmente in riga l'intera concorrenza.

Insomma, senza alcun timore di apparire esagerati, possiamo dire di essere davanti a un evento videoludico di quelli destinati a lasciare il segno. E sempre senza timore, vogliamo essere chiari fin da subito: il decennio e oltre di attesa è stato ripagato fino all'ultimo giorno. Sono stati sufficienti i primissimi giri d'orologio all'interno della nostra rimpatriata nel turbolento settore Kuprulu per renderci conto che quello che abbiamo tra le mani è esattamente  il Capolavoro con la C maiuscola che sognavamo, e addirittura oltre. Wings of Liberty si impone prepotentemente come il nuovo termine di paragone per gli RTS e possiamo scommetterlo, resterà al suo posto molto a lungo. Dunque, se non siete nuovi all'universo Starcraft vi basti sapere questo, sentitevi liberi di correre verso il negozio di fiducia, dire addio alla vostra vita sociale e prepararvi al massacro di feccia Zerg più glorioso mai registrato a memoria d'uomo (o di alieno); non avete alcun bisogno di inoltrarvi ulteriormente nella lettura di questa recensione e della sfilza di -issimi, -errimi e altri iperbolici superlativi che inevitabilmente si susseguiranno per tutto il corpo dell'articolo, perchè sapete già cosa aspettarvi.

Già, perchè in fin dei conti Starcraft 2 non stravolge veramente nulla di quanto si sia già visto in campo RTS o nello stile Blizzard stesso, ma piuttosto punta sul perfezionamento e l'ampliamento di una formula di gioco già ampiamente collaudata e di comprovato successo. I giocatori del primo capitolo della serie, infatti, noteranno subito come la struttura di base di questo sequel sia rimasta inalterata in tutto e per tutto; costruzione e gestione della base, raccolta di risorse, produzione di unità e combattimento, il succo del gioco rimane questo, con meccaniche che ricalcano fedelmente il modello del predecessore, che per inciso, non ha mai smesso di rappresentare il più riuscito compromesso tra immediatezza e profondità tattica mai presentato in uno strategico.
E' prima di tutto la grande semplicità del gameplay a colpire; la curatissima interfaccia rende possibile la gestione di tutte le variabili a disposizione con pochi, intuitivi click del buon vecchio mouse, senza contare l'ulteriore facilitazione rappresentata dall'imponente mole di scorciatoie da tastiera (finalmente riconfigurabili a piacere!), che consigliamo vivamente di imparare a padroneggiare il più presto possibile per risultati ulteriormente ottimali. Una new entry assolutamente gradita è rappresentata inoltre dal sistema di pre-selezione rapida di gruppi di unità; gestire diverse squadre all'interno di battaglie caotiche non è mai stato così comodo. Attenzione però, in questo caso "semplice" non è sinonimo di "Semplicistico", tutt'altro: in Starcraft 2 la formidabile praticità d'uso non è altro che un mezzo con cui affidare al giocatore il pieno controllo di una compagine strategica di complessità non indifferente; non c'è scontro che non richieda un'oculata gestione delle forze in gioco, una buona conoscenza di caratteristiche e abilità speciali delle unità schierabili e le idee chiare su come sfruttare punti di forza e debolezze delle tre fazioni presenti.

Anche qui, la rivoluzione può attendere (e non che se ne senta il bisogno): restano invariate le razze coinvolte così come la loro caratterizzazione e relativo impatto sul gameplay: i Terran (a cui è dedicata la campagna in singolo, come avremo modo di approfondire) si confermano una compagine equilibrata ed estremamente versatile, con unità polivalenti e mezzi meccanici per tutte le stagioni, al prezzo di una gamma di abilità speciali e "colpi a sorpresa" relativamente ridotta.  Gli insettoidi mutanti Zerg hanno invece perfezionato le proprie attitudini di guastatori e attaccanti in massa, rush fulminanti e agguati costituiscono ancora una volta le tattiche predilette dello Sciame, che deve sopperire a un deficit di "forza bruta" potenzialmente penalizzante negli scontri aperti. Al contrario, gli enigmatici Protoss puntano più sulla qualità che sul numero; i robusti scudi e il gran numero di trucchetti garantiti dai poteri psionici ripagano i maggiorati costi di reclutamento.

Come da tradizione Blizzard, la forte diversificazione tra fazioni (che coinvolge modalità di costruzione della base, di produzione e gestione delle unità, oltre che al combattimento stesso) è accompagnata da un bilanciamento ferreo, su cui il team di sviluppo deve aver veramente sudato le proverbiali sette camicie; anche l'inserimento di svariate new entries da affiancare al già nutrito roster di unità ereditato al capostipite va in questa direzione, ampliando le possibilità tattiche a disposizione senza comunque stravolgere la filosofia di fondo: i Terran ad esempio potranno contare sui Viking, veri e propri "jolly" convertibili a piacere da efficaci caccia aria-aria a mech utilizzabili per il combattimento di terra.
StarCraft II - Immagine 4
...Meno male che gli edifici Terran possono decollare!
StarCraft II - Immagine 5
Una bella Nuke e questi gentiluomini non saranno più un problema
StarCraft II - Immagine 6
Non è mai bello trovarsi contro una Mothership...