Recensione Splinter Cell

Giuseppe SchirruDi Giuseppe Schirru (2 dicembre 2002)
Splinter Cell - Immagine 1
Se Metal Gear Solid, Syphon Filter e MGS2 sono i protagonisti indiscussi della categoria degli Stealth Game, e coloro ai quali si deve, anzi, l'esistenza stessa del termine con cui questo genere viene definito, spetta invece a Splinter Cell l'onore d'aver dato una nuova linfa vitale alle innovazioni portate dai suddetti titoli, e di averle elevate a potenza forgiando un prodotto a dir poco eccellente.

E' uno sporco lavoro, ma qualcuno dovrà pur farlo...
Sam Fisher, il protagonista del gioco, dopo essere stato addestrato nei Navy Seals è diventato persino agente della CIA, e li ha imparato a svolgere missioni segretissime. Adesso è il più importante agente della Third Echelon, un'organizzazione governativa segretissima controllata dall'agenzia per la sicurezza nazionale (NSA). Sam, diventato un vero esperto delle missioni stealth è anche abile nel combattimento oltre che nell'uso delle armi e delle nuove tecnologie applicate alle operazioni di spionaggio.
Splinter Cell - Immagine 2
Splinter Cell - Immagine 3
Splinter Cell - Immagine 4
In questa avventura sarà inviato a T'Bilisi, capitale della Georgia, per andare a recuperare due agenti scomparsi inviati per carpire indizi sulla rigida segretezza e sulla mancanza di informazioni che pervengono dal territorio Georgiano. Sam, che fisicamente sarà completamente solo nelle missioni, in realtà avrà il sostegno via radio degli altri membri di Third Echelon, che gli daranno informazioni, consigli, gli illustreranno la situazione e intercetteranno le comunicazioni radio nemiche.

L'agente Fisher sarà equipaggiato da un'enorme serie di armi ed accessori: innanzitutto avrà a disposizione un visore notturno utilissimo per vedere anche nel buio più completo, per muoversi agilmente laddove i nemici arrancano e trarne quindi un enorme vantaggio. Poi abbiamo il grimaldello con cui aprire tutte le porte chiuse a chiave, il cavo ottico per vedere attraverso le porte chiuse, il microfono laser direzionale, con cui ascoltare conversazioni anche a decine di metri di distanza, il visore termico, con cui rilevare la presenza di nemici tramite il loro calore corporeo, il jammer, utile per neutralizzare le telecamere, il fucile automatico con silenziatore e la pistola, anch'essa con silenziatore, vari tipi di proiettili, tra cui quelli di gomma utili per stordire il nemico senza ucciderlo, quelli elettrici adesivi che si attaccano al nemico e rilasciano una scarica elettrica in gradi di stordirli, le granate a frammentazione e a gas, le mine, e le telecamere adesive. Inoltre potremo trovare una serie di oggetti occasionali come bottiglie o lattine utili per creare un diversivo attirando i nemici verso il punto sul quale vengono lanciate. Insomma, l'equipaggiamento è assortito, avveniristico e utile in parecchie occasioni.
Splinter Cell - Immagine 5
Splinter Cell - Immagine 6
Splinter Cell - Immagine 7

- 5 %

Acquista la versione PC

4.99€4.74€

Splinter Cell

Disponibile per: Xbox , PS2, PC, GameCube, Game Boy
Splinter Cell Xbox Cover
  • Piattaforma: Xbox
  • Produzione: Ubisoft
  • Sviluppo: UbiSoft
  • PEGI: +12
  • Data di uscita: dicembre 2002
Empire
Chambers
Chambers

La teoria cellulare alla base della nuova serie horror Netflix

L'alienista
L'alienista

I Mindhunter nella New York di fine Ottocento

Catch 22
Catch 22

George Clooney ci mostra il paradosso della guerra

The Society
The Society

Un pò Lost, un pò The Dome e un pò tanto Il Signore delle Mosche. Ecco a voi The Society

Empire
Assetto Corsa Competizione

1

Assetto Corsa Competizione

Manca ormai poco ad Assetto Corsa Competizione. L'abbiamo provato in anteprima ed ecco le nostre impressioni

Team Sonic Racing

1

Team Sonic Racing

Sonic torna a sfrecciare sui kart!

A Plague Tale: Innocence

2

A Plague Tale: Innocence

Il viaggio della speranza di Amicia e Hugo

Licenza di giocare...da tavolo!

2

Licenza di giocare...da tavolo!

Scopriamo le licenze che sono "esplose" anche nel mondo Tabletop!

RAGE 2

19

RAGE 2

L'open world di cui non sentivamo il bisogno