Recensione Splinter Cell

Andrea CaniDi Andrea Cani (18 giugno 2003)
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C'era un tempo nel quale gli agenti segreti, tanto segreti non erano. Prendiamo per esempio quello più famoso, il caro buon vecchio Bond (James Bond come terrebbe lui stesso a sottolineare). Quante volte le sue super missioni segrete di in filtraggio si sono trasformate in chiassosi scontri a fuoco all'ultimo colpo? Quante volte si è dovuto prodigare in inseguimenti in auto (per tacere dei mezzi a dir poco non convenzionali da lui usati) al limite del normale? Tante volte, forse troppe. Esasperato da questo comportamento, spettacolare quanto volete ma lontanissimo dall'essere segreto, il sindacato degli agenti ha deciso di eleggere il nuovo paladino che potesse dare loro una immagine migliore, oramai intaccata da tale chiassoso rappresentante.

In fondo, anche gli agenti 007 devono vivere, e la pubblicità fatta loro dal caro James non era di certo la migliore che potessero desiderare di avere. Il nuovo agente/paladino eletto come rappresentante del nuovo corso è Sam Fisher, protagonista assoluto del videogame uscito l'anno scorso su XBox, e convertito poi per le restanti piattaforme di gioco, compreso il gioiellino portatile di casa Nintendo. Ma sfumiamo gli improbabili retroscena tragicomici e andiamo a vedere qual è la situazione che ha portato l'agente Fisher a dover indossare tuta e visore. La CIA ha un problema. Uno dei loro migliori agenti, al secolo Alison Madison, incaricato di effettuare un monitoraggio sulle cause che avessero portato alla situazione di scarsa diffusione delle comunicazioni che affligge la Georgia, sembra essere scomparso. Nessuna comunicazione da parte sua è infatti giunta nelle ultime settimane.
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La CIA, da sempre abituata a lavare i panni sporchi in casa propria, mandò l' agente Blaustein sulle sue tracce, ma egli scomparve a sua volta. Ora, mangiata la foglia, i capoccia della CIA decisero di affidarsi ai professionisti del mestiere, e si rivolsero alla Third Echelon per risolvere il caso. Ed è proprio nelle file della Third Echelon che milita Sam Fisher. Sta ora a noi, nei suoi panni, scoprire l'accaduto ma con una prerogativa assoluta: non lasciare tracce del nostro passaggio.
Tom Clancy's Splinter Cell è uno stealth game, cioè uno di quei giochi dove è necessario rendersi invisibili per avere le maggiori speranze di vittoria e di conseguenza per restare vivi. Ma non disperate, il buon Sam dispone di tutta una serie di mosse che se usate adeguatamente gli permetteranno di eludere qualunque allarme e di farsi beffe di ogni guardia o soldato nemico. Il repertorio di mosse a sua disposizione va, infatti, dalla possibilità di accovacciarsi per muoversi più lentamente ma molto più silenziosamente, alla possibilità di arrampicarsi sui vari rilievi quali scale, tubature, recinzioni, ecc.

Durante la sua avventura Sam potrà appendersi lungo le sporgenze per superare ostacoli altrimenti insormontabili ed inoltre potrà appendersi ai cavi sfruttandoli, se avranno una certa pendenza, per una discesa veloce, magari atterrando sulla testa dell'ignaro nemico e raggiungendo il duplice vantaggio di un “morbido” atterraggio e di un avversario in meno nei paraggi. Ogni tanto ci sarà da menare le mani per eliminare qualche guardia di troppo. Sorprenderne una alle spalle è la scelta migliore per evitare il chiassoso scontro a fuoco: un colpo ben assestato alla nuca ed il piccioncino è pronto per il mondo dei sogni. Queste sono solo una parte delle mosse con le quale potremo prodigarci durante il corso del gioco: ovviamente non manca la possibilità di nascondersi nelle ombre. Le situazioni davanti alle quali ci troveremo sono molto varie e richiedono da parte nostra una tattica accurata per essere superate adeguatamente.
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Splinter Cell

Disponibile per: Xbox, PS2, PC, GameCube, Game Boy
Splinter Cell Game Boy Cover
  • Piattaforma: Game Boy
  • Produzione: Ubisoft
  • Sviluppo: UbiSoft
  • PEGI: +12
  • Data di uscita: giugno 2003
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