Recensione Sid Meier's Civilization VI: Rise and Fall

Le opportunità si moltiplicano mentre vengono colte
Simone Rampazzi Di Simone Rampazzi

Firaxis Games è un’azienda che ci sa fare. Nel corso del tempo ha continuato a produrre titoli strategici di gran pregio, collezionando vittorie che gli hanno permesso di diventare un nome importante nel settore dal 1997 a oggi. Non è un caso che, parlando di strategici a turni, escano fuori due nomi sviluppati da loro: XCOM e Civilization.

Se il primo ci ha permesso di sventare minacce aliene senza diritto di replica, o quasi, il secondo ha delineato un altissimo standard in termini di meccaniche di gioco, regalando ai giocatori delle partite tanto entusiasmanti, quanto lunghe nella durata. Il sesto capitolo si è aggraziato i giudizi della critica (qui il nostro articolo del periodo) proponendo ai giocatori un sistema perfettamente equilibrato.

Al netto di qualche piccolo difetto già enunciato al tempo, l’intenzione degli sviluppatori nel pubblicare il DLC Rise & Fall sembra essere quella di raffinare alcune meccaniche legnose legate al gameplay, aggiungendo quindi delle caratteristiche necessarie a rendere il gioco prontamente più dinamico.

Sid Meier's Civilization VI: Rise and Fall - Immagine 1

SE CONOSCI IL NEMICO E TE STESSO, LA TUA VITTORIA È SICURA

La scelta di una civiltà all’interno del gioco non è mai stata una scelta facile. Oltre a mantenere il focus sui punti di forza e debolezza ad essa legati, i giocatori hanno spesso tenuto d’occhio lo sviluppo impostando un ritmo statico e controllato, giostrato maggiormente intorno al passare dei turni.

Con Rise & Fall, al contrario, il team Firaxis ha pensato invece di cambiare il sistema di progressione per mezzo delle Epoche, entro le quali il giocatore è “costretto” a compiere delle gesta talmente importanti da essere impresse, all’interno di un momento storico, nel corso dei turni a disposizione. Come cardini utili a identificare lo sviluppo di una civiltà, questi piccoli passi per l’uomo servono a imprimere una tempistica più serrata, nella quale si cerca di costruire più velocemente possibile una meraviglia, concentrandosi contestualmente nello sviluppo scientifico o militare, tenendo ovviamente conto delle caratteristiche legate alla civiltà scelta per l’occasione.

Tali momenti di fioritura, o regresso, permetteranno alla civiltà di oscillare tra epoche storiche differenti che influenzeranno inevitabilmente l’andamento della partita. Qualora non verrà rispettata la tabella di marcia designata, la civiltà entrerà direttamente in un’epoca oscura, subendo pericolosi malus ai punteggi di produzione economica o scientifica contestuali alla pericolosa perdita di lealtà, nei nostri confronti, da parte delle città da noi costruite.

Uscire da questo contesto negativo, con un fattore abbastanza sfidante alle difficoltà più elevate, permette comunque alla civiltà di avviare un’epoca eroica, ovvero un numero di turni dove sarà possibile prosperare grazie a degli ottimi bonus, accompagnati addirittura dalla possibilità di scegliere tre diversi propositi, essenzialmente utili a semplificare il reperimento di punti epoca.

Queste oscillazioni dall’andamento sinusoidale richiedono una maggiore attenzione del dovuto per essere gestite al meglio, motivo che spinge il giocatore a mantenere sempre attiva la coda di produzione, scegliendo più attentamente quando e cosa costruire.

L’aggiunta di nuove meraviglie e leader inserite nel roster, permette ai giocatori di gioire per qualche elemento inedito in più, ma niente in grado di sconvolgere le basi già solide del gameplay legato al sesto capitolo.

Sid Meier's Civilization VI: Rise and Fall - Immagine 2

AL MATTINO PRESTO IL MORALE È PIU’ ALTO

Un generale preparato alla guerra sa che il morale delle truppe rispecchierà, con la dovuta preparazione, l’esito di una battaglia. Nel caso di questo nuovo contenuto aggiuntivo, questo elemento è stato inserito sotto forma di lealtà, che il nostro leader deve cercare di ottenere dalle città appartenenti al suo impero.

Lasciare alla bambagia il proprio popolo, oppure indurlo alla ribellione con tasse troppo onerose, decreta la sottile differenza tra un impero duraturo e uno pronto alla disgregazione. In correlazione al passaggio delle epoche, una città con un basso valore di lealtà potrebbe decidere di separarsi definitivamente dalla nostra nazione, scegliendo magari di diventare uno stato indipendente oppure di annettersi a una nazione confinante.

Al fine di evitare queste eventualità, il gioco propone diverse strade da percorrere: costruire il distretto governativo oppure assegnare un governatore alla propria città, o a quella contesa.

Questa nuova figura pubblica, selezionabile tra sette diversi profili con caratteristiche differenti, permette di generare un bonus lealtà non indifferente, accompagnato peraltro da diversi bonus specifici che possono eventualmente favorire religione, commercio, difesa militare e così via.

L’avvento dei governatori, in compagnia della lealtà, permette ai giocatori di controllare il proprio impero con maggiore efficacia, incentivando uno stile di gioco meno espansionistico al fine di produrre più risorse e massimizzare la forza del proprio esercito. Allargare troppo il proprio impero, senza mantenere il controllo di questa pericolosa moneta, può decretare la fine dei vostri sforzi in men che non si dica.

Non mancano i giochi di potere, ormai un must da seguire durante la campagna, come non mancheranno anche particolari missioni dedicate da far compiere alle proprie spie, utili a minare la stabilità sociale dei popoli adiacenti al vostro.

Sid Meier's Civilization VI: Rise and Fall - Immagine 3

CON ORDINE AFFRONTA IL DISORDINE

A differenza di quanto visto in passato, Rise & Fall introduce un sistema di alleanze tirato a lucido, che punta maggiormente a incrementare i rapporti con altre civiltà ottenendo dei bonus, non indifferenti, nel corso della partita.

Far crescere nel tempo un rapporto con un’altra nazione, collaborando magari a stretto contatto mediante rapporti commerciali fruttuosi o ricerche scientifiche rilevanti, regala un valore aggiunto non indifferente alla crescita del nostro popolo. Queste premesse portano quindi il giocatore a scegliere una via diplomatica lievemente meno bellicosa all’inizio, che si evolve debitamente a una convivenza fruttuosa, necessaria per andare avanti evitando numerosi problemi gestionali.

Tradire un proprio partner di punto in bianco può portare a conseguenze disastrose non solo all’economia, ma anche al progresso militare, religioso, culturale e scientifico. Qualora il gesto di tradimento risultasse grave agli occhi dei regnanti vicini, potrebbe scatenarsi quella che viene definita un’emergenza, praticamente una missione proposta dal gioco dove bisogna fermare un leader per aver commesso atti efferati, come sganciare una bomba atomica oppure seguire una politica troppo belligerante.

Stringere alleanze di comodo non è comunque cosa semplice, visto e considerato che i diversi leader presenti nella mappa di gioco nutrono rispetto, o astio, nei confronti di diverse tipologie di progresso. Qualcuno potrebbe ammirare una condotta militare, odiando contestualmente il progresso scientifico.

Sid Meier's Civilization VI: Rise and Fall - Immagine 4

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Civilization VI: Rise & Fall è un primo tentativo semi-riuscito di aggiungere nuovi elementi al gioco base, che però non stravolge più di tanto le meccaniche di gioco viste sino a oggi. Questo punto di debolezza è legato alla già solida offerta ottenuta nel sesto capitolo, che già ai tempi aveva dimostrato di essere quasi perfetta nelle sue caratteristiche. Al fronte di una spesa lievemente onerosa per il contenuto (30€), se ne consiglia comunque l’acquisto ai fan più accaniti del brand.

Sid Meier's Civilization VI: Rise and Fall

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