Recensione Shining Resonance Refrain

Si o no? Ve lo diciamo nella nostra recensione!
Fabio Fundoni Di Fabio Fundoni

I più anzianotti tra di voi (ma solo dal punto di vista ludico… forse!) ricorderanno sicuramente la serie Shining, giochi di ruolo puramente nipponici nati in seno alla SEGA negli anni novanta, a partire dall’epoca Mega Drive. La saga ha attraversato generazioni tra alti e bassi finendo per rimanere spesso confinata in Giappone, anche a causa di una fama non troppo estesa in Europa. In questi giorni, però, SEGA ha deciso di tentare la strada verso occidente, proponendo al nostro mercato una remastered dell’ultimo episodio nato, uscito in giappone per Playstation 3 e oggi tirato a lucido per cercare di conquistare una fetta di pubblico anche su PlayStation 4 e Xbox One.

Di cosa parliamo? Ma di Shining Resonance naturalmente che, in questa nuova incarnazione ha acquisito il suffisso “Refrain”. In un mercato sempre più saturo di remastered dedicate a giochi visti e stravisti, poter avere accesso a un titolo mai giunto in Italia è già una notizia positiva, considerando anche il fatto che il team di sviluppo ha gettato sul piatto anche l’inserimento di una abbondante manciata di DLC e, udite udite, una nuova modalità per vivere le avventure della trama principale con l’aggiunta degli occhi di due personaggi che, in origine, non erano giocabili. Insomma, prima vi giocherete la storia originale, poi avrete occasione di esplorarla con un punto di vista differente (iniziare subito con la modalità nuova sarebbe un enorme errore, fidatevi).

La trama porta ben poco di nuovo per chi mangia pane, mortadella e JRPG, immergendoci in un mondo fantasy dove (ma guarda!) ci sono due fazioni in guerra e (udite udite) vi è sopito l’enorme potere dei draghi. Yuma, il nostro eroe, possiede la capacità di trasformarsi in drago, sebbene non abbia la forza per gestire completamente la potenza dell’ancestrale lucertolone, motivo per cui vive un continuo conflitto interno tra la necessità di utilizzarne le qualità per sconfiggere i nemici più potenti e la paura di perdere il controllo e finire per distruggere tutto quello che gli si para davanti in una sorta di follia omicida. Ad aiutarlo ci sarà una squadra di combattenti estremamente ben caratterizzati tanto che, andando avanti  con la trama, avremo occasione di intrattenerci con ognuno di essi (sia uomini che donne) e di convincerli ad avere un appuntamento più o meno romantico con noi, in un tripudio di fan service (“la sagra del costumino succinto”) e “dating” in stile nipponico. Nel mentre, possibilmente, senza scordarsi il mondo da salvare e lo scaglioso drago che non vede l’ora di prendere il sopravvento sulla nostra personalità.

La modalità di gioco ricalca, per capirci, quella che abbiamo imparato a conoscere con i mondi di Tales Of, mescolando una parte esplorativa in questo caso molto povera e combattimenti in tempo reale dove useremo un solo personaggio e gli altri saranno gestiti da una buona intelligenza artificiale. Vogliamo spendere davvero poco riguardo alla fase esplorativa, estremamente guidata e infarcita di muri invisibili, ambienti ben disegnati ma dotati di una interazione quasi nulla e una mappa a prova di stolto che vi impedirà qualsiasi escursione non voluta o possibilità di perdervi, tra l'altro condita con qualche imprecisione nei comandi di movimento.

Shining Resonance Refrain - Immagine 2

Molto più interessante, invece, il combattimento e la gestione del party, vero fulcro del divertimento. Basilarmente, ogni qualvolta incontreremo un nemico ben visibile sulla mappa, inizieremo un combattimento all’ultimo sangue in una mini-arena, dove muoverci a nostro piacimento tra attacchi, mosse per rompere la difesa avversaria e difesa. Ogni colpo d’attacco consumerà una porzione della nostra barra d’azione che potremo vedere rappresentata con una forma sferica sotto il personaggio. Una volta consumata del tutto, sarà bene non compiere ulteriori azioni per lasciarla ricaricare. Anche la parata, sebbene non la consumerà, ne impedirà la ricarica, motivo per cui è estremamente consigliato evitare l’attacco a testa bassa modulando, invece, spostamenti e colpi mirati.

Non mancheranno gli attacchi speciali, che consumeranno un ulteriore indicatore. Inoltre il nostro Yuma avrà la possibilità di tramutarsi in drago, in modo da infliggere danni ingenti e capaci di mettere all'angolo qualsiasi nemico, sebbene presto capirete che abusare della forma rettile porterà a non pochi problemi. La presenza di oggetti vari e abilità in grado di creare specifiche affinità tra i personaggi, insieme a quanto già detto, rendono il combat system profondo e gradevole, nonostante ci sia una profonda differenza tra i combattimenti contro avversari normali, estremamente semplici, e boss fight, tanto complicate da farci imprecare più volte, soprattutto a inizio avventura, con una comprensione ancora superficiale del gameplay. Un consiglio? Studiatevi le migliori combinazioni e non lasciate nulla al caso, dopo diversi nemici “fuffa” potreste trovarvi a maledire tutti i membri del team di sviluppo. Non dimenticate, anche, di coltivare le amicizie con i compagni: una solida affinità potrebbe salvarvi la vita.

Shining Resonance Refrain - Immagine 3

Tecnicamente il gioco non fa mistero di arrivare dalla passata generazione, con un impatto grafico mediamente piatto, ma tendenzialmente solido (anche se qualche caricamento ci è parso eccessivo). Il chara-design mostra un buon lavoro concettuale e l'utilizzo dei costumi presenti nei DLC renderanno migliore il colpo d'occhio, mostrando una definizione maggiore nelle texture rispetto a quelli originali. Di tutt'altro livello la davvero buona colonna sonora visto anche che dopo poche ore di gioco vi sarà chiara l'importanza della musica in Shining Resonance Refrain. E il doppiaggio? Ottimo anch’esso, a patto di scegliere quello nipponico. Da cestinare quello inglese, mentre dobbiamo segnalare con forza la presenza dei testi solo in lingua anglosassone. Niente italiano, scelta che pesa non. Poco, vista anche l'enorme mole di dialoghi (davvero tanti, credete a noi). Se proprio non masticate l'inglese, meglio pensare due volte all'acquisto.

Quindi, Shining Resonance Refrain: si o no? “Perché no?” Diciamo noi. Un JRPG ben studiato, sebbene non all'ultimo grido e carente dal punto di vista grafico, ma capace di dare spunti interessanti sulla gestione del party e i combattimenti venendo, inoltre, venduto a prezzo se non budget, comunque inferiore alle cifre canoniche, niente male per un pacchetto da 45 ore di gioco circa!

7
Lo abbiamo detto poco sopra, a chiusura articolo: perché no? Se amate i giochi di ruolo di stampo nipponico è una gran mole di testi in inglese non vi spaventano, Shining Resonance Refrain potrebbe fare al caso vostro, scendendo comunque a patti con una resa grafica che già non avrebbe stupito su PlayStation 3 e Xbox 360, m guadagnando un comparto sonoro di pregio e un combattimento system intrigante. E poi, non vi piacciono i draghi e i canoni classici dei JRPG? Rispondete a questa domanda e saprete se il titolo in questione deve far parte della vostra collezione.