Recensione Shellshock 2: Blood Trails

Zombie & Vietnam, per il nuovo FPS firmato Eidos...ma lo aspettavamo davvero?
Alessandro Cossu Di Alessandro Cossu
Probabilmente, i programmatori di SS2 hanno pensato che occorreva dare nuova linfa all'abusatissimo filone della guerra in Vietnam :  ShellShock 2: Blood Trails prende difatti una forte distanza dal suo realistico predecessore classe 2004 (cfr. ShellShock: Nam'67), aggiungendo una forte componente horror piantata in mezzo a campi di risaie virtuali. La combinazione con horror stereotipati degli attuali sparatutto in prima persona, non fa molto, comunque, per combattere una certa noia incipiente. Mentre ci sono alcune emozioni e qualche brivido sparso qua e la, questo è troppo poco per un titolo che dovrebbe rispecchiare gli standard attuali,riuscendoci purtroppo solo in minima parte.
Shellshock 2: Blood Trails - Immagine 1
Spesso, ci verrà richiesto di liberare un'area da tutti i VC
Shellshock 2: Blood Trails - Immagine 2
La nostra prima vittima,tutt'altro che irresistibile
Shellshock 2: Blood Trails - Immagine 3
Alcuni avversari andranno affrontati come in una sorta di laser-game
Il titolo in questione,insieme alla summa di tutte le porcherie viste nel Vietnam,introduce anche un elemento relativamente nuovo:quello dei morti viventi. Immaginate di mettere “Platoon” e “28 giorni dopo” in un frullatore: il gioco oggi sotto esame, è molto simile a quello che si otterrebbe. ShellShock 2 ci metterà nei panni di Nate Walker, un soldatino giovane ma piuttosto preparato, il quale dovrà indagare su alcuni trasferimenti di merci da e per la regione del Vietnam.

Rapidamente, però, il gioco passa,senza soluzione di continuità, da uno stereotipo all'altro, per farci scoprire (ben presto) che Walker, in realtà,sta cercando suo fratello,mutato non si sa come in zombie,e che risponde al nome di Cal. Questa è in buona sostanza tutta la trama che si cela dietro al lavoro patrocinato da Eidos; una lunga (relativamente:di questo,parleremo fra poco), continua caccia del protagonista volta a recuperare suo fratello,nonché alla scoperta della verità su quello che è,davvero, WhiteKnight (e qui,non vi diciamo nulla,onde evitare di guastarvi il “piacere” di scoprirlo da soli).
 
Tecnicamente parlando,siamo di fronte ad un discreto  prodotto,sicuramente migliore del predecessore,ma comunque ben distante da Crysis,Project Origin e compagnia sparante. Fondamentalmente,ci troviamo sempre schiacciati dentro dei tunnel,che siano essi “aperti”, come nel caso delle location nella giungla, o chiusi,come i vari palazzi da bonificare. Saremo anche costantemente accerchiati da immagini violente, come strisce di sangue, pezzi di cadaveri, gente impalata contro un muro ed altre amenità.
Shellshock 2: Blood Trails - Immagine 4
Più lo schermo si colora di rosso,maggiore è il rischio di morte
Shellshock 2: Blood Trails - Immagine 5
Non mancherà il supporto aereo, ma senza la nostra diretta richiesta
Shellshock 2: Blood Trails - Immagine 6
La foto, in effetti, non rende merito al sistema di illuminazione
Eccezion fatta per il doppiaggio, l'audio è relativamente decente. Gli M-16 e gli AK-47 fanno il loro sporco lavoro e le esplosioni ci hanno convinto,almeno fino ad un certo punto. In realtà, sembra di guardare un B-Movie al sapore di Guerra, con tutti gli annessi e i connessi del caso.

In linea di massima, SS2 è abbastanza breve. La campagna in singolo,può essere conclusa in cinque o sei ore (in base al livello di difficoltà) e ,onestamente, non vediamo motivi per rigiocare ShellShock 2 dopo averlo terminato, per una serie di ottimi motivi. La progettazione stessa del gioco,ad esempio, penalizza una produzione già di per se non propriamente eccelsa. Per quanto si possa cercare delle variabili, il tutto si riduce all'andare dal punto “A”, al punto “B”, massacrando tutto quello che si muove sullo schermo,seguendo una strada e una sola; certo, a volte saremo coadiuvati da alcuni commilitoni (che hanno un'intelligenza artificiale pari a quella di un bradipo ubriaco), ma nonostante la brevità dell'azione, il colpo di sonno è sempre dietro l'angolo.
 
A poco serve, purtroppo, l'introduzione di una sorta di mini-game, interno al sistema di combattimento. Non sarà infrequente, infatti,doversi misurare in un violento corpo a corpo con i Vietcong; in tali situazioni, sarà necessario premere la giusta sequenza di tasti (opportunamente segnalata a video),nei giusti tempi. E'un qualcosa che ricorda alla lontana Dragon's Lair e - a onor del vero, anche F.E.A.R. 2 ha un sistema similare : tuttavia, non metteremmo a paragone i due sistemi, in nessuna circostanza.
 
In definitiva,non possiamo dire che SS2 ci abbia convinto : sia pur gradevole (attenzione:"gradevole",non "convincente") sotto il mero profilo grafico, ci sono troppi svarioni, su troppi aspetti del gioco, per decretare, a nostro avviso, il successo di un FPS ridondante e troppo simile a se stesso, nella sua relativa brevità. Consigliato solo a chi vive di pane farcito a FPS Vietnamiti, con l'offerta speciale di qualche mostro.
Shellshock 2: Blood Trails - Immagine 7
Nonostante alcune location siano amplissime, la libertà d'azione è pressoché nulla
Shellshock 2: Blood Trails - Immagine 8
Non mancheranno sessioni a bordo di mezzi militari, come una jeep
Shellshock 2: Blood Trails - Immagine 9
La giungla è realizzata in maniera troppo "cartonata", ma comunque soddisfacente
5,5
ShellShock 2 - Blood Trails ha superato buona parte delle pecche del suo predecessore e si candida ad essere una buona alternativa ai titoli affini oggi presenti sul mercato, pur non possedendone il carisma e - sfortunatamente - la bellezza,almeno per la maggior parte dei prodotti dello stesso filone. La sezione multiplayer, da sola, aiuta ad acquistare questo titolo, che non deluderà i fan dei giochi di squadra, ma al momento i server sono tutto, tranne che popolati
voto grafica6
voto sonoro5,5
voto gameplay5
voto durata5,5