Recensione Risen

Un'isola, un naufragio, un eroe solitario: la fiera del "già visto" si veste di nuovo!
Alessandro CossuDi Alessandro Cossu (28 settembre 2009)
Per quanti non ne fossero a conoscenza, gli autori del gioco che ci apprestiamo ad esaminare, rispondono al nome di Piranha Bytes. Forse, un titolo su tutti potrebbe aiutare a far scomparire l'enorme punto di domanda che è apparso vicino al cranio dei lettori : Gothic. Questa celeberrima saga, che ha visto i suoi Natali nel 2001 e che, vantando tre titoli, è proseguita fino al 2006, ha conquistato giocatori sparsi per mezzo globo, ed ancora oggi dispone di un corposo zoccolo duro di appassionati. Potremmo affermare che Risen, ultima ma non ultima fatica dei programmatori tedeschi, mutua in larga parte lo stile di gioco della loro opera più famosa e, nel contempo, coglie a piene mani idee e feeling da un altro caposaldo del genere GDR, ovvero il bellissimo e mai abbastanza apprezzato “The Witcher”.
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Gli avversari sono tanti e variegati e pescano a piene mani dalle tradizioni fantasy
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L'acqua è fonte di vita : bere significa riavere tutti i punti di vita
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La figura del Mercante è un must in ogni gioco di ruolo che si rispetti
Abbandonati i sogni di esplorazione e libertà a tutti i costi presenti nel terzo capitolo di Gothic, gli sviluppatori hanno ridimensionato concetti e mondo di gioco, creando un mondo, o meglio un'isola si molto grande e variegata, ma senza eccessi. Risen, difatti, è localizzato in un isola dove il volo 375 della Oceanic...pardon, in un'isola conosciuta come Faranga la quale, novella Tenerife, vanta un'enorme vulcano quasi nel suo centro, vulcano che sarà responsabile dei movimenti tellurici (cfr. del fatto che la visuale di gioco, di quando in quando, diverrà particolarmente instabile) che scuoteranno il luogo dove vivremo la nostra (lunga) avventura.

In tal senso, Risen ripercorre i classici stilemi del filone a cui appartiene, almeno secondo i parametri di chi l'ha progettato. All'inizio dell'avventura, ci troviamo su una nave in balia di una tremenda tempesta : un enorme mostro assalterà la “nostra” imbarcazione - le virgolette sono d'obbligo, dal momento che siamo clandestini -  e l'ovvio risultato sarà quello di naufragare miseramente su un'isola, cioè appunto, Faranga.

I primissimi minuti di gioco, non li vivremo da soli : un'altra persona è infatti scampata al naufragio e si tratta di Sara, la quale, all'inizio, ci fornirà brevi istruzioni per prendere confidenza con il protagonista del gioco. Il nostro alter ego, in effetti, non ha nome, non ha soldi ed è vestito di stracci : il candidato ideale da impersonare, far crescere, vestire e nutrire. Tuttavia, il mondo che ci aspetta sarà tutto, fuorché amichevole : l'isola, infatti, è letteralmente divisa in due da opposte fazioni che si contendono il controllo del territorio. Come se ciò non bastasse, l'isola è sconvolta da pesanti mutamenti : dal sottosuolo sono iniziati ad emergere strani e misteriosi edifici, pieni di tesori protetti da mostri di vario genere e natura, che hanno portato scompiglio nella popolazione locale. In buona sostanza, quindi, avremo tutto contro e riuscire a guadagnare la fiducia di una o dell'altra fazione non sarà cosa facile.
Da una parte, troveremo un gruppo piuttosto esteso che vive a metà fra il mondo religioso e quello militare, chiamato generalmente “L'Inquisizione” e facente capo ad un personaggio di nome Mendoza. Dall'altra, troveremo invece i fuorilegge che si sono schierati dalla parte di un vecchio e potente signore dell'Isola, tale Don Esteban, rimosso dalla sua posizione di capo dai nuovi signori dell'Inquisizione; in pieno stile RPG, ci troveremo ad assolvere quest più o meno importanti per l'una o per l'altra parte, dovendo in continuazione scegliere - e prestare la massima attenzione, con chi schierarci e quando. In linea di massima, possiamo affermare che, chiudendo le varie missioni assegnateci dall'Inquisizione, otterremo potenziamenti dediti alla Magia; di contro, aiutare “Il Don”, significa sbloccare abilità più strettamente legate al corpo al corpo.

Questo piccolo preambolo funge da apripista alle peculiarità specifiche del nostro personaggio : ogni oggetto trovato, ogni missione compiuta, ogni avversario ucciso (ma ucciso nel vero senso della parola : spesso, infatti, capiterà di vedere i nostri nemici “rianimarsi” e riprendere le loro attività) farà aumentare i nostri “punti esperienza”, con relativo salto di livello. La prima prova tangibile d'essere saliti di livello, la vedremo nella barra della salute, che aumenterà di una piccola tacca. Inoltre, avremo a disposizione dieci “punti d'abilità” da distribuire nelle peculiarità del nostro eroe, divise fra Saggezza, Forza e Destrezza. Da non sottovalutare, ovviamente, il Mana : questo parametro determina infatti la nostra abilità nel lancio d'incantesimi, nonché l'energia necessaria per l'uso degli stessi. Alcuni di questi possono essere utilizzati per potenziare armi e armature, altri per offendere, altri ancora per sanare; non manca la possibilità di illuminare un ambiente, levitare, et similia.
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Quel tronco spinoso è in realtà un topo velenoso...!
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Gli avvoltoi di mare possiedono un morso piuttosto doloroso
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I Ghoul sono avversari molto ostici : un tocco e verremo spediti nei verdi pascoli
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Risen

Disponibile per: Xbox 360, PC
Risen PC Cover
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