Recensione Risen 2: Dark Waters

Pirati alla riscossa
Sonny UbertiniDi Sonny Ubertini (23 aprile 2012)
Il tramonto di un'epoca

Non si può di certo dire il protagonista di Risen sia buon samaritano. Cancellata la minaccia del Titano di fuoco tramite un'armatura ben oliata ed una spada affilata, il nostro eroe pareva pronto a partire per salvare il mondo con la piratessa Patty verso un tramonto pieno di aspettative. Questo sulla carta. Negli anni successivi alla chiusura degli eventi del primo capitolo il mondo è radicalmente cambiato, con vulcani in eruzione ed antichi mostri marini che impediscono le navigazioni isolando viveri e comunicazioni. Cosa è successo all'eroe? Poco si sa su cosa abbia fatto nel tempo trascorso (ancora meno sulla perdita dell'occhio), se non che si è trasformato in un ubriacone che ora fa il part time all'inquisizione. Il ritorno improvviso di Patty darà il via all'avventura, dove l'unica speranza per un mondo in pace sta nelle armi dei titani custodite da alcuni dei peggiori pirati in circolazione. Obiettivo dell'eroe sarà dunque diventare fratello di sbornia dei pirati e mettersi sulle tracce della ciurma di Barba d'argento. Una corsa contro il tempo in cui dovrà arrivare prima di Mara, Titano dell'acqua e villain principale di questo capitolo.
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Risen 2 mantiene la stessa filosofia del prequel, inaugurata dai vecchi Gothic: mondo completamente aperto e tasso di sfida costante. L'assoluta novità è rappresentata sicuramente da un'ambientazione piratesca inedita che farà gioire molti videogiocatori. Questo cambiamento ha introdotto anche alcune varianti nel mondo del gioco (per lo più per una questione di coerenza storica) in cui le ambientazioni ed il set di armi subiranno una svolta abbastanza traumatizzante. Prima di tutto un addio ad armature e cavalieri: nell'epoca piratesca si sopravvive con vecchi cappotti e spaventosi cappelli, e per chi osasse combattere ci si può affidare ad armi da taglio, da punta ed a tanta polvere da sparo, che per l'occasione potrà essere sfruttata su pistole e fucili. Addio anche alla magia, visto che il fallimento dell'Inquisitore Mendoza nel primo capitolo ha gettato le fondamenta del caos presente in questo seguito e per questo motivo quindi tutti i maghi sono stati esiliati e la magia proibita, rendendo di fatto il Voodoo l'unica pratica sovrannaturale nel gioco.


L'alba di una nuova era

Nel corso del suo viaggio il nostro eroe sarà sotto mentite spoglie e privato di qualsiasi beneficio, si dovrà quindi ripartire da zero e l'unico aiuto iniziale sarà la giovane Patty. Si potrà infatti (man mano che si proseguirà nell'avventura) riunire un vero e proprio equipaggio formato dai membri più disparati (uno di essi farà la felicità di molti fan del primo Risen) che potranno essere portati con sé in ogni istante. Non particolarmente differenziati, sapranno comunque rivelarsi utili durante i combattimenti, anche se però una volta stesi non si riprenderanno finché lo scontro in corso non verrà concluso. La progressione non sarà per forza lineare. Una volta gettati nella prima isola sarà a discrezione del giocatore seguire o meno il filone principale, perché tante sono le cose da fare e ancora di più lo sono i segreti ed i misteri nascosti qua e là. L'ambientazione non sarà un'unica isola come nel prequel ma un arcipelago formatone da diverse, andando a creare una mezza dozzina di ambientazioni grosse, complesse ed articolate su più livelli. Le missioni (dotate di un'ottima varietà) saranno esplicate meglio che in passato e spesso degli indicatori sulle mappe mostreranno la via giusta, anche se questo non significa che l'esperienza si tramuterà in un semplice andare da A verso B, visto che le mappe saranno piuttosto rudimentali e per lo più indicative.
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La difficoltà è più o meno sugli stessi livelli del primo capitolo, con una struttura comunque più compatta e forse meno complessa che rende l'esperienza più abbordabile, come ad esempio l'inventario che non sarà più in tempo reale e che quindi una volta aperto metterà completamente in pausa il gioco. Per il resto i primi istanti riusciranno ancora a deprimere i giocatori con dei nemici categoricamente superiori all'eroe, e questo solo per quanto riguarda gli esseri umani, perché contro il bestiario sarà una vera e propria festa al massacro dove la semplice parata sarà completamente inutile, tanto che il gioco stesso consiglia di evitare di avventurarsi per grotte e foreste lontane dalla civiltà, almeno per i primi tempi. La lista dei nemici è ampia e il bestiario si è sicuramente imposto come la ciliegina sulla torta, tanto vario e capace di dimenarsi dai cinghiali ai mostri marini, sempre pronti a creare problemi al giocatore e spesso addirittura a terrorizzarlo (vedere per credere), specialmente i Ghoul si meritano una menzione vista l'aggressività e la determinazione che hanno saputo mostrare. Ottimo il design e la cura dei dettagli, sicuramente elevata ed in certe occasioni veramente spettacolare e capace di donare carisma anche agli esseri più terrificanti. Chiudono la fila gli umani che si dividono principalmente tra Inquisizione, Pirati ed Indigeni, ognuno con il suo particolare stile di lotta nel caso fosse necessario combatterci.


Pirata provetto

La crescita del personaggio ha subito un certo ridimensionamento, non ci saranno infatti livelli in cui avanzare come in passato e nemmeno dei punti spendibili per singoli talenti, ma dei punti eroe che potranno essere usati per potenziare i 5 principali attributi, che come effetto a catena aumenteranno i punti dei talenti (3 per attributo) e di conseguenza potenzieranno o sbloccheranno abilità (5 o 6 per talento). Se non siete dei pirati e sapete fare due conti capirete quindi che il tasso di crescita porta enormi benefici, ma che al contrario di quanto accadeva nel primo episodio avverrà in modo più lineare e marcato. Rimasta sempre la possibilità di imparare un sacco di abilità dai numerosi personaggi che l'Eroe avrà modo di incontrare, solo che in questo caso basteranno i semplici soldi (ed un adeguato livello per quanto concerne l'attributo in questione) per apprendere tale abilità, senza la richiesta quindi di punti abilità come avveniva in passato. Essendo spariti gli stili del mago e del bastone, sarà possibile dilettarsi nel migliorare tutti gli attributi presenti e far avvenire una crescita equilibrata ottenendo ottimi risultati in tutti i campi, altrimenti anche il solo concentrarsi su alcuni attributi porterà maggiore vantaggio in determinate situazioni (e come al solito avere una furtività alta farà la differenza), dipenderà tutto dal giocatore e da quanta voglia abbia di sperimentare. Di certo le opportunità non mancheranno.
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