Recensione Remothered: Tormented Fathers

Il tormento arriva anche su console
Simone Rampazzi Di Simone Rampazzi

A distanza di qualche mese dalla sua pubblicazione su PC, il survival horror partorito dalla mente di Chris Darrill sbarca finalmente su console, permettendo finalmente a tutto il pubblico multipiattaforma di godersi questa storia liberamente ispirata dai grandi classici, come Silent Hill e Clock Tower.

Questo genere di survival horror è riuscito a sopravvivere contro il tempo tiranno, mantenendo viva una formula ideale che però, grazie ai giusti accorgimenti, si è riuscita ad adattare spontaneamente, mettendo in scena uno spettacolo capace di bilanciare le convenzioni moderne con quelle più classiche.

Con il suo Remothered: Tormented Fathers, Chris Darrill è riuscito a fare questo e molto di più.

LA METAMORFOSI DELLA PAURA

Diamo per scontato un momento che i nostri lettori non sappiano di cosa stiamo parlando. Rosemary Reed è un’affascinante donna di 35 anni che indaga sulla scomparsa di una bambina, Celeste, probabilmente scappata dalla casa di un notaio di nome Richard Felton.

Dopo essersi introdotta nella magione dell’uomo, il nostro alter-ego femminile fa la conoscenza di quest’ultimo e di Gloria, una donna che si occupa di tutte le faccende di casa e che, dai pochi indizi forniti, sembra essere a conoscenza della triste storia avvenuta in casa anni prima.

L’insistenza di Rosemary, nel cercare di conoscere la verità sull’accaduto, innesca la miccia di una bomba a orologeria pronta a esplodere in un battito di ciglia. Gli abitanti della villa cambiano radicalmente volto, mostrando un’anima tenebrosa che emerge con i tratti comuni di una scrittura esoterica, fatta di deliri religiosi e risvolti del tutto inattesi.

Ogni elemento scoperto fino a quel momento diventa il tassello di un puzzle contorto, dove ben presto si viene a conoscenza del fatto che molti pezzi mancano e altri, purtroppo per noi, saranno difficili da ottenere per via di enigmi ambientali pronti a nasconderceli.

Remothered: Tormented Fathers - Immagine 3

La villa accogliente si trasforma in prigione e Rosemary, del tutto spaesata, è costretta a sfruttare ogni possibile armadio o angolo buio per scappare dai suoi inseguitori. Sotto questo punto di vista il gioco sfrutta un gameplay consolidato, capace di intervallare abilmente i momenti lenti dell’esplorazione, o della lettura dei documenti, con quelli più frenetici, dove scappare diventa l’unica soluzione al fine di sopravvivere.

A differenza degli altri survival, dove un minimo di scontro è previsto anche se ad armi impari, Remothered: Tormented Fathers ci mette nella scomoda posizione di evitarlo completamente, poiché ogni arma o diversivo si rivela più come un palliativo, che non come un’azione definitiva. È bene sottolineare che ogni avversario incontrato nella magione non può essere ucciso, motivo che rende l’esperienza ludica perennemente sul filo della tensione.

Lo scenario volutamente claustrofobico diventa complesso man mano che si prosegue nel gioco, dato che i modi per essere rilevati aumentano in proporzione alla diminuzione dei luoghi dove potersi nascondere. È interessante come il team di sviluppatori abbia voluto sfruttare il suono, facendo in modo che la protagonista sia costretta sempre a muoversi con attenzione al fine di non attirare l’attenzione dei nemici presenti in casa.

PASSAGGI DI STATO

Come spesso accade per i prodotti di settore, anche Remothered: Tormented Fathers ha affrontato il delicato processo di passaggio di stato, in cui il gioco è stato “riscritto” per potersi adattare al mercato console.

La nostra prova su Xbox One si è dimostrata performante sin dalle prime battute, tranne per qualche piccola imperfezione ereditata dal codice sorgente su PC, dove a cedere sono stati alcuni frame durante le animazioni e il motion capture facciale dei personaggi, seguito in minima parte da un’illuminazione degli ambienti non sempre convincente. Sinceramente è un peccato notare che non si sia potuto fare nulla di più per risolvere il problema, ma parliamo di situazioni che fortunatamente non possono essere assimilabili a bug e/o glitch in grado di peggiorare l’esperienza una volta in gioco.

Dal punto di vista dei comandi, la configurazione rispecchia quello che era stato possibile fare su PC, tant’è che ogni azione è rimasta associata allo stesso tasto mostrato in passato.

Remothered: Tormented Fathers - Immagine 4

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Remothered: Tormented Fathers dimostra una cosa più di altre, ovvero che la passione è in grado di fare la differenza. Il team di sviluppatori è rimasto vigile e attivo sin dai tempi del primo annuncio, ha perseverato nel progresso dell’opera facendo tesoro di tutti gli insegnamenti tratti dai classici del passato. Come produzione indipendente, Remothered ha il pregio di elevare l’asticella verso un valore più alto della media, anche se purtroppo non riesce a raggiungere la perfezione in tutti i campi analizzati. Se non avete avuto modo di giocarlo su PC, fatevi un favore, non mancate l’occasione!