Recensione Pure

Con l'arrivo di Pure abbiamo un'altra occasione per provare il brivido della vertigine
Francesco Romagnoli Di Francesco Romagnoli(8 ottobre 2008)
Da quando il gioco faceva capolino nelle news su internet, con le prime immagini , sino a poco fa, quando ho estratto per l'ennesima volta il blu-ray fumante di Pure dalla PS3, ho pensato al titolo del videogame e a che cosa questo rappresenti. In fondo perché “pure”? In un gioco di corse con gli ATV, tra fango e sportellate maligne, di “puro” mi sembrava che il gioco avesse ben poco. In realtà sin dalle prime sessioni di gioco il concetto di purezza espletato nel gioco è emerso in modo molto chiaro: puro è il gameplay, puro è il concetto di gioco arcade portato ai suoi estremi, e ancora puro è il divertimento che scaturisce da una partita a questo gioco targato Black Rock Studios.
Pure - Immagine 1
Come si può vedere di certo il bloom non manca
Pure - Immagine 2
Gli scenari sono piuttosto suggestivi, sebbene le asperità e le rocce diano una sensazione a tratti troppo "gommosa"
Pure - Immagine 3
Di sicuro non è un gioco incentrato sul realismo
Posizionamento e inquadratura del segmento di mercato
A quanto pare la lista di giochi arcade dedicati alle corse sugli sterrati di tutto il mondo sta tornando a rinfoltirsi. In particolare su Playstation 3 abbiamo Motorstorm, che sta per tornare sugli scaffali con un secondo episodio, MX vs ATV Untamed, uscito all'inizio di quest'anno, Baja, uscito giusto in contemporanea con Pure, ultimo rappresentante di queste discipline, arrivato un po' in sordina ma subito proiettatosi alla ribalta dei riflettori. Filosofie diverse di intendere le gare arcade su sterrato. Ad accomunare questi nomi la folle corsa verso la bandiera a scacchi ruota a ruota con mezzi capaci di affrontare le strade non asfaltate più impervie.

A renderli diversi invece concorrono il tipo di mezzi utilizzati e la tipologia di gare, più o meno orientate verso i trick. Motorstorm e Baja privilegiano un'impostazione fatta di mezzi variegati, specialmente a quattro ruote, e di gare a suon di sportellate ed incidenti con gli altri avversari. Mx vs Untamed e Pure invece sono più improntati ad offrire corse con i salti e le acrobazie in volo, e di conseguenza prediligono mezzi in cui il pilota è su di una sella libero di sgambettare (anche se Mx vs ATV offre una scelta di mezzi e gare “a tutto tondo”).

Da quando è stato presentato a Lipsia ho sempre visto e sentito posizionare Pure spalla a spalla con Motorstorm. In realtà i due titoli in comune hanno ben poco se paragonati agli altri videogame qui sopra elencati, se non una buona operazione di marketing che li ha portati alla ribalta della scena, a scapito appunto degli altri titoli simili. Più azzeccato, sebbene a sua volta limitante, è l'accostamento di Pure alla serie SSX, un arcade basato sulle gare di snowboard. In effetti Pure condivide con questo gioco l'impostazione estremamente esemplificata dei controlli, e il focalizzarsi dell'attenzione sui salti e su ciò che si può combinare mentre si è in volo.

Mica si può stare fermi mentre si vola
Andiamo quindi a spiegare nel dettaglio come si svolgono le gare su questo Pure. Attraverso un tracciato fangoso, costellato di salti, si gareggia per arrivare primi. A determinare le prestazioni del nostro mezzo, più che la meccanica dello stesso, ci pensano le nostre acrobazie. Per effettuarle bisogna avvicinarsi alle rampe “precaricando” il salto (ovvero spingendo indietro lo stick di sinistra) per poi staccarsi al culmine (spingendo lo stick di colpo in avanti) ed effettuare così un balzo più alto, che ci permetterà di svolgere i trick.

All'inizio di ogni gara potremo esibirci solamente con le acrobazie più semplici, ma effettuandone correttamente alcune (il che significa effettuare i trick senza sfracellarsi al suolo), sbloccheremo la possibilità di eseguire quelle più ardite, che ci permetteranno di aumentare la riserva del turbo (denominata “barra del brivido”) più velocemente.

Lo sfruttamento del turbo in realtà è relativo ed il gioco riesce a mascherare un effetto elastico mediante la corretta esecuzione dei trick. All'atto pratico infatti il turbo serve più che altro per aumentare la velocità prima dei salti, più che non a recuperare “fisicamente” terreno sui nostri antagonisti. Sarà il gioco stesso che, a seconda di quanti (e quali) salti eseguiremo correttamente, ci farà recuperare sugli avversari rallentandoli e dando al nostro ATV una maggior sensazione di velocità.
Performare i trick si rivela assai semplice, dato che l'esecuzione è relegata a pochi specifici tasti e non a combinazioni intreccia-dita.

Da una parte questo ne fa un pregio, un elogio all'arcade gaming puro e semplice, una possibilità per gestire i salti in maniera semplice e divertente per poter seguire con la dovuta attenzione la guida. Tuttavia è proprio l'aspetto guida a risultare a sua volta sin troppo semplificato. E di certo non aiuta un'IA banale, completamente schiava dell'effetto elastico citato poca fa.
Pure - Immagine 4
Chi sono le ballerine del Moulin Rouge in confronto a questi piloti!!?
Pure - Immagine 5
Il concetto di gioco è puro...ma altrettanto non si potrà dire del candore dei vestiti e del mezzo a fine gara
Pure - Immagine 6
La profondità visiva è notevole, e quando si salta in alto diventa facile farsi distrarre
Il vero brivido sta nella vertigine del salto
L'azione quindi si rivela a tratti troppo semplificata, ma questo è proprio il concetto di purezza che il gioco esterna, e sul quale si fonda la fortuna del gioco stesso, creata dall'interesse di una vasta fetta di pubblico a cui piace prender parte all'azione in modo spettacolare, senza troppi assilli derivanti da una guida impegnativa.
A sostituire il brivido della gara contro gli avversari ci pensa quindi il brivido dei salti. Brivido che è restituito ottimamente anche dall'effetto vertigine che il gioco sa ricreare mediante un sapiente uso della visuale e degli effetti grafici.

Quando si spicca il volo con i salti più alti il gioco concede una vista a volo d'uccello davvero impressionante: si è capaci di osservare l'orizzonte per vallate e soprattutto nelle prime sessioni capiterà non di rado di farsi distrarre dal panorama per poi farsi cogliere dal panico nell'accorgersi che la terra ci richiama a sé in modo più accelerato di quanto ci aspettassimo.
E così il brivido del gioco sta nel salto, nel rischiare l'acrobazia più azzardata sperando di essere riusciti ad alzarci in volo abbastanza per eseguirla prima di schiantarci al suolo.
A dir la verità avevamo provato questo tipo di brivido già in MX vs ATV: Untamed, ma qui la sensazione di vertigine è portata davvero all'estremo.

A fare da contraltare alla semplicità del gameplay troviamo una sezione di editor del proprio mezzo tutt'altro che banale. E' una sezione contestuale alla modalità principale, dato che sbloccheremo nuovi pezzi (più performanti) man mano che vinceremo i campionati, ed è molto approfondita nel numero di parti che è possibile sostituire. Dal telaio alle manopoline, di cui è possibile scegliere forma e colore. E' una parte gratificante, merito dell'ottima realizzazione ed implementazione con il resto del gioco. Tuttavia questa modalità argina solo in parte la monotonia dei mezzi. Infatti mentre tutti i diretti concorrenti di Pure offrono una vasta gamma di mezzi, qui non avremo altro che gli ATV.

Una monotonia che in parte prosegue anche nella tipologia di gare a disposizione. Ne avremo tre, anche se due (la gara classica e quella sprint, sostanzialmente organizzate come gare normali) si assomigliano molto. Quella che si distingue tra queste tre si chiama freestyle ed è quella che richiama maggiormente lo spirito degli SSX targati EA, dato che sarà costellata da bonus da catturare in aria per acquisire più punti e far si di non rimanere senza benzina. Benzina che naturalmente sarà conservata in base al numero ed al tipo di acrobazie che saremo in grado di eseguire.

Così il tour mondiale prosegue inanellando gare su gare, tutte piuttosto simili tra di loro. Anche nel numero di competizioni il titolo non eccelle, dato che esaurita la cinquantina a disposizione saremo arrivati alla fine e non potremo sfogarci oltre se non con le sfide contro il tempo e con la parte on-line.
Naturalmente quest'ultima opportunità è la più suggestiva. Il poter gareggiare con altri 15 piloti umani senza che intervenga il lag si rivela assai divertente. Anche qui un qualche accenno di maggior varietà non avrebbe guastato (c'è solo una modalità in più rispetto all'off-line), ma non si può negare che la stessa semplicità di gioco sia un vantaggio. Per non parlare dell'affluenza di pubblico che in questo genere di videogame è importante in modo esponenziale e qui, al momento della recensione, sembra ben supportata, a differenza di titoli come MX vs ATV Untamed o Baja.

Prima di concludere spendiamo due parole sul comparto grafico, che si presenta compatto e fluido, con un'ottima profondità visiva (essenziale per l'effetto vertigine), anche se dal punto di vista della palette di colori avremmo preferito una scelta fatta di minori contrasti e meno eccessi di bloom.
Buona anche la scaletta sonora, come sempre improntata verso il rock, ma con nomi di spicco della scena mondiale (tra cui i Wolfmother con l'ormai onnipresente Woman). Ad accompagnarci nel tutorial e nei menù una voce ben doppiata. Meno impressionanti invece gli effetti sonori, nella media e senza alcun picco esaltante.

Tirando le somme quindi ci sentiamo di promuovere Pure come un buon arcade, ben realizzato, senza difetti particolari e con quella semplicità che spesso fa la fortuna di questa fetta di videogame.
Lo consigliamo senz'altro a chi adora il genere e non cerca profondità nel gameplay o attriti che costringano l'immediatezza..
Per contro non riteniamo si tratti di un eccellenza a tutto tondo, per i suoi limiti in quanto a longevità e varietà, aspetti su cui la purezza del titolo gli si ritorce contro, specialmente se messo a confronto con i suoi diretti avversari (in particolare con MX vs ATV: Untamed).
Pure - Immagine 7
Una delle location si ispira all'Italia. Non ci spieghiamo il nome: "Monte Garda". Possibile ci fossero problemi di diritti?
Pure - Immagine 8
Io comincerei a pensare a come atterrare se fossi in lui
Pure - Immagine 9
I contrasti con gli altri piloti non provocano alcuna conseguenza particolare...e meno male data la pochezza dell'IA!
7,5
Il gioco riesce ad esprimere pienamente la purezza dei suoi intenti presentando un gameplay estremamente semplice e di conseguenza accattivante per chi è alla ricerca di un titolo arcade altamente spettacolare quanto divertente. Tutto ruota intorno ai salti e al brivido che la vertigine e la velocità provocano al giocatore, già adrenalinizzato dalla frenesia della gara. La regia è maestra nell'alimentare in modo sapiente queste emozioni. Pure però non mantiene altrettanto alta l'attenzione quando le ruote sono a terra, non offrendo particolari soddisfazioni alla "guida" (se così la si può definire) come contraltare alla semplificazione di salti ed acrobazie. Tuttavia questo è un difetto trascurabile quando si è nel mezzo dell'azione, esaltati dal ritmo incalzante e da un comparto tecnico che fa bene il suo lavoro. Ciò che invece comincia a non farsi trascurabile con il proseguio delle gare è l'instillarsi di una certa monotonia, causata da una scarsa varietà di tipologie di mezzi e di gare. In parte ci si consola con l'editor degli ATV, ma la longevità stessa non è preservata se non dall'on-line, vista la relativa brevità della modalità principale. Insomma un titolo di sicuro impatto nell'immediato, ma che tende a spegnersi un pò troppo in fretta.
voto grafica8
voto sonoro8
voto gameplay8
voto durata7
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Pure

Disponibile per: PS3 , Xbox 360, PC
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