Recensione Of Orcs and Men

Immaginate un Sam Fisher basso, verde e con le orecchie a punta..
Massimiliano Pacchiano Di Massimiliano Pacchiano(11 ottobre 2012)
Va da se che l'unico modo per proseguire, oltre ovviamente a sfruttare le uccisioni stealth e gli attacchi a distanza di Styx, è quello di potenziare ed equipaggiare i personaggi in maniera che siano sempre più potenti degli avversari di turno. Insomma, il gioco è una sorta di RPG con forti elementi stealth in cui la pianificazione ha poco peso, l'azione in tempo reale c'è ma è implementata maldestramente e la linearità regna sovrana. Fortunatamente la trama ed il fattore audiovisivo tengono sveglia l'attenzione, altrimenti il disastro sarebbe stato pressoché totale. Alla fine la strategia di gioco ha un peso relativo, tanto che esistono degli “assetti automatici” che il gioco incoraggia ad usare; l'unica vera tattica che ci è parsa efficace è quella di concentrarsi sempre su un medesimo bersaglio (nonostante il gioco faccia di tutto per far attaccare diversi nemici ai due protagonisti), magari usando inizialmente l'attacco combinato “lancia goblin” (piuttosto potente) per poi finire il malcapitato con colpi normali, non importa quali tra i numerosi disponibili. Ovviamente abbiamo anche la possibilità di guarire il compagno caduto durante uno scontro, e si rivela una funzione fondamentale da attuare non appena possibile, pena il game over.
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Of Orcs and Men - Immagine 14
Of Orcs and Men - Immagine 15
Tecnicamente parlando, il titolo Cyanide offre una cosmesi piuttosto altalenante: se il character design è valido, così come i modelli dei protagonisti e le loro animazioni, i fondali ed i nemici comuni sono piuttosto blandi. Vengono alternati aspetti molto dettagliati (ad esempio armature, armi ed equipaggiamenti sono spesso visibili sui protagonisti) ad altri davvero scadenti (parecchie texture a distanza ravvicinata risultano sgranate, mentre la vegetazione in generale è terribile). Benché il motore Silk abbia ben poco da invidiare all'Unreal Engine 3, con tanto di effetti avanzati, blur ed anti alias, la resa globale non sempre riesce ad essere all'altezza. Ma la parte peggiore è l'aggiornamento video: il frame-rate è costantemente basso, tra i 25 e i 10FPS delle situazioni più affollate; ed anche se il tearing è totalmente assente questa mancanza di fluidità si fa sentire.

Il sonoro ci offre musiche piuttosto anonime, discreti effetti ed un doppiaggio inglese altalenante: la recitazione è buona ma alcune voci appaiono inadeguate. Il tenore dei dialoghi, come già accennato, è piuttosto esplicito con abbondanza di parolacce e volgarità, che però puntano più a restituire un'atmosfera rude ed oscura: solo raramente le frasi risultano divertenti, mentre talvolta virano sul drammatico proponendo interessanti metafore di temi come il razzismo e l'antisemitismo (ci riferiamo in particolare al personaggio dell'Addestratore).

La traduzione italiana è scorrevole ma poco fedele, non solo per alcuni nomi (ad esempio il capo della Mano Nera da “Monkey” viene tradotto in un francofono Singe) ma soprattutto per quanto riguarda le espressioni colorite: stranamente abbiamo molti punti edulcorati ma ci sono anche altri momenti in cui le frasi originali non sono assolutamente volgari ma vengono tradotte con del turpiloquio. Nello specifico, basta ascoltare i primi dialoghi per trovare un “cosa” tradotto con “ca**o” (e viceversa), un “merda” tradotto con “fango” ma soprattutto la ben poco piacevole frase “se ci provi ti stacco la testa e defeco nel collo” (citazione da Duke Nukem 3D) viene tradotta con “se ci provi non avrai più bisogno del tuo cappello”. Agghiacciante. Ma adattamenti discutibili a parte, c'è anche qualche vistoso svarione come l'espressione “Good riddance” (più o meno “ce ne siamo liberati”) tradotta con un tragicomico “Buona fortuna”. Che fine avranno mai fatto i traduttori professionisti?
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12
5,5
Singolare commistione tra RPG e stealth, l'ultima fatica Cyanide fatica a trovare una sua identità. Atmosfera e premesse sono interessanti, così come il character design, ma il sistema di combattimento (con comandi assegnati in tempo reale) è piuttosto macchinoso ed impreciso, mentre la linearità e la limitatezza degli ambienti tarpano le ali alle ambizioni ruolistiche del gioco. Le tonnellate di stats e di potenziamenti risultano inutili quando la progressione è così incanalata (persino i villaggi sono corridoi a cielo aperto) e l'unica cosa da fare è tentare qualche uccisione stealth prima dell'inevitabile mischia confusionaria. In pratica Orco Gear Solid con protagonista Goblin Snake. Ci dispiace per Cyanide e per gli sforzi che tenta di fare, ma Of Orcs and Men non è solo inferiore al RPG medio: non si avvicina nemmeno al più modesto degli stealth games.
voto grafica6,5
voto sonoro5,5
voto gameplay4,5
voto durata6,5

- 15 %

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Of Orcs and Men

Disponibile per: Xbox 360 , PC, PS3
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