Recensione Oddworld: Munch's Oddysee

Redazione GamesurfDi Redazione Gamesurf (28 Marzo 2002)
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Oddworld: The Munch's Oddysee è il terzo capitolo di una serie iniziata qualche hanno fa sulla Playstation e su Personal Computer: il primo gioco, intitolato “Oddworld: Abe's Oddysee” fu un piccolo capolavoro ma ricevette purtroppo più consensi dalla critica che da parte del pubblico, e per questo non vendette moltissime copie. Tuttavia i programmatori della Oddworld non si persero d'animo ed un anno dopo sfornarono un seguito che ripropose lo stesso identico geniale concept di gioco: anche questa volta tuttavia il risultato non fu molto migliore. Oggi, dopo quasi tre anni di silenzio, il personaggio principale, Abe, ritorna da co-protagonista in una nuova avventura che gode delle potenzialità Hardware della console di casa Microsoft, e per la prima volta si trova a muovere in un ambiente completamente tridimensionale.
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Ma che tipo di gioco è questo Munch's Oddysee? Così come i primi due titoli, si tratta di un plattform molto particolare, nel quale a farla da padrone è la componente puzzle: infatti il giocatore vestirà i panni di Abe, il protagonista dei primi due giochi, e di Munch, un essere molto particolare dotato di un impianto radar inserito nella testa con il quale, oltre a comunicare, può anche emettere delle piccole scariche elettriche. La prima particolarità del gioco è quella che, esclusa la prima parte nel quale i personaggi seguono una storia differente, il compito del giocatore è quello di fare lavorare insieme le due creature, sfruttando le caratteristiche dell'uno e dell'altro per passare gli ostacoli.
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Per spiegare meglio in cosa consistono questi ostacoli, che saranno di varia natura e che necessitano di un uso intensivo della materia grigia fino a quando si è trovata la soluzione, è bene parlare brevemente del gameplay alla base della serie, e quindi anche di questo episodio. L'obiettivo del gioco è quello di liberare i compagni tenuti prigionieri dalla megacorporazione che li usa nelle maniere più impensate e terribili: per fare ciò dovremo portare i due personaggi in giro per i livelli che compongono il gioco cercando di non farli scoprire dalle guardie nemiche. Per evitare quindi di essere scoperti, e catturati, sarà necessario di volta in volta analizzare la situazione (alcune guardie dormono e non devono essere svegliate, altre seguono un percorso stabilito, altre sono addette alla vigilanza di alcune celle e così via) e ingeniarsi per trovare la soluzione particolare per risolvere il problema. Potremmo definire il titolo come un misto tra azione e pensiero, dove però il pensiero svolge un ruolo predominante: per quelli che hanno provato uno dei due episodi precedenti, basta dire che il meccanismo di gioco è rimasto invariato, e l'unica cosa che cambia è l'ambientazione, questa volta completamente tridimensionale, con tutto ciò che ciò può comportare.
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