Recensione NecroVision

La Prima Guerra Mondiale, fra nazisti, zombi, demoni e fantasmi!
Alessandro Cossu Di Alessandro Cossu(17 marzo 2009)
La Francia del 1916 non dev'essere stata un luogo ameno; questo lo si evince,fra le altre cose, giocando all'ultima ma non ultima fatica del team "The Farm 51", una piccola software house polacca con sede a Gliwice. La maggior parte dei membri di tale casa, proviene dalla (leggermente) più famosa "People Can Fly", che i più ricorderanno per giochi tipo "Men of Valor:Vietnam", "Allied Assault" e sopratutto, Painkiller. Ecco, proprio da quest'ultimo titolo prende la sua maggiore ispirazione "Necrovision", sia per le tematiche affrontate, che per lo stile. Ma,come da consolidata tradizione, partiamo dall'inizio, che è sempre la cosa migliore. Necrovision si presenta nella classica confezione stile DVD, con all'interno il disco di gioco e il manuale. L'installazione, lunghissima, ci porterà dritti al menù di gioco, dove settare i consueti parametri quali video, audio, comandi et similia. Grazie al santo patrono dei videogames, non saranno necessarie registrazioni e altre amenità, quindi potremo subito buttarci nella mischia...o meglio, subito dopo aver assistito all'incredibilmente lungo (e un pò tedioso) filmato iniziale.
NecroVision - Immagine 1
Una vera mattanza : tali massacri saranno all'ordine del giorno!
NecroVision - Immagine 2
Necrovision non è per i deboli di stomaco:di sangue,ne scorrerà a fiumi!
NecroVision - Immagine 3
La "stanza delle sfide",permette di rigiocare i vari livelli e scoprirne i segreti
Come detto, ci troviamo in Francia, nel 1916; il nostro protagonista, Simon Bukner, è un soldato volontario di nazionalità Americana, "in prestito" all'esercito Britannico. Ferito e costretto a rifugiarsi in una sorta di bunker, riprenderà conoscenza grazie ad soldato che ha perso la testa (o,almeno,così sembrerà inizialmente) e che gli racconterà di esseri mostruosi che si aggirano nelle trincee. Questo sfortunato soldatino sarà anche il nostro primo avversario : abbattuto lui, inizierà una folle corsa attraverso varie location a sfondo "guerresco", come trincee, bunker, città bombardate e quant'altro ci aspetteremmo da uno sparatutto ambientato nel primo grande conflitto bellico.Tuttavia, Necrovision si discosta, quasi da subito, dai titoli affini : questo, per via della massiccia presenza di zombi, vampiri, mostri assortiti ed altre infernali amenità. In effetti, per larga parte del gioco, non sarà chiaro il motivo per il quale i soldati tedeschi siano mutati in zombi con il quoziente intellettivo di un cannolo: fatto sta che ci troveremo invischiati una imminente invasione del nostro pianeta, grazie ad un magico portale...e a qualcos'altro, che non riveliamo, onde evitare di guastarvi la sopresa. Possiamo affermare, quindi, che la trama che si cela dietro al lavoro dei signori della 1C Company, è poco più d'un pretesto per prendere virtualmente in mano un pò di bocche da fuoco e massacrare ogni cosa che si muove sullo schermo; un gioco che vive a metà fra il mai sufficientemente apprezzato Serious Sam e il (già) dimenticato Painkiller.
 
Questo, di per se, non è certo un male : titoli che si fregiano - o che si piccano, di una trama "robusta", si rivelano a volte, essere un micidiale ammazzamosche, quindi, in Necrovision, largo all'azione immediata, senza fronzoli ne ragionamenti. Però, il problema di fondo di questa produzione, è un continuo senso di "già visto", "di vecchio" e, per un titolo venduto intorno ai quaranta euro, non è esattamente un biglietto di benvenuto. Per tutto il dipanarsi del gioco, non dovremo fare altro che sparare, raccogliere munizioni e medikit, e tornare a sparare; di certo, non ci aiuta neanche l'Intelligenza Artificiale dei nemici.
NecroVision - Immagine 4
Cartoline dall'Inferno
NecroVision - Immagine 5
Le lettere contengono, quasi sempre, degli ottimi suggerimenti
NecroVision - Immagine 6
Non mancheranno mostri di vario genere e natura
Doppiati nella nostra lingua in modo più che grossolano e con la tendenza a sputare frasi del tutto slegate dal contesto che stiamo vivendo, i nostri avversari - svegli come una pulce ubriaca, tenderanno a incastrarsi negli elementi dello scenario, oppure ad ammassarsi sotto ad una scala (così, una sola bomba ci permetterà di fare piazza pulita). Anche i boss di fine livello non sono da meno : i loro movimenti e le loro strategie di attacco sono talmente evidenti che dopo trenta secondi, si capirà come affrontarli. Va bene l'immediatezza, ma un briciolo di sfida, in uno sparatutto, ci vuole, sempre.

Unica, leggerissima variante ad un gameplay altrimenti fin troppo ovvio, è la presenza di alcuni manufatti "vampirici", grazie ai quali il nostro buon Simon potrà aumentare le proprie capacità di offesa e difesa; da rilevare, una particolare abilità del protagonista : in punto di morte, Simon acquisisce quello che definiremmo una sorta di "Slow Motion", abbinato ad una maggiore resistenza. Se, in quei pochi secondi di palese superiorità rispetto al numero di nemici presenti (che saranno quasi sempre tantissimi), riusciremo a trovare un posto sicuro dove ristorarci, bene...altrimenti, i verdi pascoli saranno ben felici di accoglierci. Se non altro - e questo è un grande merito, oltre ad un numero corposo di checkpoint, in Necrovision saremo sempre in grado di salvare la nostra partita, in qualsiasi momento.

Sul fronte tecnico, al di la di del già citato doppiaggio in Italiano davvero poco ispirato, troviamo una versione tirata a lucido dello stesso engine che mosse PainKiller nel 2004. Oggi, a cinque anni di distanza, indubbiamente fa ancora una discreta figura, ma complessivamente ed obiettivamente, ritenersi soddisfatti della parte visiva, non è proprio semplice, anche alzando al massimo il dettaglio. Gli strumenti di morte sono tanti e vari, ma vista la scarsa complessità generale del gameplay, l'appeal con le armi viene rapidamente a mancare; anche sul fronte multigiocatore, Necrovision non splende : 8 mappe per 4 modalità in totale, fino a sedici giocatori...anche se, nel momento in cui scriviamo,i server sono praticamente deserti. Un peccato, perchè l'idea, nel complesso, non era malvagia...ma si poteva, sicuramente, fare qualcosa in più.
NecroVision - Immagine 7
Ogni anfratto nasconde una minaccia letale : cosa ci attende, oltre quelle scale?
NecroVision - Immagine 8
Un classico boss di fine livello : ucciderlo sarà tutto, tranne che semplice
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Tutte le armi hanno anche una visuale ravvicinata, spesso assolutamente vitale!
5,5
Uno sparatutto vecchia scuola (anche troppo,ndAleNet), senza fronzoli, immediato, che punta diretto alla mano che tiene il mouse, forzandola a sparare continuamente. Forse, chi ama i giochi con un briciolo di trama e qualche lieve variante nel Gameplay, non troverà molti motivi per giocare al titolo patrocinato da Halifax. Ma chiunque sia in cerca di uno sparatutto violento, adrenalinico, immediato, che bada poco al contorno per concentrarsi sull'Azione, troverà in "Necrovision" il suo Campione (fa anche rima!)...a patto,ovviamente,di sorvolare su quanto di negativo scritto nella recensione!
voto grafica6
voto sonoro5,5
voto gameplay5,5
voto durata5,5
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