Recensione NBA 2K14

Si torna sul parquet firmato Visual Concepts!
Roberto Vicario Di Roberto Vicario(4 ottobre 2013)
In questa generazione la serie di 2K dedica al gioco del basket ha vissuto un periodo di completa affermazione, complice anche la momentanea dipartita della serie NBA Live di EA, da sempre rivale storica.

Tuttavia, essere l'unico gioco di basket sul commercio non vuol dire automaticamente predominio ed affermazione, e anche quest'anno per i ragazzi di Visual Concepts hanno dovuto compiere un ulteriore sforzo per proporre qualcosa di nuovo così da invogliare i giocatori all'acquisto di questo nuovo capitolo.

Nuove modalità e graditi ritorni

Tutto ovviamente passa oltre che dal gameplay - che analizziamo nel prossimo paragrafo - anche da un impianto di gioco in grado di offrire elementi innovati in termini di modalità di gioco. Le due grosse novità di quest'anno si chiamano LeBron James ed Eurolega.
NBA 2K14 - Immagine 1
Nel primo caso ci troveremo a vivere un'esperienza totalmente inedita per la serie, con il “chosen one” che oltre ad essere il classico uomo di copertina, avrà una modalità di gioco interamente dedicata a lui e chiamata “LeBron Path to Greatness”. A differenza di quello che ci si può aspettare non andremo a rivivere i momenti salienti della carriera del cestista originario di Akron, bensì vivremo un ipotetico futuro in cui sia singolarmente che a livello di squadra, vengono ipotizzate situazioni che il prescelto dovrà affrontare, a partire ad esempio dalla rivincita contro i finalisti degli scorsi playoff, i San Antonio Spurs.

La modalità è divisa in due blocchi, il primo chiamato Stagione Fantastica, ci metterà nella condizione di vivere alcuni dei momenti salienti che il calendario della prossima stagione ci riserverà, ovviamente con un occhio di riguardo sul giocatore di colore. In Dinastia Heat invece, la visione sarà leggermente più macroscopica e i diversi obiettivi proposti dal gioco ci chiederanno di completare diverse azioni ipotizzando situazioni in cui si troveranno gli Heat, finali di playoff comprese(se volete una previsione, nel 2014 secondo Visual Concepts troveremo gli Huston Rockets di Howard).

Indipendentemente dal cammino da compiere ogni scenario non ci chiederà solamente di portare a termine determinati obiettivi, ma mettere James anche in situazioni atipiche e lontane da quelle che solitamente ricopre sul parquet di gioco. Play, difensore o semplice cecchino dei tiri da tre, queste sono solo alcune delle situazioni in cui l'uomo copertina scelto da 2K, dovrà dimostrare le sue doti da giocatore tout court. Ogni scenario, in base alle richieste portate a termine ci darà un punteggio che servirà a decretarne la riuscita o meno.
Nonostante sia ben strutturata, questa modalità "James centrica", toglie ovviamente spazio ad una delle varianti che più erano piaciute lo scorso anno: gli scenari storici. Una scelta che sebbene rende comunque felici i fan di LeBron o dei Miami Heat, come risvolto della medaglia potrebbe infastidire i fan di altri franchige che vedono ridotta all'osso l'importanza della loro squadra. Di fatti, gli unici rimandi storici che vengono fatti per nomi quali Chicago Bulls o Boston Celtics, sono legati alla presenza di quintetti storici corredati di canotte e pantaloncini dell'epoca. Probabilmente troppo poco.

L'altra grossa novità è legata all'introduzione di ben 14 compagini provenienti dall'Eurolega. Oltre a veri e propri pilastri del basket europeo come Mosca o Barcellona, potremo contare anche su due squadre italiane: l'Olimpia Milano e la Mens Sana Siena. Purtroppo, l'introduzione di queste squadre non prevedere una vera e propria competizione ufficiale, ma solamente la possibilità di utilizzarle in partite rapide oppure in tornei creati dall'utente.

Abbiamo comunque apprezzato la veridicità di molti dei volti proposti - per altri c'è ancora molto lavoro da fare - e sopratutto l'utilizzo delle regole della FIBA nel momento in cui si scontrano due club europei, oppure uno europeo contro quello statunitense, con il primo che gioca in casa, più precisamente nelle Turkish Airline Arena.

Sebbene pad alla mano le statistiche ed il bilanciamento delle formazioni europee sia più che apprezzabile, permettendo anche Dream Match come Milano vs. Denver, dobbiamo segnale una mancanza di aggiornamenti per quel che riguarda l'organico, che speriamo venga colmato con quintetto base e ultimi trade, nel minor tempo possibile.

Ovviamente tornano tutte le modalità di gioco che hanno reso famoso il titolo negli anni passati, ognuna di queste con piccole ma significative novità. In MyPlayer ad esempio, dovremo portare ancora una volta alle luci della ribalta un giocatore da noi creato, facendolo partire dal classico draft, sino a farlo diventare un hall of famer con tanto di anello al dito. Oltre alla vita sul campo dovremo gestire gran parte di quello che succede al di fuori del rettangolo di gioco, elemento che i veterani della modalità sanno quanto può essere influente per la crescita del nostro player.

La grossa novità è legata al fatto di poter portare online il nostro giocatore. Una volta diventato abbastanza forte potremo importare il nostro alter ego all'interno di una crew, ed insieme al altri 4 giocatori sfidare online altrettanti giocatori in appassionati partite 5 vs 5.
Non mancheranno ovviamente le modalità MyTeam (la risposta di 2K all'Ultimate Team di FIFA) e l'Associazione. Per queste due modalità non esistono modifiche sostanziali. Unica segnalazione che ci sentiamo di fare - visto che è stato argomento di lamentele da parte dei fan nella passata stagione - riguarda una maggiore presenza di free agent durante i periodi di trade nella modalità associazione.

Sostanzialmente invariato il comparto online, che presenta le solite modalità di gioco che ci faranno compagnia per tutta la stagione del basket.

Il basket a 360

sotto l'aspetto del gameplay che però si nota con più decisione la strada intrapresa con lo sviluppo di NBA 2K14. Se infatti in prima istanza il gameplay può risultare simile a quello dello scorso anno, il lavoro svolto dagli sviluppatori emerge partita dopo partita. Sia chiaro, non ci troviamo difronte ad un lavoro di rivoluzione totale, ma piuttosto ad una fine cesellatura di quegli elementi che nelle passate stagioni avevano fatto storcere il naso agli amanti della serie.

La novità più grande riguarda la gestione del tiro e dei trick totalmente allo stick di destra senza la necessità di schiacciare qualsiasi altro tasto (come avveniva lo scorso anno, ad esempio). Sebbene all'inizio possa risultare una pratica in grado di confondere il giocatore, una volta padroneggiato, il sistema dimostra quanto questa decisa presa sviluppatori giovi in maniera particolare alla fluidità dell'azione di gioco su schermo. Il modificatore dello scorso anno, è stato trasformato in un tasto utile alla realizzzione del passaggio veloce. Una pratica che permette, una volta padroneggiata, di compiere azioni altamente spettacolari ed in pieno stile NBA, a patto ovviamente di utilizzare giocatori abili come i playmaker.

A rendere ancora più marcata questa sensazione di fluidità, ci pensano anche una serie di nuove animazioni realizzate apposta per far si che il giocatore risponda in maniera sempre plausibile alle diverse situazioni che possono partecipare sul parquet di gioco.

Più che valida ci è sembrata anche l'intelligenza artificiale sia de nostri compagni che sopratutto degli avversari che ci sono sembrati nella maggior parte delle occasioni credibili sotto tutti gli aspetti giudicabili.

Passando al comparto audio visivo - tralasciando i discorsi riguardanti le animazioni già ampiamente sviscerati nel paragrafo precedente - dobbiamo sottolineare ancora una volta l'ottimo lavoro svolto dai grafici di Visual Concepts. Sebbene l'hardware sia orami obsoleto, visti gli anni sulle spalle, la resa grafica delle arene e dei giocatori sul campo da gioco sono ancora ottime e d'impatto. La riproduzione dei quintetti base e riserve delle diverse franchigie americane sono come sempre estremamente veritieri, persino nei loro minimi dettagli - leggasi tatuaggi, ad esempio -, cosa che dona ancora più veridicità al contesto di gioco. Vi è ancora una certa disparità tra la grafica in gioco e quella delle cut scene, che pur usando lo stesso motore risulta decisamente meno curata, tuttavia l'ottima regia e le scelte decisamente televisive adottate dagli sviluppatori fanno chiudere un occhio su questo difetto a favore del coinvolgimento pre e post match. Ottimo invece il frame rate, stabile nella stragrande maggioranza delle situazioni, e senza rallentamenti in grado di minare l'esperienza di gioco.

Sotto l'aspetto audio invece troviamo una telecronaca che è stata arricchita da nuove frasi così da renderla meno ripetitiva e la classica sequela di tracce pop/dance e rap che fanno da colonna sonora al titolo.

In sostanza NBA 2K14 si mostra come una naturale evoluzione di quello che era stato NBA 2K13. Un titolo che pur non avendo nessun avversario di sorta all'interno del panorama videoludico, dimostra come gli sviluppatori tengano al loro gioco e sopratutto all'opinione della community. Il nostro giudizio, in definitiva, è quindi più che positivo. Consigliato a tutti gli amanti della palla a spicchi e a chiunque abbia voglio di vivere le incredibili emozioni che l'NBA - e anche l'Eurolega - sono in grado di regalare.
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NBA 2K14 si rivela ancora una volta, prodotto di riferimento per quanto riguarda il basket su console casalighe. Come per altri titoli sportivi di questa stagione, non ci troviamo davanti ad una vera e propria rivoluzione, bensì ad una pulizia del codice sia sotto l'aspetto estetico che di gameplay.
voto grafica9
voto sonoro8,5
voto gameplay9
voto durata9,5

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NBA 2K14

Disponibile per: Xbox One, Xbox 360 , PC, PS3, PS4
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