Recensione MotoGP 4

Francesco Romagnoli Di Francesco Romagnoli(6 giugno 2005)
Quanto tempo è passato dal primo Moto GP targato Namco?
Tanto? Poco?...E' relativo. Di sicuro questa serie ha visto nascere la Playstation 2, l'ha accompagnata per tutto il suo ciclo di vita ed ora si appresta a dirle addio con questo quarto capitolo, che dovrebbe essere l'ultimo sviluppato per PS2. Se andiamo ad analizzare la curva che rappresenta il livello di qualità dei vari capitoli, possiamo constatare che in termini assoluti, questa è andata progressivamente a salire. Se la osserviamo, invece, in termini relativi, questa acquista un andamento non lineare. Mentre infatti il primo capitolo poteva essere considerato pregevole, in quanto non s'era ancora visto nulla di simile sulle console di nuova generazione riguardante le due ruote, dal secondo capitolo in poi, al comparire di qualche timida concorrenza, gli occhi del pubblico si erano fatti più critici e pretenziosi. Ora che abbiamo preso in mano quest'ultimo rappresentante della categoria siamo pronti ad affermare che la curva è tornata ad avere un andamento positivo, anche in termini relativi. Vediamo perché.
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Namco fa le cose per bene.
Diciamoci la verità: di titoli su due ruote per Playstation 2 non se ne sono visti tanti. Quelli di qualità ancora meno. Probabilmente è anche per questo che Namco è riuscita a riscuotere dei buoni risultati in termini di vendite. Le due componenti principali su cui ha basato la sua strategia di successo sono sempre state: la grafica e la licenza ufficiale del campionato mondiale. Due componenti che, come sappiamo benissimo, da sole bastano per attirare le brame di una vasta fetta di pubblico. Ciò che invece è sempre stato criticato è l'approccio arcade, con un comportamento della moto non molto soddisfacente. Finalmente per Moto GP 4 si è puntato a migliorare anche quest'ultimo aspetto. Parlando della fisica della moto infatti, sebbene siamo ancora ben distanti dal poter definire simulativo questo tipo di comportamento, si denota qualche interessante progresso. Prima di spiegare nello specifico cosa ci convince e cosa no, bisogna premettere un'altra notevole novità che questo capitolo introduce: finalmente son state comprese, oltre alla classe Moto GP, le classi minori 250 e 125. Questo va detto subito in quanto, parlando del comportamento delle moto, si osserva come le differenze tra le 3 classi siano ben distinte. Mentre le 125 e le 250 non richiedono particolare impegno e precisione, ricordando per questo un motore fisico più vicino ai precedenti episodi, le Moto GP al confronto son dei veri e propri mostri, presentando una cattiveria nella messa a terra dei loro cavalli davvero impressionante. In sella a queste moto per controllare l'accelerazione in uscita di curva vi ci vorrà un pollice assai sensibile.

La gomma tende a slittare con estrema facilità, e le manovre da superrrmottaard (come dice il nostro caro amico Guido Meda nelle telecronache televisive) saranno all'ordine del giorno, con sbandate controllate prolungate e la gomma dietro sempre pronta a prendere il posto dell'anteriore. Come dicevamo, siamo ancora distanti dal poter definire “realistico” il motore fisico, di certo però questi miglioramenti si fan sentire e pesano molto sull'economia del gioco, sia come divertimento che come livello di sfida. Come divertimento perché le manovre che vi vedranno protagonista saranno sempre spettacolari ed in particolare, durante la gara, i continui sorpassi effettuati al limite delle capacità della moto renderanno le gare molto avvincenti. Altrettanto come livello di sfida in quanto, attivando la modalità simulazione e selezionando un livello di difficoltà alto, per ottenere delle buone prestazioni occorrerà un certo impegno ed una costante concentrazione oltre che un doveroso allenamento: imparare a dovere le piste per individuare la traiettoria ideale di ogni curva, stare attenti a non metter mai una gomma fuori pista perché il rischio di cadute è alto, per non parlare delle gare in condizioni di pioggia e pista bagnata con i freni meno efficienti e l'impossibilità di gettarsi in pieghe esagerate. Purtroppo il titolo non è perfetto ed in particolare due difetti, in parte correlati, minano la sensazione che si prova in certi momenti di trovarsi sopra la sella di una Moto GP a gareggiare spalla a spalla con Valentino e Gibernau. L'espressione “spalla a spalla” in questo caso è particolarmente azzeccata. Infatti il primo difetto risiede purtroppo nella gestione dei contatti con gli avversari. A meno che non tentiate di infilarvi ai 300 sulla carena di un pilota in curva, i casi in cui i contatti provocano la caduta sono più unici che rari. E' un peccato perché, proprio in un titolo come questo, la tattica degli inserimenti in curva, delle staccate ritardate e delle correzioni all'ultimo momento sono particolarmente importanti. Non che si possa fare i propri comodi come se gli altri non esistessero, anzi: prendere la scia, arrivare lunghi in staccata e tutti questi tipi di aspetti sono apprezzabili in Moto GP4, ma non contornati da una certa severità che penalizzi l'errore a volte grossolano o che premi la prudenza o la manovra al limite effettuata con estrema cura.

Il secondo difetto, dicevamo, è estremamente correlato a questo aspetto e anzi, ne è la causa diretta.
Stiamo parlando dell' IA. Quest'ultima non può definirsi assente o inconsistente tanto quanto quella di Gran Turismo 4. Le moto infatti cercano di prendere la scia, certe volte sbagliano e vanno lunghe perché hanno “tirato” per un sorpasso...tutti aspetti apprezzabili. Quando si tratta però di affrontare le curve affiancati, gli altri piloti tendono a dimenticarsi della nostra presenza, tanto che l'uscita di curva con la giusta traiettoria diventa una lotta a colpi di stick. E' facile intuire quindi che se avessero reso i contatti più severi lasciando il gioco in balia di questa IA, il tutto si sarebbe trasformato in una frustrazione da parte del videogiocatore che, pur guidando con estrema prudenza, si sarebbe visto sbalzato a terra in continuazione per colpa della negligenza degli avversari. Alla fine si è deciso per questo compromesso. Nel complesso quindi il titolo risulta comunque giocabile oltre che impegnativo ed appagante.
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Valentino, come fa la tua moto?
Abbiamo visto come Namco abbia finalmente cominciato a perfezionare il comparto fisico. Di sicuro non poteva che continuare a migliorare anche gli altri aspetti a cui si è sempre dedicata. La grafica quindi risulta ancora di buon livello: le moto sono tutte ben dettagliate, con buoni riflessi sulle carene. Unico difetto, per certi versi macroscopico, è il numero di poligoni che compongono le ruote: soprattutto nella classe 125 da certe prospettive queste sembrano ancora ottagonali. Difficile pensare che non si potesse porre rimedio a questo difetto. Per il resto, anche per quanto riguarda il dettaglio degli sfondi, la profondità visiva e la fluidità delle immagini (non si sono visti scatti), considerando che le moto in pista sono una ventina, si può apprezzare il lavoro di continuo affinamento da parte degli sviluppatori ed esserne soddisfatti. Di sicuro, su questo piano non subiscono la minima pressione da parte della concorrenza (sempre in riferimento alla line-up PS2). Anche gli effetti sonori sono stati migliorati notevolmente. Si percepisce la differenza del rombo del motore non solo da classe a classe (con le Moto GP che mescolano un cupo ruggito ad un acuto latrato mentre le 125 ostentano uno stridente strombettio), ma anche tra le varie moto all'interno di una stessa categoria. Si notano inoltre alcuni particolari come il fruscio del vento che aumenta quando in staccata il pilota si espone con tutto il busto, o il gioire del pubblico in occasione di certi sorpassi.

Si sente forse la mancanza di un commento alla gara, ma se in luogo dell'esaltante Guido Meda si fosse ricorso ad un commento stanco e banale, forse è stato meglio lasciare spazio al rombo dei motori. Anche il numero delle varie modalità a disposizione è ben nutrito. La più interessante tra tutte è sicuramente la carriera, grazie anche all'inclusione delle classi minori. Partiremo quindi militando nelle scuderie meno blasonate della classe di un ottavo di litro per scalare, a seconda delle nostre prestazioni, le varie classi e poter vincere infine il titolo mondiale Moto GP. Le scuderie, oltre ad offrirci contratti e richiedere determinate prestazioni, ci forniranno di tanto in tanto, nuovi pezzi per la moto, che noi potremo acquisire “testandoli”, ovvero effettuando delle mini-prove di abilità, in stile “patenti”. Possiamo decidere anche di disputare singoli campionati calandoci nei panni di qualsiasi pilota ufficiale, oppure affrontare la modalità arcade. Non poteva mancare la sezione “sfide” in cui avremo a che fare con 100 sfide diversificate, che vanno dal battere un determinato pilota in un giro su di un circuito, all'effettuare un tracciato entro un certo tempo, al battere tutti i piloti di una classe in una sorta di staffetta etc...il tutto per rendere il gioco il più vario possibile. Naturalmente saranno presenti il solito carico di bonus da sbloccare in base alle sfide superate ed in base ai punti acquisiti andando avanti competizione dopo competizione. La licenza ufficiale comprende quindi non solo le moto e i piloti ma anche i tracciati del campionato; ricordiamo però che il tutto è aggiornato all'anno scorso. Infine l'ultima chicca: il gioco supporta l'on-line, anche se sembra che il numero massimo di giocatori che potranno sfidarsi in contemporanea sarà di 8. Rispetto ai canoni visti ultimamente in giro sulla macchina Sony è già qualcosa.

Moto GP 4 c'è.
Forse per Namco è stata una fortuna abituare il pubblico ad un'offerta discreta in termini di simulazione, cosicché le attese relativamente basse riguardanti quest'ultimo capitolo potessero essere più che soddisfatte da un affinamento di questi aspetti che va a giovare non poco in quanto a giocabilità e soddisfazione anche del videogiocatore un po' più esigente. A patto quindi di non aspettarsi un simulatore con la S maiuscola, Moto GP 4 non può che rappresentare un'ottima scelta per gli appassionati di questa disciplina. Nonostante il titolo non sia esente da difetti, il divertimento è assicurato e così il livello di sfida che, anche se non si presenta come troppo severo, permette di gustarsi tutto l'impegno profuso da Namco nel migliorare una delle sue serie di maggior spicco.
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Dopo GT4 è giunto il momento di un altro numero 4. Questo Moto Gp si presenta con tutte le promesse della serie mantenute: una buona grafica, un buon sonoro e con la licenza ufficiale, ora finalmente allargata anche alle classi minori. Questa feature, oltre ad aggiungere moto e piloti, diversifica anche l'esperienza di gioco partendo con la 125, semplice da gestire, per arrivare alle severe Moto GP. Con “severe” non vogliamo affermare che ci troviamo di fronte ad una simulazione vera e propria, ma solo che il titolo ha così acquisito maggior profondità anche per quanto riguarda i controlli e la fisica di gioco. Tutto questo fa si che divenga spontaneo consigliare MOTO GP 4 a tutti gli appassionati delle due ruote. Su PS2 l'unica valida alternativa al momento è Riding Spirits II che però è più votato ad uno stile “Gran Turistico”, quindi all'elargizione e alla collezione di un numero sconsiderato di moto. Qui invece l'ago del contagiri è puntato verso la competizione in pista, come in un vero GP.
voto grafica8
voto sonoro8
voto gameplay8,5
voto durata8,5
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