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Recensione Moto GP 2

Giuseppe SchirruDi Giuseppe Schirru (22 luglio 2003)
Moto GP 2 - Immagine 1
Dopo il successo di Moto GP era chiaro che la THQ sarebbe tornata in pista con il secondo capitolo della serie, magari migliorato su tutti i fronti. Per fortuna così è stato e ora Moto GP 2 piomba sul mercato e si propone di essere la migliore simulazione su due ruote in circolazione. E non solo: è anche il secondo gioco di guida che sfrutta X-Box Live! ovviamente dopo il suo predecessore. Consigliato quindi, senza nessuna riserva, agli amanti delle due ruote e a chi si vuole esibire in sfide online all'ultimo sangue.

60 fps per me, posson bastareeeee!

Anziché esordire - come il manuale del bravo recensore recita – cominciando a parlare delle meccaniche di gioco, andiamo controtendenza e cominciamo dal comparto grafico. Dal punto di vista tecnico Moto Gp 2 sfoggia una grafica davvero sensazionale ostentando 60 fps costanti, grazie ad un motore grafico che non incorre a incertezze se non nelle fasi di gioco più intricate, peraltro davvero sporadiche. Che siamo di fronte a un capolavoro grafico, è fuor di dubbio, questo grazie ad un livello di dettaglio che rasenta il fotorealismo e che contraddistingue moto, piloti e tracciati.
Moto GP 2 - Immagine 2
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Ogni pilota è costituito da un'enorme quantità di poligoni, così come le moto, quasi perfette riproduzioni di quelle reali. Tutto, dai piloti alle moto, gode della licenza ufficiale, aggiornate però alla passata stagione. Rispetto al primo Moto GP non solo il numero di poligoni è aumentato in maniera considerevole, ma anche le texture sono state migliorate in maniera esponenziale, tanto che non solo le carene sono più convincenti e particolareggiate, ma adesso si ammaccano e si rovinano, anche se in maniera non troppo realistica (ogni volta che raschia il capolino pare che l'ammaccatura sia la stessa). Degni di lode anche i sedici tracciati, tutti ricostruiti fedelmente rispetto a quelli della passata stagione. Come detto precedentemente, il motore grafico è fluido e veloce e si muove a 60 fotogrammi al secondo con sporadici cali nelle situazioni più intricate. Ottima è anche la pioggia, che genera moti verosimili sia in caduta che sulla pista. Vi sono differenti livelli di bagnato su strada, e ciò deriva non solo dalla quantità di acqua caduta, ma anche dal tipo di asfalto. In alcuni casi la strada è solo più scura, mentre in alcuni casi il velo d'acqua è più spesso, e la strada riflette in maniera quasi commovente l'ambiente circostante. Per non parlare poi delle colonne d'acqua che le moto alzano e l'interazione dei pneumatici con l'asfalto bagnato: da elogio. Ottimi anche gli effetti particellari quali i polveroni alzati dalla moto che fa un fuori pista, o quando si effettuano delle sgommate sull'asfalto. Anche l'asfalto dal canto suo è realizzato in maniera sapiente, con variazioni della mescola, tratti di asfalto vecchi alternati al nuovo e sgommate che rimangono su pista per tutta la durata della gara.

Il gameplay di Moto Gp 2 non è omogeneo e compatto, ma presenza notevoli differenze e varianti a seconda delle impostazioni: è possibile spostare il baricentro tra simulazione e arcade, decisione che offre così un esperienza più completa e più appetibile a una maggiore fascia di utenza. Il sistema di guida infatti, seppur mantenendo gli elementi che hanno fatto la fortuna del predecessore, adesso è stato sviluppato profondamente in maniera da renderlo estremamente più complesso. La curva di apprendimento è molto ampia e tante ore dovranno essere utilizzate per padroneggiare al meglio il mezzo, anche alle difficoltà più basse. È possibile inoltre settare la percentuale di simulazione nei vari frangenti quali impatti, guida in strada e guida fuori pista. Si può tranquillamente affermare che Moto GP 2 arcade e al massimo della simulazione sono due giochi completamente differenti tra loro. Se per padroneggiare bene il mezzo in condizioni normali serviranno diverse ore, per padroneggiarlo al meglio nelle situazioni simulative bisognerà dedicarvi anima e corpo per diversi giorni, fino ad ottenere un buon controllo della moto, studiare al meglio le traiettorie migliori per ogni singola curva di ogni circuito, gareggiare testa a testa con le altre moto e cercare di evitare di fare a sportellate ( ma le moto non hanno sportelli!).
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