Recensione LEGO City Undercover

Da grande voglio fare il sindaco di una città fatta di lego
Nicola  Caso Di Nicola Caso
In periodo di crisi un qualsiasi boccone è un pasto da re. Dopo un inizio niente male tra esclusive e remake tirati a lucido, dobbiamo ammettere che WiiU pare un po' essersi perso per strada. I progetti a lungo termine ci sono, ma allo stato attuale delle cose è impossibile non nutrire qualche riserva sulla bontà della piattaforma Nintendo. Con Pikmin 3 ancora latitante e Rayman Legends rimandato, gli unici “Big” di questa primavera rimangono Monster Hunter 3 Ultimate e Lego City Undercover. Se il primo è riuscito a convincerci appieno nonostante le sue origini “old gen”, questo nuovo progetto Lego si dimostra, purtroppo, un titolo interessante solo sulla carta, vista l'attitudine a peccare di eccessiva ingenuità. Vediamo perché.
LEGO City Undercover - Immagine 1
Tra blocchi da smontare e sezioni acrobatiche, i livelli d'azione rappresentano l'elemento più riuscito di Lego City Undercover.
Benvenuti a Lego City
Bisogna ammettere che Lego City è sicuramente un progetto molto ambizioso. Unire uno stile free roaming “alla GTA” e il carisma tipico delle produzioni blochettose Lego su una console che GTA non lo ha nemmeno mai visto, poteva rivelarsi un'idea vincente. Poteva essere IL GTA per console Nintendo. Dismesse le armi, i narcotrafficanti, le prostitute e tutte quelle tematiche rigorosamente over 18, poteva essere un gioco d'azione nel quale esplorare liberamente una coloratissima città, raccogliere collezionabili, dedicarsi ad attività collaterali, distruggere e ricostruire tutto in pieno Lego style. E le basi c'erano eccome, soprattutto visto i buoni risultati ottenuti con Lego Batman 2.
Eppure qualcosa nella formula generale proprio non sembra andare, lasciando al giocatore come unico stimolo per proseguire le vicende con una narrazione particolarmente sopra le righe, fatta praticamente di sole gag (alcune un po' ridondanti a dire il vero) e citazioni umoristiche prese qua e la dai film più famosi. Nel mezzo un indaffarato Chase McCain, alle prese con la cattura del nerboruto Rex Fury, recentemente evaso di prigione e in cerca di vendetta contro chi ha testimoniato contro di lui. Abbandonata ogni velleità derivante da parodistiche rivisitazioni di pellicole famose, quello che rimane è un plot molto semplice come tanti se ne sono visti nei polizieschi della domenica mattina, ma comunque in grado di contare su una recitazione particolarmente azzeccata dei Lego attori in considerazione (in italiano per di più).

Divertimento in pezzi
A non convincere è la piattezza di Lego City una volta a spasso per le strade. Riprendendo solo in parte una struttura platform ereditata dai precedenti Lego giochi, uno dei problemi cardine che minano l'esperienza generale è sicuramente la mancanza di esperienza nel team di sviluppo per quanto riguarda la gestione delle fasi free roaming. La metropoli è tentacolare, ben organizzata e caratterizzata ancora meglio, in grado di attingere a piene mani dall'immaginario collettivo delle più suggestive città americane fra littorine, boschi di pino e castelli in periferia, ma è tremendamente povera in termini di contenuti. Non bastasse l'assenza di un qualsiasi accompagnamento musicale mentre si è a zonzo per la città, il peregrinare senza meta in Lego City porta sempre e solo alla scoperta di qualche mattoncino extra o collezionabili assortiti (di cui il gioco è letteralmente zeppo), senza offrire però il benché minimo segno di vitalità da parte dei vari PNG.
Ciò che manca in Lego City è l'interazione. Rubare e distruggere un auto non avrà nessun tipo di ripercussione sulla nostra reputazione o modo di giocare, così come guidare come degli alcolizzati verrà anzi premiato rimpinguando la nostra scorta di mattoncini. Stesso discorso per i vari PNG che non accennano a un minimo di routine comportamentale: investite un pedone e subito dopo si rimetterà in piedi per proseguire la sua passeggiata in circolo, accendete la sirena e tutte le auto faranno finta che nulla sia successo. Non è di certo così che da piccoli ci immaginavamo la nostra città fatta di Lego, sopratutto dopo aver speso fior di quattrini anche per l'ignobile benzinaio o il camion dei rifiuti.

Da grande farò il pompiere
Abbandonata con scarsi risultati l'esplorazione della città, una volta rimessi sui binari della storia principale le note cambiano in meglio, riprendendo in toto quanto apprezzato nei giochi precedenti. Sulle tracce di Rex, infatti, il gioco è disseminato di micro livelli come possono essere la torre dell'emittente televisivo locale o la miniera, all'interno dei quali è possibile dare libero sfogo alle proprie doti di atleta. Queste sezioni sono caratterizzate dall'uso intensivo ed estensivo di salti, rampini, barriere architettoniche da distruggere e ricostruire, enigmi ambientali e quant'altro è alla base dei platform/adventure 3D dalla loro nascita a oggi, con alcune stuzzicanti variazioni sul tema. Pur non potendo contare su un nutrito cast come un Lego gioco qualsiasi, Lego City Undercover mette a disposizione di Chase tutta una serie di costumi che ne alterano le facoltà, rendendolo un tuttofare a trecentosessanta gradi pronto a qualsiasi evenienza. Una determinata porta non ne vuole proprio sapere di aprirsi? Basta tornare non appena in possesso dell'outfit da ladro (ovviamente in maglia a righe e mascherina) per poter forzare la serratura con un pratico piede di porco e via così discorrendo tra minatori, pompieri e quanto di più pittoresco abbiate mai messo sopra le mani da bambini. Non è come impersonare Luke Skywlaker o Harry Potter ma anche Chase fattore e Chase pompiere sanno comunque il fatto suo.
LEGO City Undercover - Immagine 2
Lo scanner con le impronte è una prerogativa del poliziotto, utile per scovare indizi e oggetti nascosti.
LEGO City Undercover - Immagine 3
Gli inseguimenti a bordo di veicoli perdono tutta la loro attrazione a causa del turbo praticamente illimitato.
LEGO City Undercover - Immagine 4
Poteva forse mancare il rampino in un gioco del genere? Ovviamente no.
Purtroppo, essendo un titolo indirizzato palesemente ad un pubblico di giovanissimi (anche se alcune scelte umoristiche cozzano palesemente con tale affermazione...) Lego City Undercover deve spesso scendere a compromessi con una facilità disarmante. Per rimanere in tema costumi ad esempio, i luoghi con i quali è possibile interagire saranno sempre segnalati tramite appositi indicatori, così come il percorso da seguire in auto sempre indicato da una scia verde. Piccolezze forse, ma che unite a un combat system che definire tale è pure troppo (i nemici andranno al tappeto con un solo colpo del tasto Y per poi farsi ammanettare con A) contribuiscono a rendere Lego City Undercover una scampagnata senza un minimo di mordente. Perfino le sezioni platform, per quanto ingegnose e brillanti in alcuni casi, appaiono fin troppo guidate e automatizzate. Un vero peccato.

WiiUndercover
In tutto ciò sarebbe stato per lo meno auspicabile aspettarsi di più dal nuovo WiiU GamePad, d'altronde si tratta pur sempre di un'esclusiva distribuita da Nintendo in persona. In questo caso, in maniera analoga a quanto visto in Batman Arkham City Armored Edition, il secondo schermo viene utilizzato principalmente per mostrare la mappa di gioco e gestire qualche opzione tramite tocco. Lo stesso Chase sarà dotato in-game di un dispositivo in tutto e per tutto identico al nostro GamePad, il quale fungerà da trasmittente e scanner in maniera analoga a quanto visto in ZombiU, ma non risultando altrettanto ben integrato. Le funzioni, insomma, sono quelle basilari che ci si aspetterebbe da un qualsiasi titolo convertito all'ultimo su WiiU, senza nessun particolare guizzo magari legato ai costumi o alla costruzione degli elementi paesaggistici da riassemblare.
LEGO City Undercover - Immagine 5
Generalmente l'effetto pop-uo tende a dimunuire drasticamente l'effetto meraviglia dei paesaggi
A maggior ragione se si tiene in conto anche dell'assenza totale della modalità co-op, da sempre marchio di fabbrica della serie e che da sola avrebbe potuto garantire un valore aggiunto niente male alla luce delle possibilità offerte dal multiplayer asincrono (sulla falsa riga di Call of Duty Black Ops II).
Persino tecnicamente Lego City pare un titolo sin troppo adagiato sugli allori, senza nessuna pretesa di dimostrare le reali capacità della macchina su cui gira. A partire dai caricamenti davvero estenuanti (con picchi superiori al minuto quando si passa da una missione all'altra) fino ad arrivare a vistosi cali di fluidità quando l'orizzonte a schermo inizia ad essere troppo carico, Lego City Undercover è funestato da parecchi problemi di natura tecnica. A salvarlo in calcio d'angolo per fortuna ci pensa la bontà dell'immaginifico Lego, in grado tirare fuori quell'infantile ingenuità che è insita in ognuno di noi e di farci chiudere un occhio sulle varie magagne che affliggono il gioco.

6,5
Stando così le cose, Lego City Undercover è un titolo in grado di suscitare un minimo di interesse solo in virtù dell'assenza di una vera e propria concorrenza su WiiU. Lungi dall'essere un completo disastro, si vede tutta l'inesperienza di un team che non sembra aver capito che in un free roaming sia necessario un'anima di fondo che non sia solo “girare a casaccio”. Giocato alla maniera classica dei Lego giochi, Lego City riesce a risollevarsi un minimo, ma troppo poco per andare oltre la soglia della sufficienza. L'ideale è stringere la cinghia ancora un po' e aspettare giorni migliori per  la line-up del WiiU.
voto grafica6
voto sonoro7,5
voto gameplay6,5
voto durata8