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Recensione Juiced

Francesco RomagnoliDi Francesco Romagnoli (10 giugno 2005)
Quando le speranze stavano ormai svanendo, ecco che finalmente fa capolino all'orizzonte. Tutti noi ormai stavamo disperando: non sarebbe più tornato, non ci avrebbe più allietato, non ci avrebbe fatto più compagnia, non ci avrebbe più riscaldato, non sarebbe mai più apparso nei nostri schermi, non sarebbe più sorto. Di cosa stiamo parlando? No, non di Juiced, titolo che ha avuto una gestazione quanto mai travagliata e che ce l' ha fatta ad uscire sul mercato con un colpo di reni nonostante il fallimento di Acclaim, bensì del Sole, della luce del giorno che torna a splendere nelle nostre pupille. Ebbene sì, finalmente abbiamo tra le mani un gioco di corse clandestine che non è ambientato totalmente in scenari bui e tetri. Checché ne dicano i puristi di NFSUnderground o di Midnight Club, riteniamo che un po' di luce e di serotonina non possa che giovare, se non all'umore quantomeno alla varietà. Scenari che quindi confondono i neon delle autovetture con quelli della cittadina di notte, ma non solo.
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La nitro aiuta ma non basta
Mentre le serie targate Electronic Arts e Rockstar rivaleggiano a stretto contatto sullo stesso piano e con le stesse armi, a tal punto che sembra che possa fare più lo spionaggio industriale che il resto, questo Juiced sceglie la strada della diversificazione. Niente più battaglia alla ricerca dell'ultimo cerchione, all'avanscoperta della modifica che un titolo ha e l'altro no. Qui si punta tutto su altri parametri come la fisica, i controlli, le dinamiche di gioco basate sul rischio e sulle scommesse. Cominciamo quindi dall'aspetto più succoso: come si comportano le vetture? A differenza dei rivali della stessa categoria questo titolo presenta una fisica sicuramente più curata, con le auto che si muovono in maniera nettamente più credibile, rinunciando in parte alle spettacolarizzazioni e alle velocità folli, ma senza rendere l'esperienza meno emozionante o godibile. Il peso delle varie macchine è trasposto in maniera abbastanza fedele e le differenze tra le varie trazioni sono evidenti. Non stiamo certo parlando di un Gran Turismo o di un Forza Motorsport, però se si prende come paragone ad esempio Midnight Club 3 le diversità, in quanto a comportamento delle quattro ruote, saltano subito all'occhio. In quanto a realismo c'è da segnalare anche la presenza dei danni alle vetture, ben riproposti sulle carrozzerie, pronte ad accartocciarsi urtando i guard rail con una certa violenza, e che comportano conseguenze anche sul comportamento delle macchine. Per quanto riguarda invece le modalità di gioco, facciamo una panoramica su come è strutturato questo Juiced.

Il rischio è il mio mestiere
La vostra carriera di pilota clandestino si svolgerà per le strade di Angel City, suddivisa per vari quartieri a seconda delle gang che li controllano. All'inizio, ad introdurvi nel giro ci penserà T.K., capo di una delle squadre di cui farete conoscenza nel corso della vostra avventura su asfalto. Dopo averlo sfidato in una gara uno contro uno, vi verranno dati abbastanza crediti per poter acquistare il vostro primo bolide. Una volta effettuata la scelta potrete scendere in campo in diversi modi: dando un'occhiata al calendario per vedere se ci sono competizioni in vista e per iscrivervi a queste; organizzarne altre voi stessi; oppure telefonare ad uno dei vari capi, che conoscerete proseguendo con le gare e guadagnando rispetto, per partecipare ad una sfida a tempo con una specifica vettura oppure per invitarlo a battersi in una corsa clandestina dove ci si gioca la vettura migliore. In questo caso bisognerà fare particolare attenzione perchè una volta che si accetta la tenzone e si scende in pista non ci sono santi che tengano: se perdete la gara perdete la macchina.
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