Recensione Jak and Daxter: The Precursor Legacy

Redazione GamesurfDi Redazione Gamesurf (11 Dicembre 2001)
Jason Rubin e Lorne Lanning sono come due bambini viziati: si punzecchiano, si beano dei loro "reami" e difficilmente si accorgono mai di assomigliarsi come due gemelli separati alla nascita. Entrambi ricolmi di quell'orgoglio (al limite della boria) e di quella spiccata abitudine alla sfida uno contro uno statunitense, i due hanno tenuto a battesimo la contesa mesi fa, sparlando di Oddworld: Munch's Oddysee (nel caso di Rubin) e di Jak and Daxter: The Precursor Legacy (Lanning). Il destino è stato come sempre beffardo, o più semplicemente si è adattato alle necessità di marketing pre-Natalizio, spingendo contemporaneamente entrambi i contendenti sullo stesso, affollato, palcoscenico. Gamesurf ha cercato di riproporre lo stesso dualismo con due recensioni offerte in tempi identici. Se avete scelto "questa parte dell'universo giocato", con tutta probabilità avrete voglia di scoprire come si è rivelato il tanto chiacchierato Project-Y... ormai conosciuto al mondo come Jak and Daxter: The Precursor Legacy
Jak and Daxter: The Precursor Legacy - Immagine 1
Un'immagine che vale più di mille parole per testimoniare i colori stupendi che caratterizzano Jak and Daxter e le scelte stilistiche di prim'ordine
DA UN PERAMELE A UNA DONNOLA
Come dovrebbero sapere anche i sassi, Naughty Dog è il team di sviluppo responsabile dell'ideazione e creazione dei primi tre episodi di Crash Bandicoot, dal 1996 in avanti. L'ultima versione del gioco, distribuita in questi giorni anche in Italia, è stata infatti sviluppata da Traveller's Tales, proprio perché i ragazzi di Andy Gavin e Jason Rubin sono da svariati mesi (anni?) al lavoro su Jak and Daxter, titolo che ci apprestiamo a recensire e che dovrebbe donare a PlayStation 2 quel marchio, quella mascotte e quel gioco di piattaforme tipico che sono sempre mancati alle console Sony..
Le premesse per un successo sono maggiormente convincenti rispetto al passato storico di Naughty Dog: se Crash Bandicoot arrivò sul mercato con una struttura di gioco già innegabilmente vecchia (Mario 64 era realtà e i mondi 3D il nuovo panorama da esplorare), Jak and Daxter si propone quanto mai al passo coi tempi, offrendo finalmente un convincente universo fantasy da esplorare in lungo, in largo e soprattutto... "in profondità"!
Con Jak and Daxter il gruppo statunitense esplora l'ennesimo anfratto del mondo animale, proponendo una donnola (o topo muschiato? Le interpretazioni sono molteplici) come co-protagonista. Il passaggio dal peramele (Crash) a Dexter perde in unicità, ma è un aspetto su cui si può chiudere un occhio! Assieme a Dexter si presenta ai giocatori Jak: due gambe e un ciuffo biondo, ovvero il belloccio di poche parole che il giocatore muove alla scoperta di ognuno dei quattro angoli del mondo di Jak and Daxter. Il piccolo e peloso topo muschiato ricopre unicamente il ruolo di spalla di Jak, dato che a tutti gli effetti rimane sempre accoccolato attorno al collo del suo amicone avventuriero, offrendo qua e là spunti comici e poco altro. Se la vostra idea di "duo eroico" è quella di Banjo e Kazooie, per quel che riguarda Jak and Daxter fareste meglio ad adattarvi alla situazione