Recensione Heavy Rain

Quanto siete disposti a rischiare per proteggere coloro che amate?
Tommaso Alisonno Di Tommaso Alisonno(10 febbraio 2010)
La colonna sonora è stata interamente orchestrata, e presenta pezzi di altissima qualità, adatti ad ogni situazioni ed eseguiti in maniera egregia. Si va dai temi sereni e piacevoli delle scene tranquille (molto rare in verità), a quelli più maestosi delle cinematiche ricche di pathos, fino a quelli incalzanti, assillanti o addirittura volutamente disturbanti delle fasi più angosciose, come combattimenti, inseguimenti o altro. Ottimi anche gli effetti sonori, così come la maggior parte dei doppiaggi, molti dei quali affidati a doppiatori di provata esperienza (uno su tutti, Pino Insegno dà la voce a Ethan Mars); è un vero peccato che altri doppiaggi della versione italiana siano invece meno gradevoli, soprattutto quelli dei bambini.
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Altro classico confronto: il poliziotto e la prostituta
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Il dettaglio dei visi e delle espressioni è stupefacente
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Le scazzottate saranno all'ordine del giorno: richiederanno sangue freddo e riflessi pronti
Prendere confidenza col sistema è piuttosto semplice, complice tutta la prima scena che costituisce in effetti una sorta di lungo e completo tutorial camuffato da scena di vita quotidiana (svegliarsi, farsi la doccia, radersi, vestirsi, eccetera). Per le scene dinamiche potremo scegliere tra tre livelli di “difficoltà”, che ricalcano effettivamente le diversa competenza col controller di un giocatore novizio, uno occasionale o uno esperto. L'unica cosa che ci ha lasciato un po' insoddisfatti è la risposta dell'analogico sinistro nelle fasi esplorative: a volte sembra quasi che non si riesca a direzionare correttamente il personaggio. Fortunatamente, molto di rado questo costituisce un problema superiore alla perdita di qualche secondo, ma è il caso di fare attenzione nei saltuari casi in cui il movimento va eseguito velocemente e correttamente.

Ma quello che costituisce il fulcro della “giocabilità” (giacché non di un semplice gioco stiamo parlando) di Heavy Rain è ovviamente l'intreccio di trama: le scelte che opererete, o in cui incapperete, saranno spesso talmente “sottili” che potreste avere addirittura la sensazione fallace di star seguendo un binario fisso, ma basterà rigiocare una o due scene per accorgersi che così non è, e che incassare o parare quello specifico pugno non è una scelta irrilevante, e meno ancora decidere se compiere o non compiere determinate azioni. Anche tutti quegli elementi che, sul momento, ci sembreranno senza senso (un paio di volte siamo arrivati a chiederci il perché della presenza di certi personaggi in certi luoghi), verranno magistralmente giustificati man mano che la trama va avanti.
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Puntare una pistola alla nuca di un agente dell'FBI certo non garantisce un trattamento di favore
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Il gioco è estremamente disturbante anche già nei bozzetti preparativi
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Il sistema ARI in funzione: come mandare a casa tutta la polizia scientifica
Se avete voglia di giocare Heavy Rain “di corsa” dall'inizio alla fine, la storia si svilupperà e giungerà ad una conclusione si e no in massimo sette ore, ma sinceramente sarebbe uno stupro nei confronti dell'opera di Cage. Heavy Rain va innanzitutto assaporato, come un bicchiere di vino d'annata, intervallando un sorso all'altro con pause di riflessione, e chiedendosi anche quanto sia il caso di dare fondo alla bottiglia o quanto invece di ammirare la luce attraverso il liquido. Soprattutto, è un titolo in cui la storia è nelle nostre mani, e siamo pertanto liberi, se non ci piace, di riavvolgerla e di cercare di cambiarla: è il caso di scene “finite male”, che potremmo voler rigiocare in modo da ottenere un epilogo, e quindi una prosecuzione degli eventi, differente.

E, naturalmente, è un titolo che una volta terminato chiede a gran voce di essere rigiocato; da capo, forse, oppure da metà, riprendendo da quel punto in cui abbiamo percepito che la storia prendeva una determinata direzione piuttosto che un'altra. Ma soprattutto, Heavy Rain effettivamente non è un semplice gioco: è un Dramma Interattivo, è una storia a bivi, è una prova di sangue freddo e riflessi, è immedesimazione, è una prova per i sentimenti, il coraggio e la moralità, è un'esperienza totalmente avvolgente pur essendo a volte pacata, quasi piatta, ma altre volte frenetica, tamburellante, ansiosa, stressante, come la pioggia che gli dà il titolo.

Heavy Rain non è un titolo per tutti: è richiesta maturità, certo, ma anche pazienza e voglia di immedesimarsi, gusto nella sfida e capacità di cedere alla sospensione di incredulità - ma in questo siamo sicuramente aiutati dall'opera stessa. È un'opera d'arte tecnologica e videoludica, uno di quei titoli che ha fatto giustamente parlare di sé prima di uscire e che sarebbe un delitto lasciarsi sfuggire.
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Essendo una giornalista di cronaca sempre alla caccia dello scoop, Madison è persino troppo ficcanaso
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...e piove...
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David Cage e i Quantic Dreams ci hanno fatto aspettare a lungo: si pensi che Heavy Rain fu presentato la prima volta quando ancora la PS3 aveva il controller “a banana”. Ma l'attesa adesso è finita, ed è stata premiata con un risultato veramente ottimo: il Dramma Interattivo (non è infatti lecito chiamarlo semplicemente “gioco”) presenta una realizzazione tecnica fenomenale, con una ricostruzione facciale fotorealistica, con un sistema di gestione delle scene d'azione preciso e una molteplicità di sviluppo della bellissima trama. Certo, per potersi accostare ad Heavy Rain occorrono tanti requisiti, tra cui maturità, sangue freddo, esperienza di gioco, pazienza, riflessi e capacità d'immedesimazione, ma se possedete tutti queste caratteristiche non esitate a farvi avvolgere da questa pioggia incessante.
voto grafica9
voto sonoro8,5
voto gameplay9
voto durata8

Heavy Rain

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