Recensione Fable: The Lost Chapter

La favola Lionhead raccontata anche su PC
Gabriele CazzuliniDi Gabriele Cazzulini (19 settembre 2005)
STORIA PER UN PROTAGONISTA
Ho detto storia? Mi correggo: non una, ma dieci, cento, mille storie – senza incongruenze o smarrimenti, con ininterrotti rimandi e spunti per consentire all'eroe di intervenire attivamente nelle vicende ma sempre riflettendo su se stesso le conseguenze delle proprie decisioni. Il protagonista è unico ma allo stesso tempo non è mai identico, perché ogni giocatore può personalizzarlo. Non rappresenta un sopramobile kitsch ma un'esigenza essenziale per ottenere compenetrazione col gioco, altrimenti sminuito in un clone vuoto di significato. Le storie di Fable sono le storie del suo eroe – questa è come la legge di Newton per la fisica. Egocentrismo? Può darsi, ma semmai in difetto, perché non può certo bastare un singolo rpg a riempire interamente una vita, seppur costituita da una doppia elica informatica. Ci sono tante vite da giocare in Fable perché ancora più numerose sono le alternative che si parano dinnanzi all'eroe. Non è una rivoluzione, ma poco ci manca.
Fable: The Lost Chapter - Immagine 1
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MAMMA MICROSOFT
“Fable: The Lost Chapters” è la creatura videoludica prodotta per gli utenti Windows, ma appartiene anche all'albero genealogico del pluridecorato titolo per X-box “Fable”. Gli sviluppatori di Lionhead preferiscono parlare di novità anziché di “porting” da consolle a pc, pensando ai nuovi contenuti che erano stati tagliati dalla versione X-box, nuove regioni da visitare, nuovi quests da portare a termine, nuovi mostri da sconfiggere e nuovi armamenti. Essenzialmente Fable è la storia di un fanciullo educato al mestiere delle armi in una terra fantastica popolata da mostri e creature magiche, di cui lui stesso è il simbolo. Ma questo non è l'inizio della solita favola.


IL NUOVO MONDO PER IL ROLE-PLAY-GAME
Cosa avete detto? RPG? Sì, forse, ma, però – insomma: Fable è più di un RPG ma allo stesso tempo non è un RPG. Il cromosoma che differenzia la razza di Fable è la libertà del protagonista. Basta questa parolina che subito i riflessi pavloviani dei giocatori più incalliti fanno sfoderare dalla loro lingua la parolaccia “GTA”, simulacro di una “libertà” così pompata da scoppiare in anarchia come un palloncino. Diceva un filosofo greco: l'uomo è la misura di tutte le cose”, e il protagonista di Fable è un uomo in un senso che i videogiochi stanno finalmente scoprendo. L'eroe ha una storia, ha radici, vive nel suo tempo e in mezzo alla gente, si nutre e si riposa, addirittura invecchiando! Il sottile filo che tiene insieme Fable è il senso di attraversare una vita – non solo letta sul libro delle favole.
Fable: The Lost Chapter - Immagine 5
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I PRIMI CINQUE MINUTI
L'inizio è una perfetta sintesi zoroastrica di bene e male, dove l'idilliaco candore dell'eroe-fanciullo è squarciato dalla sanguinaria irruzione di predoni che distruggono il suo villaggio sterminandone gli abitanti, inclusa la sua famiglia. Sarebbe tempo di morte se non intervenisse una misteriosa presenza che salva il fanciullo, il vero bersaglio dei predoni. Ma allora la casualità, la fatalità, era solo apparenza dietro ad una realtà più profonda, che il fanciullo inizierà a svelare imparando il mestiere delle armi nell'accademia degli eroi, la sua nuova casa. Da lì inizierà la sua vita da eroe...

IL MESTIERE DELLE ARMI
L'interfaccia di gioco offre le strumentazioni essenziali per centrare l'attenzione sull'eroe e le rendere la creazione delle sue gesta il più possibile libera. Accanto ai più tradizionali (minimappa, indicatori di salute e forza) è anche presente la scelta tra le differenti espressioni che permettono all'eroe di interagire con altri personaggi. La telecamera è ottimamente manovrabile con il mouse, con possibilità di zoom sull'eroe. Con il lato sinistro della tastiera si muove l'eroe dirigendone le azioni. Sospendendo il gioco, si attiva il menu per la gestione dell'inventario, delle abilità e dei potenziamenti, decisamente più ricco di opzioni. Su un'unica finestra si attivano sotto menu progressivi che conducono facilmente il giocatore ad operare ogni intervento. E' qui che inizia a percepirsi la distanza di Fable dalle impostazioni più convenzionali. I nomi e i simboli sono quelli dell'rpg, ma è il senso con cui vengono adottati i potenziamenti oppure selezionati gli armamenti, e in generale il concetto con cui queste operazioni sono compiute, a distinguere Fable perché Fable è il suo eroe e viceversa. Cosa vuol dire? Che ogni azione ricade sul suo attore, ed è l'attore che scrive la storia, la sua storia.
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Fable: The Lost Chapter

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