Recensione F1 2011

Giovani avversari di Sebastian Vettel crescono
Fabrizio CirilloDi Fabrizio Cirillo (23 Settembre 2011)
Per i team di punta del campionato di Formula 1 ed in particolare per le ambizioni della Scuderia Ferrari il 2011 non è stato certo un anno ricco di soddisfazioni. Dopo un mondiale 2010 perso sul filo di lana ed i buoni propositi di fine stagione, il team del cavallino ha infatti finito col masticare amaro anche per gran parte della stagione 2011, e questo anche a dispetto di un regolamento finalmente "aperto" a favorire sorpassi e spettacolo grazie alla reintroduzione del Kers ed al debutto della famigerata ala mobile.
Considerando la schiacciante superiorità di Sebastian Vettel e della sua Red Bull, ben venga dunque un titolo del calibro F1 2011 di Codemasters, capace se non altro di dare l'opportunità a tutti gli appassionati del circus di riscrivere parte della storia automobilistica recente, almeno per gioco.
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Nessuna nuova (o quasi) buona nuova
Per chi ha vissuto l'ultimo anno a pane ed F1 2010, il passaggio al nuovo F1 2011 non potrà che essere naturale oltreché indolore. D'altronde, visto il livello raggiunto con il precedente capitolo, al team di sviluppo non era certo richiesto di stravolgere alcunché, quanto piuttosto di migliorare il gioco ove possibile ed aggiornare team, livree, piloti, rapporti di forza e circuiti alla stagione in corso. Fatto salvo, dunque, per la presenza di "novità strutturali" quali Kers e DRS (ala mobile), dal punto di vista concettuale il nuovo F1 2011 non fa altro che affidarsi alla medesima alchimia costruttiva del suo predecessore, in grado di assecondare tanto le esigenze degli appassionati della simulazione (ma non mancheranno alcune licenze prettamente arcade legate per lo più alla gestione dei contatti più leggeri ed all'aderenza delle monoposto in occasione delle lievissime escursioni fuori pista), quanto quelle dei giocatori in cerca di un titolo sbarazzino, sicuramente impegnativo ma pur sempre "malleabile".
A livello di opzioni di gioco ci troviamo di fronte ad un menu decisamente semplice e familiare, che prevede dalla classica gara contro il tempo (Banco di Prova) alla modalità Gran Premio (che consentirà sia di definire l'intero calendario del mondiale che di selezionare team e relativo pilota con il quale affrontare la stagione), fino all'immancabile opzione multiplayer (fruibile sia online che offline tramite split screen o system link) e all'altrettanto fondamentale modalità carriera, che rappresenta anche l'elemento portante del gioco per quanto concerne il singolo giocatore.
Proprio come accadeva con il vecchio F1 2010, anche in questa occasione il team di sviluppo ha optato per utilizzare una visione a 360° della figura del pilota , fornendo al giocatore l'opportunità di vivere l'intera esperienza della Formula 1 proprio da questo particolare punto di vista. Esattamente come nella formula uno reale, selezionata una squadra fra i cinque team inizialmente disponibili (Williams, Force India, Virgin, HRT e Lotus) e definiti alcuni aspetti accessori quali nome, nazionalità ed aspettative, al novello pilota di turno è infatti richiesto non solo di raggiungere determinati risultati in pista, ma anche di gestire i rapporti con la stampa ed i propri tecnici per lo sviluppo della vettura, ovvero i fattori necessari per attirare l'attenzione di team in grado di  trasformare un giovane di belle speranze nel super campione di turno.
Trattandosi di un racing game a tutti gli effetti, è chiaro che gran parte del lavoro consisterà comunque nel trovare, per ogni singolo week-end di gara, una messa a punto della monoposto tale da esaltare le  proprie doti alla guida. Anche in questo caso ci troviamo di fronte all'ennesimo déjà vu, vista la scelta di "filtrare" ancora una volta l'intera fase di setup ai box dall'interno della monoposto.  Tramite il monitor poggiato sul cockpit della macchina sarà dunque possibile visualizzare rapidamente informazioni dettagliate sui tempi, sulle condizioni meteo e sullo stato del tracciato, ma soprattutto accedere al completissimo sistema di settaggio della vettura, in grado di influire su sette diversi “fattori” della monoposto (aerodinamica, frenata, bilanciamento, allineamento, sospensioni, cambio, motore), per un totale di trenta differenti regolazioni  in grado di incidere in maniera piuttosto sensibile sul comportamento della macchina.
Per  gli amanti dei titoli più sbarazzini non mancano comunque delle regolazioni “veloci” più o meno adatte al tipo di circuito che si andrà ad affrontare, mentre a prescindere da tutto sarà sempre necessario definire (con il proprio ingegnere di pista) il tipo di strategia da adottare per quanto concerne la scelta dei pneumatici.
Esattamente  come accade nella realtà ed in considerazione sia delle ferree regole della FIA in materia di gestione dei pneumatici che soprattutto della tangibile differenza in termini prestazionali delle diverse coperture fornite quest'anno dalla Pirelli, in F1 2011 sarà infatti più che mai fondamentale centellinare i set di gomme “performanti” disponibili nel corso del weekend, al fine di non incappare nella necessità di doversi affidare in corso d'opera a pneumatici in grado di far decadere drasticamente la propria prestazione in pista.

Fuori dal Box nessuna pietà
Giunti finalmente sul nastro d'asfalto e disabilitato il limitatore di giri ci si rende subito conto che nulla o quasi è cambiato rispetto al passato. Ancora una volta il team di sviluppo ha ben veduto di proporre un modello di guida assolutamente credibile, capace di assecondare tanto gli appassionati dei racing game meno impegnativi quanto gli amanti dei simulatori più in voga. Con tutti i servomeccanismi attivi capaci di intervenire su trazione, frenata, accelerazione e decelerazione e con la traiettoria dinamica abilitata (una scia luminosa presente sulla traiettoria ideale capace anche di indicare, attraverso cambi di colore, i punti di frenata ed accelerazione in funzione della propria velocità e posizione sulla pista), F1 2011 mette a disposizione un modello di guida tutto sommato semplice e divertente, nonché adatto per prendere quanto meno confidenza con i principali rudimenti del gioco. In queste condizioni, infatti, nonostante uno stile indubbiamente permissivo (porre rimedio ad un uscita di pista non sarà poi così complicato) restano inalterati sia i differenti rapporti di forza fra le diverse scuderie (per quanto appiattiti, il valore in termini di tenuta di strada e consumo pneumatici  della Red Bull sarà comunque ben diverso da quello di una Renault o della stessa Ferrari) che sopratutto la sensibilità delle monoposto alle sollecitazioni, un aspetto questo che potrebbe creare non pochi problemi specie per chi si avvicina alla serie per la primissima volta.
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Con tutti i servo meccanismi disattivati ci troviamo invece di fronte ad un vero e proprio mondo alternativo. In questo caso specifico la risposta di tutte le monoposto risulta molto più immediata e nervosa sia nei cambi di direzione che in accelerazione ed in frenata, al punto da rendere fondamentale l'uso della parzializzazione del freno e dell'acceleratore anche in situazioni di gioco tutto sommato non al limite. In queste condizioni, riuscire ad assimilare uno stile di guida fluido e redditizio richiederà tra l'altro non poche ore di allenamento, e questo ben sapendo che né gli altri piloti in pista (poco inclini a lasciare strada al novellino di turno) ne tanto meno gli inflessibili commissari di gara sempre pronti a comminare penalità in caso di condotta di gara non proprio cristallina (leggasi tagli di curva causa lungo ed incidenti) o contatti più o meno incisivi, cercheranno di rendervi la vita meno difficile di quanto già non lo sia.

Ma le novità In pista certo non mancano
Se nel frattempo vi fosse venuto il dubbio sull'effettiva utilità di un gioco "fotocopia" di F1 2010 vi consigliamo di proseguire nella lettura dell'articolo perché questo F1 2011 ha comunque molto da dire. Innanzitutto, la cosa che balza subito agli occhi è la rinnovata competitività di team e piloti, e questo a prescindere dallo stile di guida (arcade/ simulazione) adottato. A livelli di difficoltà più elevato, riuscire a mettere le proprie ruote davanti agli altri non sarà un'operazione affatto semplice, specie considerando anche la necessità di utilizzare nel migliore dei modi Kers, DRS  e ripartenze post Safety Car (altra novità assoluta del gioco) . In queste condizioni, ogni errore commesso in pista, ogni scelta sbagliata sia in termini generali  (occorrerà imparare se, quando e dove usare il Kers, se usare un setup che privilegi o meno l'uso del DRS) che sopratutto in termini di strategia di gomme (chi ha avuto modo di vedere la stagione F1 del 2011 saprà delle differenze in termini di durata ed aderenza delle diverse mescole portate dalla Pirelli) significherà di fatto perdere posizioni importanti sia in prova che sopratutto in gara, con tutto quello che ne consegue in termini di risultato finale. Come se non bastasse, il team di sviluppo ha inoltre optato per "affinare" la risposta delle monoposto alle sollecitazioni del giocatore, una scelta questa detta dalla volontà di privilegiare (giustamente, secondo noi)  l'uso del  volante al classico PAD, con tutti i problemi del caso (leggasi anche impossibilità di effettuare giri puliti consecutivi).  
Capitolo a parte merita invece il famigerato Active Track, ovvero il sistema di meteo dinamico capace di modificare le condizioni di aderenza della pista. A questo proposito Codemasters era stata piuttosto chiara: "cercheremo di migliorare il sistema per offrire al giocatore un gioco quanto più credibile possibile". Missione riuscita.

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