Recensione Escape From Paradise City

Fuggire da una città paradisiaca può essere molto noioso!
Alessandro Cossu Di Alessandro Cossu(20 dicembre 2007)
Tre anni sono ormai passati da quando i programmatori Danesi di GangLand sfornarono, appunto, la loro prima fatica; il gioco appena citato (cfr.GangLand) ebbe poco successo e, giusto per la cronaca, all'epoca il team di sviluppo rispondeva al nome di MediaMobsters. Il titolo oggi in esame, "Escape From Paradise City", si specchia abbondantemente nel gioco di allora, conservandone tanto i pregi (ahinoi, invero pochi) e i difetti (fin troppi,ma ne disquisiremo più avanti).
Il gioco patrocinato dalla Focus Home Interactive si presenta nella consueta scatola stile DVD, contenente il disco di gioco e un manuale in Inglese. Al momento in cui leggete queste righe, sugli scaffali il titolo dovrebbe esser venduto con il manuale localizzato nella lingua nostrana, mentre il gioco rimarrà in Inglese. La indebitamente lunga installazione, ci porterà dritti dritti al più classico dei menù di gioco, ove configurare i vari settaggi video, comandi, audio, et similia. Fatto questo, si comincia a giocare...vediamo quindi cosa si nasconde dietro il lavoro dei programmatori danesi.
Escape From Paradise City - Immagine 1
Gli amici del tizio che abbiamo ucciso,non l'hanno presa bene.
Escape From Paradise City - Immagine 2
Il menù iniziale:si parte subito col piede sbagliato...
Escape From Paradise City - Immagine 3
In alcuni momenti,il nostro eroe verrà visualizzato in modo scorretto,come in questo caso
Come da consolidata tradizione di Luc Bessoniana memoria, un bel giorno tre tipi poco raccomandabili, assassini di professione, vengono assoldati dal governo per ripulire a fondo dalla malavita locale, una intera città (Paradise City?), in cambio di una parziale libertà. Nell'ordine -sparso, faremo conoscenza di Boris Chekov (forse parente lontano del comandante Pavel?, ndAleNet), tarchiato tipaccio di chiare origini russe, esperto in esplosivi. Quindi, avremo a che fare con Nicholas Porter, nato per essere un cecchino e, poichè una rappresentante del gentil sesso non poteva certo mancare, avremo il piacere di guidare le gesta di Angel Vargas, una letale assassina silenziosa. In buona sostanza, quel che dovremo fare per i sedici livelli che costituiscono l'ossatura del gioco in single player, sarà guidare alternativamente i tre, sfruttando le loro peculiarità uniche, per (ri)conquistare spazi sempre più grandi della città, fino alla eliminazione totale di tutte le bande presenti sul territorio.
Il gioco distribuito da Leader, è fondamentalmente un mix di azione e strategia : territori da attaccare e conquistare, punti esperienza da conquistare e abilità da sviluppare. Potremmo riassumere la struttura degli eventi in poche righe : si entra in un territorio dominato da una banda rivale, si ammazzano in malo modo tutti i componenti di tale gang, fino ad arrivare dal boss. A quel punto lo si riempe di mazzate per fargli capire chi comanda e, da quel momento, tutti le attività lecite e illecite del capoccione di turno passeranno sotto il nostro controllo, con conseguente ampliamento del nostro portafoglio. Grazie al denaro così accumulato, potremo comprare nuove armi,munizioni e quant'altro ci serva per mantenere l'egida sul terreno appena conquistato - prima cosa fra tutti, pagare un branco di lacchè che svolgano per noi tale lavoro. Insomma, nessuna novità nel gameplay, con un senso di "già visto" che permea l'intera produzione.
Escape From Paradise City - Immagine 4
Gli scontri a fuoco peccano di varietà
Escape From Paradise City - Immagine 5
Alcune location sono più ispirate di altre
Escape From Paradise City - Immagine 6
Taglieggiare i mercanti sarà un buon modo per ottenerne i favori
Combatteremo dall'alba al tramonto ed oltre (un plauso alla gestione delle ombre, davvero credibile), passando da un territorio all'altro a piedi o in taxi; inspiegabilmente, non è stata inclusa la possibilità di viaggiare a bordo di mezzi propri - o rubati, e questo è sicuramente uno dei limiti del gioco sotto esame. Sul fronte dell'interfaccia di gioco, non siamo riusciti ad apprezzare un certo caos dovuto alla sovrabbondanza di icone, che costringerà il giocatore a premere i tasti come un forsennato, magari perdendo di vista il proprio nemico; la visuale di gioco a volo d'uccello, infatti, pur contando su alcuni livelli di zoom, non è stata ben ottimizzata e, in aggiunta, anche la visuale "quasi" in terza persona, non aiuta, a causa di una legnosità dei movimenti davvero fastidiosa.
Alcune texture paiono ben realizzate - specialmente per quanto concerne le sezioni urbane, così come sono state implementate delle features interessati, come il fatto che, al tramonto, le luci nelle case vengano accese dai loro occupanti, dando un lieve tocco di realismo che ci ha colpito favorevolmente. Discorso diverso sul fronte audio, con musiche poco ispirate ed un doppiaggio in lingua inglese - ove presente, da dimenticare. Male anche i sound fx.
Prima di fuggire al paradisiaco commento finale, si ricorda a tutti che è EFPC vanta anche una componente multigiocatore, in LAN o sul Web, nelle classiche modalità, con 13 mappe mutuate dalla campagna in singolo.
Escape From Paradise City - Immagine 7
Uccidere i civili ci permetterà poi di sciacallarli
Escape From Paradise City - Immagine 8
Quella linea blu,indica un limite invalicabile
Escape From Paradise City - Immagine 9
Quando entreremo in luoghi chiusi,ecco ciò che vedremo.
4,5
Sfortunatamente, le debolezze dell'opera prima dei signori della Sirius, sono state ereditate dal titolo oggi esaminato. Ripetitivo, a tratti monotono, con un comparto tecnico tutto sommato alcuni gradini sotto lo standard attuale. Peccato, perchè a fronte di alcune buone idee, ci troviamo di fronte ad un gioco che, per molti versi, appare...incompleto.
voto grafica5
voto sonoro4
voto gameplay4
voto durata6
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