Recensione Dynasty Warriors: Gundam 2

KOEI e Bandai/Namco ci riprovano, e stavolta fanno sul serio
Tommaso Alisonno Di Tommaso Alisonno(22 maggio 2009)
Sprecare caratteri per presentare le serie Dynasty Warriors e Gundam sarebbe perlomeno futile: vi basti sapere (se ancora non lo sapete) che la prima è una serie di videogiochi che, con la sorella Samurai Warriors, tende a ricreare delle epiche battaglie campali in cui singoli eroi falciano interi eserciti, la seconda è una delle più rinomate saghe di animazione giapponese, a tema fantascientifico. Già una volta il connubio KOEI (autori di DW & company) e Bandai/Namco (titolari di Gundam) hanno collaborato nella realizzazione di un titolo che interpretasse la saga animata secondo il concept del videogioco: il risultato (Dynasty Warriors Gundam, appunto) dimostrava come la fusione fosse possibile, ma il lavoro appariva un po' frettoloso ed ampiamente migliorabile.
Dynasty Warriors: Gundam 2 - Immagine 1
Lo Z Gundam: forse non il MS più devastante, ma sicuramente un ottimo ed eclettico mezzo
Dynasty Warriors: Gundam 2 - Immagine 2
Il classico Gundam carica lo Psycho Gundam: l'introduzione dei Mobile Armor giganti vivacizza l'azione di gioco, ma talvolta è eccessivamente frequente
Dynasty Warriors: Gundam 2 - Immagine 3
Char Aznable blasta poveri nemici implumi; prego notare la terra sottostante
Arriviamo oggi alla seconda incarnazione di questo connubio, in cui gli sviluppatori sembrano aver deciso di porre rimedio ai difetti riscontrati dalla critica e nel contempo di approfondire determinati aspetti della saga animata in precedenza trascurati. Il concept alla base rimane sempre e comunque il medesimo dei vari DW: una volta scelto il pilota da impersonare e, qualora possibile, il MS (Mobile Suite, ossia il robottone) con cui combattere, saremo chiamati a svolgere svariate missioni, ciascuna delle quali comporterà inevitabilmente la distruzione di numerosi MS avversari di bassa lega, fino agli scontri coi comandanti, gli assi e i veri e propri boss.

Tutti gli scenari di gioco, anche quelli spaziali, saranno sviluppati secondo una planimetria bidimensionale e suddivisi in settori: per conquistare uno di questi sarà necessario abbattere un determinato numero di MS nemici, ed occasionalmente gli eventuali comandanti della difesa. Un settore conquistato è di norma in grado di difendersi da solo dagli attacchi più semplici, ma regolarmente necessiterà del nostro aiuto per resistere agli assalti degli assi nemici.
Un'importante innovazione di questo titolo è l'introduzione, tra i nemici, dei Mobile Armor giganti: si tratta di MS alti oltre il doppio del normale ed equipaggiati con armamenti devastanti. Contro questi temibili avversari poco varranno gli attacchi regolari, ma di tanto in tanto essi lasceranno scoperti dei punti deboli (segnalati da appositi indicatori): saranno quelle le situazioni in cui sarà possibile infliggere danni consistenti. Un altro modo per superare le loro difese sarà quello di utilizzare le tecniche caricate o speciali.

A questo proposito, il sistema di combattimento è rimasto pressoché immutato: avrete a disposizione un tasto per l'attacco da corpo a corpo, eventualmente eseguibile in combo, ed uno per quello a distanza, che se concatenato ad una serie di botte in mischia si tramuterà in un attacco potente. A questi si aggiunge il tasto dello scatto orizzontale, che può alla bisogna tramutarsi in una carica devastante, il salto o carica verticale, e l'immancabile “mossa speciale”, eseguibile solo dopo aver riempito l'apposita barra e che ci renderà tra l'altro momentaneamente invulnerabili. In caso di contrasto fisico con un avversario (leggasi “attacco di spada simultaneo”), si attiverà un mini-gioco di hotkey random da premere per mandare l'avversario con le gambe all'aria.

Abbiamo accennato al connubio pilota/MS. A differenza del primo DWG, in cui ciascun pilota doveva “pompare” separatamente ogni singolo MS, in questo secondo episodio lo sviluppo del personaggio implicherà migliori valori di base nelle caratteristiche di attacco e difesa, oltre a determinare il numero massimo di attacchi eseguibili in combo. Lo sviluppo dei MS sarà invece legato ai vari componenti meccanici che potrete rinvenire al termine delle battaglie (sia per quello pilotato sia per quelli sconfitti) o sviluppare nell'apposito laboratorio in modalità Missione: queste migliorie saranno permanenti, e qualsiasi pilota salti sul mezzo lo troverà nelle medesime condizioni.
Dal punto di vista grafico, il comparto dei modelli 3D non ha necessitato di un grande restyling: per quanto sia possibile notare qualche miglioramento qua e là, soprattutto in materia di fluidità delle animazioni, essenzialmente il rooster è il medesimo, già apprezzabile, del primo DWG. Ciò su cui gli sviluppatori si sono invece giustamente soffermati è la cura degli ambienti, soprattutto nelle battaglie ambientate al di fuori dall'atmosfera, in precedenza spoglie e noiose (solo nero di fondo e stelle lontane). Ora tutti gli elementi di contorno, come astronavi, relitti, basi spaziali e quant'altro sono stati reinseriti con una cura molto più approfondita, creando finalmente ambienti differenti ed apprezzabili.

Anche nel comparto audio le novità sono minime: la colonna sonora riporta essenzialmente i medesimi brani del predecessore (dopotutto sono i brani della saga animata), ed anche gli effetti sono pressoché immutati. I doppiaggi sono molto numerosi, soprattutto considerando la nutrita modalità Missione, ma purtroppo non è più disponibile l'originale Giapponese: dovremo accontentarci delle non eccezionali voci americane. Tiratina d'orecchie per i traduttori dei testi in Italiano: le sviste e gli errori, soprattutto di genere (“Amuro è comparsA”?!?), non si contano...

Il sistema di combattimento è essenzialmente semplice, ma a differenza di quanto si possa pensare a primo acchito non è un semplice e ininterrotto “premi premi premi” dell'attacco in mischia; certo, sarebbe falso negare che il tasto Quadrato venga messo a dura prova in tutte le battaglie, ma imparare a padroneggiare al meglio le combo dei vari MS ad alti livelli può fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta. Il gioco in singolo propone due modalità: la prima, denominata Ufficiale, ci permettere di rivivere le storie di Amuro, Char (e questi due possiedono due saghe a testa), Kamille e Judau. Se state pensando che solo sei “storie” siano un po' pochine, specie considerando la vastità della saga di Gundam, non siete particolarmente in errore: questo è in effetti il più grosso difetto che abbiamo riscontrato nel titolo.

Fortunatamente, però, a rimpinguare la longevità oltre ogni limite giunge la già citata modalità Missione, in cui sceglieremo un pilota da un nutrito rooster (tra cui anche i protagonisti delle storie Ufficiali completate) e lo guideremo in una carriera caratterizzata da un'ampia libertà di scelta. Ci verrà comunque proposta una “storia”, assolutamente originale e che chiamerà in causa personaggi provenienti da tutte le timeline di Gundam, ma questa costituirà solo la punta dell'iceberg di una caterva di missioni libere di vario genere, da quelle necessarie per la raccolta di componenti, a quelle utili per rinsaldare i legami con gli altri piloti, fino a quelle importantissime per conseguire la “licenza” indispensabile per poter pilotare un altro MS. Non ultime, le missioni scaricate dal PSN troveranno posto in questo calderone.

In forza del fatto che i MS potenziati tramite un pilota rimangono tali anche se utilizzati dagli altri, la difficoltà intrinseca del gioco è leggermente più bassa del predecessore e della serie di DW in generale (salvo forse Warriors Orochi 2): in pratica solo all'inizio dovrete procedere con estrema cautela, oppure quando testerete sul campo un MS nuovo di zecca, ma man mano che il vostro “garage” si riempirà di inarrestabili bestioni dovreste riuscire a procedere senza eccessivi problemi anche al livello di difficoltà Normale (ma il Difficile è per esperti!).

La presenza dei Mobile Armor giganti rende l'esperienza di gioco più varia del solito, ma questi bestioni rischiano di trasformarsi in un'arma a doppio taglio per le giocabilità quando nella modalità Missione vi capitano troppe volte di seguito. Alla lunga imparerete comunque a fronteggiarli senza troppi problemi, tanto che potrebbero ridursi a delle mere “perdite di tempo”. Tempo che, d'altronde, è diventato particolarmente invadente in questo titolo: non mancheranno fasi di missioni in cui determinati obiettivi debbano essere conseguiti entro termini di tempo piuttosto stretti, o comunque situazioni in cui dovrete conquistare o difendere velocemente un settore. Il tutto con una frenesia di gioco adrenalinico che nulla ha da invidiare ai classici DW (mentre il primo DWG risultava invero un po' “moscio”).

Che altro dire di questo secondo Dynasty Warriros Gundam? Niente, se non che probabilmente è il miglior gioco su Gundam comparso finora su PS3, e contemporaneamente il più divertente e vario Dynasty Warriors presente sulla stessa piattaforma. Il problema, però, è che per rendersene conto e poterlo apprezzare è necessario avere affinità con una o entrambe le saghe, specialmente col concept di GamePlaying proprio di DW: in tutti gli altri casi è facile arrivare a considerarlo una banale, caotica e ripetitiva accozzaglia di massacri dopo appena una manciata di missioni, ma sarebbe veramente ingiusto nei confronti del lavoro svolto dagli sviluppatori...
Dynasty Warriors: Gundam 2 - Immagine 5
Non si chiamerebbe Burning Gundam se non rpendesse fuoco, non trovate? Il gioco farà largo impiego di effetti speciali e colori ultravivaci
Dynasty Warriors: Gundam 2 - Immagine 6
La mossa speciale non varia a seconda del livello, ma può essere eseguita comunque in tre modi differenti
Dynasty Warriors: Gundam 2 - Immagine 7
Perderete il conto di quante Ball falcerete nelle vostre peripezie; il dettaglio dei reattori sullo sfondo è notevole
7,5
Il primo Dynasty Warriors Gundam è stato da molti considerato come un esperimento non certo fallimentare ma ampiamente migliorabile; il connubio KOEI-Bandai/Namco fa tesoro delle esperienze accumulate, e probabilmente delle critiche ricevute, e riprende in mano il progetto con l'umiltà e la buona volontà di chi, stavolta, vuole realizzare un buon prodotto. Il risultato è decisamente buono: la realizzazione tecnica è curata e profonda, visto che oltre ai MS adesso fanno un'ottima figura anche i fondali, il gameplaying è tornato veloce e adrenalinico come ci si aspetta dal concept di DW e la nuova modalità Missione propone al giocatore la possibilità di crescere finalmente il proprio pilota preferito a bordo di più MS. Siamo probabilmente al cospetto del miglior gioco su Gundam e del miglior capitolo di DW finora presentati su Next-gen, e non ci sembra affatto poco. Il problema è che per accorgersene bisogna essere dei fan di entrambe le serie, perché in caso contrario troverete il tutto caotico e ripetitivo...
voto grafica7
voto sonoro7
voto gameplay8
voto durata8
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Dynasty Warriors: Gundam 2

Disponibile per: PS3 , Xbox 360
Dynasty Warriors: Gundam 2 PS3 Cover
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