Recensione Dynasty Warriors 6 Empires

KOEI ci guida ancora alla conquista della Cina
Tommaso AlisonnoDi Tommaso Alisonno (24 luglio 2009)
Per i suoi fan, la saga di Dynasty Warriors non necessita di particolari introduzioni; per tutti gli altri, ricorderemo solo che si tratta essenzialmente di una serie di giochi in cui il giocatore rivive le battaglie narrate nel “Romanzo dei tre Regni” (romanzo epico ambientato in un periodo della storia cinese che occupa circa un secolo a partire dal 150 DC - una sorta di Iliade orientale, insomma) interpretando uno dei generali, o eroi, che l'hanno vissuta. Chiave di volta dell'intero filone, poi applicato anche ad altri contesti, è il fatto che il giocatore guidi un combattente in grado di abbattere da solo anche migliaia di nemici in un singolo scenario.
Dynasty Warriors 6 Empires - Immagine 1
I focolai di guerra si accendono su tutto il territorio
Dynasty Warriors 6 Empires - Immagine 2
Il filmato introduttivo è in effetti l'unico in CG
Dynasty Warriors 6 Empires - Immagine 3
Beh, i personaggi non scarseggiano di certo
Gli spin-off della saga contrassegnati dal termine “Empires”, come il gioco che andiamo ad analizzare, allontanano l'attenzione dalle vicende private degli eroi succitati (Cao Cao, Liu Bei, Guan Yu, Sun Ce, Lu Bu, Zhang Liao e tanti altri dai nomi quasi impronunciabili per noi occidentali) ponendo invece il focus sugli aspetti strategici. Se nella serie DW “standard” sceglieremo un personaggio e rivivremo la sua storia più o meno così com'è nel romanzo, in questo genere di Spin-Off avremo invece a disposizione una mappa strategica della Cina dove programmare e condurre le battaglie secondo nuovi copioni. Ma cominciamo dal principio.

Una volta scelta la difficoltà tra ben cinque livelli, potremo selezionare lo scenario, ossia la situazione politica iniziale: sono presenti quattro “momenti storici” preimpostati, oppure è possibile avere la disposizione totalmente causale dei governanti e dei generali. Indi si passerà alla scelta del nostro alter-ego tra gli eroi, gli ufficiali comuni o addirittura i personaggi creati con l'apposito editor, e qui i giocatori esperti si troveranno di fronte alla prima innovazione: DW6E presenta infatti due modalità di gioco distinte, vale a dire quella “Governante” e quella “Ufficiale”.

Nel primo caso, il personaggio scelto è a capo di un esercito e governa alcuni territori (i governanti sono preimpostati nelle partite a scenario storico), con tanto di generali al seguito. In questa modalità il gioco non si discosta eccessivamente dagli altri Empires, in quanto avremo il potere di decidere quando e chi attaccare, quali forze schierare in battaglia e come investire le nostre risorse. Queste ultime saranno individuate, oltre che da elementi venali come denaro e gemme, da alcuni “punti risorsa” investibili per attivare delle abilità speciali offerte dai generali, e rappresentate nel gioco da alcune carte artisticamente molto gradevoli. È abbastanza intuibile come i punti risorsa tendano ad aumentare con la dimensione del nostro regno.
Dynasty Warriors 6 Empires - Immagine 4
Come ufficiale, potrete dare dei suggerimenti al vostro Signore
Dynasty Warriors 6 Empires - Immagine 5
Come Signore deciderete come impiegare le risorse a vostra disposizione sfruttando le abilità proposte dai vostri ufficiali
Dynasty Warriors 6 Empires - Immagine 6
L'editor dei personaggi è molto più curato dei predecessori
In modalità “Ufficiale”, invece, il gioco, pur mantenendo un obbiettivo di conquista totale, strizza considerevolmente l'occhio agli altri spin-off della saga: la serie Xtreme Legends. Il nostro personaggio potrà mettersi al servizio di qualsiasi governante vi aggradi, e da questo riceverà gli ordini di consegna sulle missioni di difesa, conquista e quant'altro: per quanto man mano che saliamo nelle grazie del nostro signore avremo sempre più voce nel consiglio trimestrale, l'ultima parola spetterà comunque al sire; potremo comunque alternare queste incombenze con missioni da “mercenario” che frutteranno comunque ricchezze e altri bonus. Inoltre, un Ufficiale potrà stringere amicizie con altri personaggi che lo seguiranno fedelmente in ogni sua scelta.

La cosa più interessante del titolo è la possibilità offerta al giocatore di passare più o meno interrottamente da una modalità all'altra: un Governante, ad esempio, in qualsiasi momento può abbandonare il comando e tornare ad essere un Ufficiale girovago, offrendo magari poi i suoi servigi a quello che prima era il suo peggior nemico, mentre viceversa un Ufficiale potrebbe guidare una rivolta per rovesciare un Governante e assumere il comando, oltre che compiere altre azioni infami come disertare nel bel mezzo della battaglia e schierarsi col nemico. Le possibilità sono vaste e varie, come più vi aggrada e diverte.

La realizzazione grafica parte ovviamente dall'originale DW6, che però è tristemente noto come titolo affetto da rallentamenti più che occasionali, soprattutto nella versione PS3. Fortunatamente gli sviluppatori della KOEI hanno dedicato la giusta attenzione al problema, tanto che al risultato attuale il motore sembra finalmente girare senza problemi. È però doveroso notare anche che, tra gli altri interventi, è stato anche necessario ridurre un po' il raggio entro cui vengono visualizzare le truppe nemiche: il gameplaying non ne risente, se non forse un po' in split screen, ma naturalmente il colpo d'occhio un po' si.
Dynasty Warriors 6 Empires - Immagine 7
E vai col massacro! I Tiger-tank possono essere fastidiosi
Dynasty Warriors 6 Empires - Immagine 8
Un occhio allenato si accorge già da questa immagine di come il raggio di visuale dei nemici sia stato ridotto
Dynasty Warriors 6 Empires - Immagine 9
Personaggio creato in azione: lo stile di Cao Cao rende abbastanza bene tanto su uomini quanto su donne
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Dynasty Warriors 6 Empires

Disponibile per: PS3 , Xbox 360
Dynasty Warriors 6 Empires PS3 Cover
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