Recensione Dragon Ball: Evolution

L'evoluzione arriva su console portatili. Esclusivamente su PSP.
Davide Ottagono Di Davide Ottagono
Non è di certo la prima volta che la saga nata dalla matita di Toriyama approda sul grande schermo, tutt'altro. Figlio di altre due trasposizioni (poco riuscite, ad essere sinceri), Dragon Ball: Evolution è sicuramente il prodotto che più ha tentato di avvicinarsi al famosissimo filone di Goku e soci. Nonostante “avvicinarsi” sia una parola grossa, visto e considerato che un buon 80% del copione è stato reinventato di sana pianta, la 20th Century Fox ha comunque infuso anima e sudore (e un bel budget) nel nuovo lavoro del regista James Wong. Chiariamo subito: non siamo qui a parlare del lungometraggio, essendo GameSurf un sito di videogiochi, ma naturalmente del suo immancabile tie-in. Tie-in che, per giunta, ha sorpreso tutti al momento del suo annuncio esclusivo su PSP, con l'allontanamento definitivo di quei sistemi che avrebbero potuto spingerlo un pizzico più lontano in termini di vendite.
Dragon Ball: Evolution - Immagine 1
Dragon Ball: Evolution - Immagine 2
Dragon Ball: Evolution - Immagine 3
Appena inserito l'UMD, salta subito all'occhio la cura di contenuti riposta da Namco Bandai. Menù d'impatto, pieno di possibilità sin dall'inizio. Campagna in singolo, opzioni, partita veloce, sopravvivenza, extra e altre chicche che non stiamo a svelarvi: sembra essercene di carne al fuoco, nulla da ridire. Peccato che, a conti fatti, il gameplay non si riveli essere all'altezza. La base è quella usuale dei picchiaduro in due dimensioni, con una coppia di personaggi che si battagliano fino allo stremo in una piccola arena circolare. Per quanto potesse essere un titolo su licenza, era anche lecito aspettarsi un minimo di qualità considerando i precedenti della saga. Di Dragon Ball ispirati al manga/anime ne abbiamo visti a milioni negli ultimi tempi, tra l'altro di discreta fattura persino su PSP. Dovendosi legare per forza di cose alla pellicola cinematografica, invece, ci ritroveremo costretti in un combat-system privato di quasi ogni opzione. Nonostante la presenza di una corposa lista di attacchi corpo a corpo per ogni giocatore, l'impossibilità di volare, trasformarsi o di eseguire qualche attacco speciale oltre quello predefinito si farà sentire. Pesantemente, anche, tanto da rendere ogni scontro un monotono pigiare di due tasti senza un minimo di tecnica o spettacolarità.

La campagna in singolo seguirà passo per passo gli eventi del film, raccontati (egregiamente e senza riassumere troppo, per una volta) tramite vignette statiche tutto sommato carine, e ci accompagnerà per tutti i punti focali di Evolution, dagli allenamenti con nonno Gohan al fatidico incontro con Bulma, dall'arruolamento del Maestro Muten alla battaglia finale con il Mago Piccolo. Il suo principale pregio, però, diventerà ben presto un'arma a doppio taglio. I tempi di attesa tra una battaglia e l'altra sono esagerati: chiunque voglia cimentarsi nella lettura dei testi, si ritroverà inondato di dialoghi fino alla nausea. E, nonostante questo, l'avventura principale non durerà più di un'ora. Ridicolo, vero? Allora meglio non dire che l'unico guerriero selezionabile è Goku, a parte rarissime occasioni.

Il multiplayer è da sempre il cardine di ogni picchiaduro che si rispetti, ed effettivamente è uno dei pochi motivi che potrebbero spingere all'acquisto di Evolution, a patto che entrambi i giocatori possiedano una propria copia. Anche chi vorrà divertirsi in compagnia di amici sbatterà ben presto il muso con una piattezza di scelte a dir poco avvilente, partendo dal solo roster dei personaggi, ristretto ai sei o sette del lungometraggio, neanche troppo differenziati tra loro. E non saranno di certo le gallerie di extra sbloccabili a rialzare la triste situazione.

È forse il comparto grafico a migliorare un po' il tutto (leggasi, buttare sabbia negli occhi). Parliamo di un abbandono del rinomato cell-shading in favore di un 3D maggiormente realistico, ovviamente. Il passaggio non è stato di certo indolore, e i passi indietro si notano nettamente, ma comunque la fluidità del motore aiuta a rendere i combattimenti sciolti e veloci al punto giusto. Le colonne sonore, che si rifanno ad un rock pesante, risultano forse la scelta più azzeccata del gioco intero, accompagnando gli scontri con note graffianti e sostenute, seppur poco adatte ai “palati” deboli. 
Dragon Ball: Evolution - Immagine 7
Dragon Ball: Evolution - Immagine 8
Dragon Ball: Evolution - Immagine 9
5
Dragon Ball: Evolution è un gioco insufficiente, da qui non si scappa. Insufficiente nel numero di personaggi, che neanche raggiunge la decina. Insufficiente in singolo, con un'ora massimo di campagna a disposizione. Insufficiente in multiplayer, a causa di un sistema di combattimento piatto, banale e privo di tutte quelle chicche capaci di regalare gioia ai fan di Toriyama. Insufficiente in tutto, ve lo avevamo detto. Un comparto audio-visivo tutto sommato apprezzabile ed una buona quantità di extra sbloccabili non riescono a rendere Evolution qualcosa in più di quello che in realtà è: un picchiaduro povero che a malapena rasenta la mediocrità. Da tenere in considerazione la sua natura di esclusiva PSP, ma dubitiamo che qualunque giocatore con un pizzico di sale in zucca decida di fare il “grande passo” per lui. Anche vero che c'era da aspettarselo dal tie-in di un film già evitabile di suo. Ci manca il vero Goku...       
voto grafica6
voto sonoro6,5
voto gameplay4,5
voto durata5,5

Dragon Ball: Evolution

Dragon Ball: Evolution PSP Cover
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