Recensione Double Dragon Neon

Ritorno negli anni '80 a suon di mazzate
Massimiliano Pacchiano Di Massimiliano Pacchiano(30 ottobre 2012)
Abbiamo anche schemi dinamici che ci potenziano con l'aumentare dei colpi portati a segno e addirittura abilità speciali come la guarigione a suon di mazzate (estremamente utile a gioco inoltrato) o una maggior durata delle armi. Tutti questi schemi si possono sostituire in ogni momento dall'apposito menù, dando la possibilità di cambiare il proprio approccio di gioco dinamicamente durante la partita stessa. Non mancano appositi negozi in cui potremo acquistare power-up, vite, energia e persino la possibilità di aumentare il tetto massimo dei livelli di potenziamento, che inizialmente è fissato a 10 per tutte le mosse speciali e per gli schemi. L'acquisto avviene tramite i soldoni che alcuni nemici si lasciano dietro, mentre per aumentare il level-cap sono necessari dei cristalli speciali rilasciati da alcuni boss.
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Riguardo l'aspetto grafico bisogna fare una precisazione: non c'entra assolutamente nulla con i passati episodi ma adotta uno stile “comic americano” che inizialmente lascia spiazzati. Dopo lo straniamento iniziale però, non si può fare a meno di apprezzare la cura riposta nei modelli 3D, nelle loro fluidissime animazioni e nei fondali disegnati, che spaziano dal degrado urbano all'asiatico andante, con qualche incursione nella fantascienza più sfrenata. Talvolta ci sembrerà di essere il Jack Burton del già citato Big Trouble in Little China (bei tempi quando Carpenter riusciva ancora a lavorare come si deve), altre volte verremo sbattuti nelle atmosfere dello spin-off Battletoads vs Double Dragon, ed altre ancora ci troveremo in situazioni degne di Joe & Mac Caveman Ninja o di un film horror. Tra le citazioni segnaliamo la nostra nemesi Skullmageddon che ricorda molto da vicino lo Skeletor di He-Man, con tanto di voce stridula e frasi volutamente ridicole.

In generale tutto lo stile ed i dialoghi sono scanzonati e ricchi di umorismo, ma dal momento che il gioco non è localizzato in italiano, solo gli anglofoni coglieranno le battute. Molti dei personaggi si lanciano in esclamazioni o urla di battaglia decisamente buffe: “Gymnastics!” urla un nemico entrando in scena con una capriola, mentre lo scagnozzo occasionale guarda nel baratro in attesa di esserci calciato dentro chiedendosi “Dove sono finite le mie chiavi?!”. Gli stessi Billy e Jimmy fanno la figura di due tipi in gamba ma un po' scemotti, come quando colpiscono gli avversari con mazze da baseball dicendo “Touchdown!” e “Hole in One!” (che poco c'entrano con lo sport in oggetto), o ancora quando spaccano delle lapidi a suon di Desecratious! Cryptic! Tumular! (invece del surfistico “Tubular”). Lo stesso Skullmageddon è un idiota ultraterreno, che urla preoccupato “Hey, quei cosi costano!” quando gli spacchiamo i monitor della base, o che addirittura ci dà consigli e ci invita a continuare a giocare se mettiamo in pausa durante gli scontri con lui, esortandoci a non andare a leggere i trucchi su internet. L'umorismo permea anche il lato visivo del gioco, ed una delle trovate più clamorose (che non sveliamo) si basa proprio su un famoso refuso della vecchia conversione NES di Double Dragon 3, dove i due protagonisti venivano chiamati Bimmy e Jimmy. Persino la parte finale è decisamente sopra le righe, e va vista per poterci credere.
La longevità del gioco è buona per un titolo del genere: nonostante ci siano solo 10 livelli, arrivare in fondo non sarà facile (già dal livello 6 le cose iniziano a farsi complicate) e capiterà che dovremo ripetere più volte gli stage per accumulare potenziamenti: anche quando si fallisce i power-up accumulati verranno salvati facilitandoci la progressione. Inoltre abbiamo ben tre diverse difficoltà, due delle quali vanno sbloccate finendo il gioco. Certamente alcuni non apprezzeranno questa scelta, ma potenziare il personaggio ad una prima tornata è praticamente necessario per affrontare il gioco ai livelli superiori, dal moneto che sono davvero tosti e richiedono un certo grinding. Ovviamente c'è la possibilità di giocare in due, con tanto di mossa high-five (dammi il cinque) che se ben eseguita attiva il riequilibrio dell'energia o il moltiplicatore dei danni (una versione ridotta di quello che avviene schivando gli attacchi al momento giusto). C'è anche la possibilità di resuscitare il compagno morente al prezzo di poca energia; questa simpatica mossa è rappresentata visivamente dalla celebre “matita che riavvolge la musicassetta” classico trucchetto che si utilizzava all'epoca dei nastri magnetici. Purtroppo attualmente il multiplayer è possibile solo in locale sulla stessa console: Wayforward ha parlato di una futura patch per poter fare i “doppi” anche online, ma per ora l'unico modo di giocare con un amico è andare fisicamente a casa sua, proprio come ai bei vecchi tempi. Quando si dice il revival anni'80 fino in fondo.
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Le vecchie volpi di WayForward mettono mano ad un brand leggendario stravolgendolo, e già solo questo sarà sufficiente a dividere le opinioni del popolo giocante. Anche se siamo fan sfegatati dell'originale Technos e crediamo che il miglior remake ufficiale resti l'eccellente Double Dragon Advance, questa nuova rilettura occidentale non ci è affatto dispiaciuta. Nonostante infatti alcune pecche che i game designer giapponesi non avrebbero mai commesso (principalmente riguardo il flusso di gioco e i tempi morti), DD Neon offre un combat system articolato, profondo, con crescita del personaggio ma soprattutto una fisicità degli scontri estremamente appagante, ovvero il fulcro di ogni picchiaduro che si rispetti. Alcuni storceranno il naso per il nuovo stile audiovisivo, ma a ben vedere l'estetica da comic book è estremamente curata e le divertenti citazioni verso la cultura popolare anni'80 si sprecano. Un gioco destinato a dividere il pubblico dei fan, ma se lasciate i pregiudizi da parte avrete davvero di che divertirvi.
voto grafica8
voto sonoro9,5
voto gameplay8
voto durata7,5

Double Dragon Neon

Disponibile per: Xbox 360 , PS3
Double Dragon Neon Xbox 360 Cover
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