Recensione Doom VFR

Preparatevi a trasferire la vostra coscienza in un cyborg
Marco Del Bianco Di Marco Del Bianco

Gli FPS sono un genere che, concettualmente, si presta perfettamente al passaggio in VR. Bethesda poi, pare essere in prima linea nel sostenere questa periferica. Ovvio risultato di queste due premesse è l'approdo sugli scaffali di questa versione di Doom, totalmente votata alla realtà virtuale. La storia e le ambientazioni prendono il là dalle versione Ps4 uscita nel 2016, ma stiamo parlando di un'avventura totalmente nuova e non di un'adattamente VR di quanto precedentemente uscito. La storia parte con la vostra... morte! Dopo di che, la vostra coscienza viene caricata su di un server e da qui in un cyborg. A questo punto parte la battaglia contro le forze demoniche, con la solita pletora di nemici, armi esagerate e una buona quantità di splatter.

Doom VFR - Immagine 1
Doom VFR - Immagine 2
Doom VFR - Immagine 3

Doom puo' essere giocato sia con i Playstation Move che con il dualshock. La seconda opzione garantisce sicuramente un'esperienza di gioca più simile ai classici fps, con il movimento controllato dalla leva analogica. Contemporaneamente il puntamento è reso più semplice ed intuitivo dal visore, poichè è con quello, guardando nella direzione del vostro bersaglio, che fisserete il mirino. Sicuramente un vantaggio per i giocatori, come il sottoscritto, che non sono mai stati dei fulmini di guerra nel regolare il tutto con le due leve analogiche. La prima opzione, l'uso del move, è più affascinante, in ottica realtà virtuale, ma sicuramente più scomoda, per quanto concerne i movimenti. L'assenza delle leve, costringe a muoversi a scatti con la croce direzionale. Non il massimo, in un gioco frenetico come Doom.

La realizzazione tecnica è buona, come era lecito aspettarsi da Bethesda e dalla qualità media delle sue realizzazioni, Skyrim Vr su tutte. La frenetica azione di Doom scivola piacevole sui vostri visuri e, rispetto ai primi titoli usciti per VR, si vede che gli sviluppatori ci stanno prendendo decisamente la mano anche in termini di risoluzione e di resa grafica.

Uno dei pochi ma evidenti difetti  di questo capitolo è la lunghezza relativamente limitata. L'azione è avvincente ma i livelli non sono moltissimi. Dopo non troppe ore si rischia di esser già arrivati alla fine, proprio quando invece ci si cominciava a far prendere. La cosa non è particolarmente piacevole ma se vogliamo era immaginabile, se non altro per il fatto che il Doom VFR non è stato posto in vendita ad un prezzo pieno.

Infine una nota di costume, che non puo' mancare parlando di questo titolo. Come mai VFR? Come insegna il rasoio di Occam, è inutile fare tante congetture: se la prima cosa che avete pensato è "the F word"...bhè, ci avete preso.

Non vi resta che indossare il vostro Playstation Vr e immergervi, nel senso più letterale del termine, nelle atmosfere di Doom.

7
Doom VFR ha due fondamentali punti a proprio favore. Il primo è che è un titolo che si cala perfettamente nella realtà del VR, con una realizzazione tecnica di buona qualità. La seconda è che rende il genere FPS più facilmente accessibile anche a chi non ci si è mai dedicato assiduamente. Questo non vuol dire che sia semplice o semplicistico ma che l'utilizzo del caschetto, semplificando le dinamiche di puntamento, consente di avere dimestichezza coi comandi fin dalla prima partita, anche a chi non ha molta esperienza nella gestione degli assi con le leve analogiche. Il tutto innestato su un solito gameplay che risulta solo parzialmente strozzato da una longevità non eccelsa. Il titolo è uscito quasi come low cost e quindi si accetta anche non abbia la profondità di un titolo tripla A. Diciamo che è un buon inizio, al quale ci aspettiamo Bethesda dia un succoso seguito.