Recensione Darkwatch

Il Western diventa horror grazie a Ubisoft.
Andrea Casetti Di Andrea Casetti(26 ottobre 2005)
Esattamente come il genere racing, che contempla due sottogeneri ben distinti tra di loro (per intenderci, il genere arcade e quello simulativo), allo stesso modo altre categorie di giochi possono avere lo stesso tipo di suddivisione: basti pensare al dualismo FIFA-Pro Evolution Soccer, a quello tra i gli altri sportivi della EA con i vari ESPN, nonché agli sparatutto in soggettiva, ripartiti tra strategici e non.
Giusto per fare un esempio, alla prima classe appartengono Call of Duty e Brothers in Arms, mentre alla seconda si annoverano Halo, Serious Sam e questo Darkwatch, un titolo che si scosta dall'ormai inflazionata ambientazione nella seconda guerra mondiale per far propria l'atmosfera, seppur atipica, del far west.
Darkwatch - Immagine 2
Non poteva mancare il fucile da cecchino, nemmeno nel XIX secolo
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Questa buggy è un po' strana da guidare... D'altronde le auto non erano ancora state inventate
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Tutte le armi hanno un manico con tanto di lama per gli attacchi ravvicinati
Assalto maledetto
La storia narra di un tal Jericho Cross, un bandito vissuto alla fine del XIX, il quale campava assaltando i vari treni che scorrazzavano per l'Arizona. Tuttavia, guidato dalla sua cieca avidità, non si accorse che il treno che stava abbordando era un tantino fuori dalla norma: a parte l'aspetto a dir poco inquietante, la presenza di esseri che poco hanno di naturale (gli scheletri) avrebbero dovuto far suonare il classico campanello d'allarme nella testa del nostro protagonista. Invece nulla: arrivato alla cassaforte del treno piazzò beatamente l'esplosivo e, invece di trovarci il classico carico d'oro, liberò così un potente demone di nome Lazarus.
La gratitudine del mostro si manifestò con l'uccisione del bandito e la sua trasformazione in vampiro, con tanto di poteri soprannaturali.

Anacronistico
A questo punto conoscerete Cassidy, un membro della Darkwatch, ovvero un'antica organizzazione che opera per garantire la sopravvivenza della razza umana dai poteri del male. Inutile dire che vi verrà imposto di rimediare al disastro combinato sconfiggendo Lazarus e il suo esercito di non-morti, ma per far ciò verrete sottoposti anche a una sorta di test di ingresso, giusto per saggiare le vostre capacità.
Quella appena descritta è la trama di Darkwatch, uno sparatutto in prima persona che fa dell'azione frenetica il suo cavallo di battaglia. Tuttavia non bisogna lasciarsi ingannare dal periodo storico di ambientazione: se la tecnologia dell'epoca lascia presagire alla presenza di pistole, fucili e poco altro, in realtà non bisogna dimenticare che farete parte della Darkwatch, la quale ha sviluppato un arsenale che nulla invidia a quello degli odierni marines: oltre alle pistole automatiche e alle doppiette potrete infatti impugnare fucili da cecchino e lanciarazzi, ciascuno dei quali dotato di un'affilatissima lama sul manico, particolarmente negli scontri ravvicinati e per risparmiare munizioni.

Soprannaturale
Come insegna la recente tradizione degli sparatutto, vi toccherà scegliere di quali armi dotarvi, in quanto potrete portarvene appresso solo due per volta. Va inoltre detto che le munizioni non sono mai abbondanti, quindi la scelta sarà spesso obbligata per privilegiare la sputafuoco maggiormente reperibili nel livello affrontato.
Tra l'arsenale utilizzabile figura anche una sorprendente dune buggy (con tanto di artiglieria sulla capote), nonché le classiche postazioni di mitragliatrici, anche se saranno disponibili solo nei livelli conclusivi.
Ma a tutta questa potenza di fuoco vanno aggiunti i poteri soprannaturali conferitevi dalla trasformazione in vampiro: l'occhio di sangue che svolge lo stesso compito dei visori notturni, lo scudo ematico che vi protegge dal fuoco nemico e altri quattro poteri, sbloccabili a seconda del vostro comportamento lungo l'evoluzione della storia.
Darkwatch - Immagine 5
Alla luce del sole i vostri poteri sono limitati
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Ed ecco il momento in cui deciderete se essere buoni o cattivi
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Questa sorta di radiografia è l'analogo della visione notturna
Questione di coscienza
Lungo il vostro pellegrinaggio, infatti, vi capiterà di incontrare delle anime di innocenti intrappolate dal nemico. A voi spetterà la scelta di liberarle (operando come “buono”), oppure di darle il colpo di grazia (agendo così come “cattivo”). A seconda delle azioni compiute verranno sbloccati e potenziati alcuni poteri piuttosto che altri, ma gli sviluppatori hanno trovato il modo per penalizzare l'indecisione: tali poteri si incrementano solo scegliendo sempre la stessa “sponda”, mentre una continua alternanza tra il bene e il male non porta da nessuna parte. Va inoltre detto, però, che tali forze non sono determinanti, in quanto la loro potenza non è tale da renderli indispensabili.
Queste capacità aggiuntive, inoltre, non saranno sempre disponibili: i (pochi) livelli alla luce del giorno, oltre a dare un minimo di varietà alla palette cromatica delle ambientazioni, vi priveranno di ogni dote sovrumana, rendendo particolarmente complicate le cose.

Costanza
Tecnicamente questo Darkwatch si presenta bene: la grafica è piuttosto curata e bella a vedersi, con un frame rate inchiodato sui 60 fps e capace di non mostrare cedimenti nemmeno nelle fasi più concitate, condite inoltre da fuoco e fiamme, effetti particellari e luminosi piuttosto ben fatti.
Anche i mostri godono di un buon livello di dettaglio e, grazie al motore Havok 2, vi sarà possibile dilaniarli in differenti modi, staccandogli un braccio o la testa a suon di fucilate.
Nemmeno l'AI fornisce uno spunto per criticare il lavoro svolto da High Moon Studios: i nemici armati cercano spesso riparo dai vostri colpi, mentre quelli equipaggiati con armi bianche tentano di zigzagare per non essere abbattuti troppo facilmente.

DarkHalo?
Ma il punto forte di questo Darkwatch è il sistema di controllo: la mappatura riprende in toto quanto ben sperimentato da Halo, proponendo così un modello collaudato e ben assimilato. Ma anche la risposta ai comandi è ben ricreata, tanto da rendere agevoli le sparatorie anche in assenza di mira assistita.
Tuttavia la mancanza di originalità si vede anche in un altro aspetto: lo schermo protettivo, infatti, lavora allo stesso modo di quello del titolo targato Microsoft.
Un altro disappunto lo generano una certa ripetitività delle ambientazioni e la campagna in single player, non così incisiva come in altri titoli del genere.
Il tutto è però riscattato dal multiplayer online, in cui ci si può sparare a vicenda in gruppi di 16 giocatori, nelle classiche modalità deathmatch, team deathmatch, capture the flag e soul hunter (dove si deve vagare per le ambientazioni in cerca di sangue).
Per concludere, Darkwatch è un buon sparatutto in prima persona che, anche se non propone granché di prettamente originale, fa della realizzazione tecnica il suo cavallo di battaglia. Consigliato agli amanti del genere.
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Quello è Lazarus, il demone liberato maldestramente
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Gli effetti luminosi e particellari sono ben fatti
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Le ambientazioni sono talvolta caratteristiche
7,5
Darkwatch si ambienta nel far west, dove vengono trapiantati l'arsenale tipico dei giorni d'oggi e le creature demoniache degli horror. Un comparto tecnico davvero convincente, un'azione frenetica e una risposta ai comandi esemplare sono le caratteristiche principali di un titolo, che però pecca in originalità: vari aspetti sono presi in prestito da Halo, mentre ben poco di innovativo è stato proposto. Le modalità in multiplayer, con tanto di opzioni Live, riscattano appieno la campagna single player, forse non troppo incisiva. In conclusione, un titolo che gli appassionati del genere devono avere, mentre gli altri possono indirizzarsi su Halo.
voto grafica7,5
voto sonoro7,5
voto gameplay7,5
voto durata7,5
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