Recensione CSI: Prova Schiacciante

La scoperta della verità è nelle tue mani.
Fabrizio Cirillo Di Fabrizio Cirillo(19 ottobre 2007)
Mentre su Italia 1 la squadra scientifica per antonomasia “festeggia” il ritorno del protagonista indiscusso della serie (parliamo di Gill “William Petersen” Grissom), Ubisoft ci propone per la quarta volta (quinta se si tiene conto dello spin-off Miami) di mettere alla prova le nostre capacità investigative al fianco di Warrick, Catherine e di tutti gli altri membri del gruppo CSI di Las Vegas. Il risultato prende il nome di CSI Prova Schiacciante, titolo disponibile anche in Italia sia su PC che console già da qualche giorno.
CSI: Prova Schiacciante - Immagine 1
Menu semplice ed essenziale
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Il PDA rigorosamente griffato sarà molto utile per accedere rapidamente a tutte le opzioni del gioco
CSI: Prova Schiacciante - Immagine 3
Tipico filmato in puro CSI Style
Colpevole in tre mosse
Sviluppato ancora una volta dal team Telltale Games, Prova Schiacciante prosegue come detto la serie di avventure investigative punta e clicca dedicate alla più celebre delle squadre CSI. Anche in questa occasione, al giocatore è affidato il compito di vestire i panni dell'inesperta recluta di turno e di “superare” la diffidenza dell'inflessibile Gill Grissom risolvendo cinque diversi casi di omicidio (o presunti tali).
A prescindere dalle ovvie quanto impercettibili differenze sotto il profilo del gameplay, è chiaro che l'impostazione generale di CSI Prova Schiacciante ripropone in tutto e per tutto gli stessi elementi cardine dei precedenti capitoli della serie.
Ci troviamo infatti a “gestire” una situazione che prevede ancora volta il vostro impiego “a tempo pieno” all'interno della squadra scientifica di Las Vegas, con il compito di risolvere i casi propostici al fine di raggiungere una valutazione sul campo tale da ottenere il definitivo accesso a questo particolare gruppo d'elite.
All'atto pratico, ricevute le istruzioni del caso e raggiunta la scena del crimine, il giocatore potrà di fatto muoversi liberamente (limitatamente alle “barriere” tipiche dal genere punta e clicca) all'interno dell'intera locazione di gioco al fine di raccogliere indizi, deposizioni e prove utili alla risoluzione stessa del caso.
Come ogni episodio di CSI che si rispetti e sulla falsariga di quanto già visto nei precedenti capitoli firmati Ubisoft, la maggior parte degli indizi presenti in ciascuna scena dovranno essere “notati” affidandosi quasi esclusivamente al proprio colpo d'occhio ed al completissimo armamentario tecnologico a disposizione (dal celebre Luminol al Microsil passando per le immancabili pinzette milleusi), indizi che potranno poi essere “incrociati” o elaborati in separata sede in modo da accedere ad informazioni altrimenti impossibili da ottenere.
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Eccoci sulla prima scena del crimine
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L'immancabile cassetta degli attrezzi che ogni poliziotto della scientifica degno di questo nome dovrebbe possedere
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Il sistema di analisi digitali è stato leggermente rivisto al fine di aumentare il fattore di sfida
Il laboratorio rappresenta dunque il secondo “fattore perno” attorno al quale gravita CSI Prova Schiacciante. La fase di analisi e ricerca è infatti fondamentale nonché propedeutica al gioco stesso, visto che solo ed esclusivamente attraverso la comparazione delle impronte, all'analisi del DNA ed alle ricerche speciali sul database della polizia sarà poi possibile ottenere gli elementi necessari per convincere il detective Jim Brass ad emettere i mandati necessari (sia di comparizione che di perquisizione) per accedere ad aree di gioco altrimenti inaccessibili (o peggio ancora sconosciute). Ed è sempre attraverso il laboratorio, e più precisamente grazie alle doti certosine del dottor Robbins, che sarà possibile procedere all'autopsia della vittima di turno, operazione che consentirà non solo di conoscere le generalità della vittima, ma soprattutto di ottenere dettagli fondamentali per la risoluzione stessa del caso.
Terminata la fase di raccolta ed analisi delle prove, saranno infine le deposizioni dei vari sospettati, realizzate tramite dialoghi multi opzione di Monkeyislandiana memoria, ad escludere o viceversa rivelare il vero –o la vera- responsabile del delitto, il tutto ben sapendo che per incastrare un qualsivoglia sospettato sarà necessario determinare la cosiddetta “trinità delle prove” (il sospettato, la scena del crimine e la vittima) in grado di inchiodare il responsabile del delitto oltre ogni ragionevole dubbio.
Assicurato finalmente il colpevole alla giustizia, non resta altro che prendere atto della valutazione tecnica (e numerica) sul proprio operato ad opera di Gill Grissom, basata questa volta non più esclusivamente sul numero di indizi raccolti (in questa specifica occasione conteranno anche quelli assolutamente inutili ai fini della risoluzione del caso) e di aiuti richiesti al partner di turno, ma anche sulla quantità di insetti recuperati nel corso del gioco e verso i quali il buon Grissom dimostra sempre un certo interesse. Sebbene assolutamente insignificanti ai fini della modalità principale, tali insetti saranno poi necessari per accedere ad interessanti “Oggetti bonus” ispirati alla serie, visionabili in qualunque momento attraverso il consueto menu degli sbloccabili.
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Alcune verifiche potranno essere verificate on site grazie alla macchina laboratorio
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Il dottor Robbins sarà ancora una volta determinante nella soluzione di ogni caso...
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...al pari ovviamente del detective Jim Brass della omicidi
Nulla di nuovo, o quasi, all'orizzonte
Effettivamente rispetto al precedente capitolo poco o nulla è cambiato. Anche in questa occasione il titolo edito da Ubisoft presta il fianco a non poche critiche sul fronte della longevità e del gameplay, questo a causa di una struttura di gioco talmente rigida da non prevedere alcuna variazione al solito “rimbalzo” forzato da una locazione ad un'altra alla continua ricerca di indizi. A poco o nulla servono poi le impercettibili modifiche apportate per l'occasione, incapaci di fatto di incrementare in qualche modo il livello di sfida proposto dal gioco, che salvo sporadici “intoppi” è in grado di garantire non più di sei-otto ore di gioco complessivo.
Il problema più grosso di CSI Prova Schiacciante resta di fatto lo stesso dei precedenti capitoli della serie, ovvero la presenza di enigmi talmente semplici anche al livello di difficoltà più elevato, al punto da non garantire un livello di sfida degno di questo nome.
Tecnicamente parlando le cose non sembrano molto dissimili da quanto sopradescritto. Anche CSI Prova Schiacciante si appoggia infatti ad un comparto grafico datato, offrendo nello specifico un'interfaccia di gioco decisamente essenziale (per quanto funzionale allo scopo) e personaggi fin troppo “plasticosi” e mai realmente credibili. Decisamente meglio la valutazione per ciò che concerne il comparto audio, con le voci degli attori originali della serie a mitigare l'assenza dei dialoghi nella nostra lingua (presenti comunque i sottotitoli), e soprattutto il sistema di controllo, tanto semplice ed intuitivo quanto diretto e preciso durante l'azione vera e propria. In ultimo è doveroso segnalare la presenza dei classici filmati d'intermezzo in FMV, così come le splendide sequenze delle ricostruzioni ad opera del dottor Robbins tratti dall'omonima serie vista in TV.
6
Nell'era dei poligoni e degli effetti speciali ultrarealistici, ci sono ancora titoli che prediligono la via dell'intelletto. La saga di CSI potrebbe diventarne senza ombra di dubbio il migliore esponente, sempre che riesca a scrollarsi di dosso alcuni fastidiosi “retaggi” che ne compromettono fortemente il giudizio finale. Anche Prova Schiacciante, infatti, presenta i medesimi pregi ed ahimé anche i difetti dei precedenti capitoli della serie, incapace com'è di offrire un fattore di sfida adeguato per un gioco che fa proprio dell'elemento “riflessivo” il proprio punto di forza. Ancora un titolo sufficiente, insomma, in attesa di qualche “colpo di scena in linea” nel prossimo futuro.
voto grafica5,5
voto sonoro6
voto gameplay6,5
voto durata5
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CSI: Prova Schiacciante

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