Recensione Counter-Strike: Condition Zero

Alessandro CossuDi Alessandro Cossu (13 aprile 2004)
Counter-Strike: Condition Zero - Immagine 1
Abbattere i mezzi volanti e tutto fuorchè facile!
DALLI AL TERRORISTA...!
...Posate pure la tuta di contenimento e il piede di porco. Ho mentito. Per HL2 c'e' da aspettare parecchio e quello che andiamo a scoprire oggi è il seguito del “Mod” (modification, ovvero una sorta di espansione) dello sparatutto online per antonomasia, Counter Strike, a sua volta nato da una costola di quello che, ancora oggi, funge da pietra miliare (forse ora un po' meno, con la venuta di Far Cry) nonché di paragone per il mondo degli FPS: Half Life. Che ci si creda o meno, Counter Strike, ancora oggi, con dati alla mano, è lo sparatutto online più giocato del globo. Una vastissima comunità di giocatori hanno contribuito al successo di questo titolo, creando nuovi livelli (in modalità singola o multigiocatore) sempre divertenti e appassionanti, alcuni dei quali al limite dello spettacolare. Oggi, la Valve ci propone un nuovo capitolo di una delle saghe antiterrorismo più famose, con un sottotitolo altisonante, Condition Zero, che francamente, neanche alla fine delle sessioni di gioco e dopo aver letto a fondo il manuale, sono riuscito a capire a cosa si riferisse...ma transeat!
Counter-Strike: Condition Zero - Immagine 2
Giornataccia,amico mio!
Counter-Strike: Condition Zero - Immagine 3
Oh!I miei vecchi,adorati pulsanti di HL!
Counter-Strike: Condition Zero - Immagine 4
Comincia a fare freddo,in effetti!
La trama del single player sembra, per la verità, poco più di un pretesto e si può riassumere in poche parole: nei panni di un agente, ora dei Seals, ora della SAS, saremo chiamati a sterminare questo o quel gruppo di terroristi facinorosi, in un discreto numero di missioni completamente slegate l'una dall'altra, fino all'inevitabile lieto fine. Al termine dell'installazione, spetterà a noi scegliere quale “eseguibile” far partire. Infatti, CSCZ installerà la versione multigiocatore e quella in singolo come due titoli distinti. Analizziamo quindi per prima quella in Single – Player, chiamata Deleted Scene, che mutua comunque la grafica e il sonoro dalla controparte multiplayer. Un pratico menù ci permetterà di settare i consueti parametri, quali comandi, audio e opzioni grafiche. Ovviamente, su questo settore, che andiamo ora a illustrare dettagliatamente, non aspettatevi chissà quali varianti. Il perché è presto detto: il giochino in questione è mosso dallo stesso motore che, in tempi lontani, mosse, ad esempio HL e Heretic 2: il Quake II engine! Avete letto bene, nessun errore: è lo stesso motore, tirato a lucido e ottimizzato per l'occasione, ma è sempre lo stesso, il cuore che vi batte dentro. Quindi, texture lontanissime dallo standard attuale e un numero di poligoni basso, al limite del catastrofico (sempre rispetto ai moderni parametri, ovviamente). Niente illuminazione in tempo reale, niente AA, nessuna delle amenità che pretendiamo oggi dai nostri titoli favoriti...senza contare che “mostri” quali Far Cry hanno ridisegnato uno standard altissimo per i videogames e accontentarsi, oggi, di qualcosa di meno è già di per se difficile...Quindi, un impatto visivo decisamente sottotono, imparagonabile con qualsiasi produzione degli ultimi 12 mesi e, in ogni caso, inferiore persino ai titoli che ho posto come riferimento, come il bellissimo e mai sufficientemente apprezzato Heretic II. Tuttavia, non lasciarsi scoraggiare è d'obbligo e bisogna sapere cogliere le note positive e i vantaggi di questo titolo.
Primo fra tutti, è giusto segnalare come, nonostante la “poca potenza” del motore, la realizzazione tecnica di CS è impeccabile: l'engine è sfruttato al massimo del suo potere, ogni texture e ogni poligono trasuda dell'impegno dei programmatori, per aver realizzato cosi tanto con cosi poco.

In secondo luogo, dobbiamo pur sempre ricordarci che, nonostante le 20 missioni disponibili per la modalità in gioco Singolo, CS è pur sempre un titolo escatologicamente votato al gioco in Rete (o in Lan) e quindi, grazie a dei requisiti minimi davvero bassi e una fluidità garantita in tutte le situazioni, anche le più concitate, con un pacchetto di dati di dimensioni relativamente ridotte, giocare in rete diventa un peso meno gravoso per qualsiasi tipo di connessione, anche per quelle analogiche.
Counter-Strike: Condition Zero - Immagine 5
Ecco i miei compagni di sventura
Counter-Strike: Condition Zero - Immagine 6
Diciamo che le texture non brillano in bellezza!
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