Recensione Copia originale

Una cinica visione della realtà
Roberto Vicario Di Roberto Vicario(6 febbraio 2019)

Siamo nella New York degli anni ‘90. Un metropoli che sta cambiando i suoi gusti, i suoi stereotipi, e in cui l'apparenza sta diventando qualcosa che a distanza di qualche anno (guardiamoci oggi) diventerà più importante di talento e capacità.

ESSERE O APPARIRE?

In questo incedere culturale Lee Israel è una scrittrice ormai in decadenza. Un volta sulla cresta dell'onda, ma senza mai voler apparire, la biografa viene abbandonata dal suo agente e da un pubblico che non sembra più interessato alla vita di personaggi celebri che non sono da copertina.

Caustica, misantropa e persino poco incline all'igiene, la Israel per pagare l'affitto e mantenere il suo gatto malato decide di mettere il suo enorme talento al servizio della truffa. Venuta a conoscenza dell'enorme traffico di denaro che circola tra i collezionisti di lettere scritte da personaggi famosi, inizia a creare dei falsi sfruttando la sue enormi doti di scrittrice. Presto l'FBI inizierà a sospettare qualcosa.

Copia Originale, diretto da Marielle Heller, è la trasposizione cinematografica di “Can You Ever Forgive me?” biografia scritta dalla stessa Lee Israel nel 2008. Una donna unica, portavoce di un movimento che ha sempre preferito far parlare il proprio talento, più della sua stessa figura.

Copia originale - Immagine 1

L'ingrato compito di portare sul grande schermo una figura femminile così complessa e sfaccettata è toccato alla bravissima Melissa McCarthy. Diciamo bravissima perché, uscendo dalla sfera tipica della commedia, compie un'incredibile trasformazione (anche estetica) mostrando agli occhi dello spettatore una componente drammatica finora rimasta in ombra. Una recitazione che valorizza il personaggio della Israel, che riesce a far trasparire l'irrequietezza verso il mondo esterno, ma allo stesso tempo a far sorridere in più di un'occasione.

In tutto questo si incastona perfettamente il rapporto furibondo ma sincero con Jack Hock, l'unica persona che apparentemente riesce a rompere la barriera protettiva della Israel, guadagnandosi la sua fiducia. Interpretato da un Richard E. Grant con perfetto accento inglese, il suo personaggio è il contraltare della Israel: gay, libertino e in grado di godersi la vita. Un duetto che diventa a tutti gli effetti il cuore pulsante della visione e che serve agli sceneggiatori per raccontare le difficoltà di una donna che non vuole accettare il cambiamento, che sceglie di vivere la sua vita secondo le sue regole, fregandosene di quello che impone la società per poter diventare “scrittori famosi”. I due attori trovano un'incredibile sinergia e questo aiuta anche la pellicola a far superare brillantemente un ritmo che è, prevedibilmente, tutt'altro che vivace. Anche perché, sebbene siano coinvolte truffe e FBI, il film ha poco a che spartire con thriller e derivati, puntando con maggiore decisione sulla biopic intimista. Una scelta vincente, dato che la McCarthy si carica sulle spalle un compito difficilissimo, ma allo stesso tempo perfettamente realizzato.

Ci sono tanti messaggi in Copia Originale, tante critiche ad una società e ad alcuni ambienti di lavoro che indubbiamente chiedono di apparire prima ancora di essere. Tutto questo è raccontato con malinconica ironia e sferzante cattiveria. Perché in fondo molti di noi, oggi, possono riconoscersi in quel personaggio così controverso; possono intravedere similitudini che fanno male ma che raccontano con estrema lucidità un 2019 che non è così diverso da quel 1991. Riconoscersi in quella disprezzabile e allo stesso tempo amorevole “ribelle” della Israel, è qualcosa che fa stare bene.

Copia originale - Immagine 2

Copia Originale è uno spaccatto irriverente, intelligente e mai banale sulle enormi differenze che intercorrono tra l'essere e l'apparire. Probabilmente la miglior performance di sempre della McCarthy, che rende il suo personaggio, Lee Israel, così controverso e particolare da riuscire persino a farsi volere bene. Una biopic scritta e diretta con consapevolezza e capacità, che merita di essere vista, fosse solo per gli splendidi dialoghi tra la McCarthy e Grant.

Copia originale

Copia originale Cover
  • Titolo Originale: Can You Ever Forgive Me?
  • Regia: Marielle Heller
  • Nazionalità: USA
  • Distributore: 20th Century Fox
  • Genere: Biografico, Commedia, Drammatico
  • Durata: 106 min.
  • Data di uscita: 28 febbraio 2019
  • Cast: Melissa McCarthy, Anna Deavere Smith, Julie Ann Emery, Richard E. Grant, Dolly Wells, Joanna P. Adler, Marc Evan Jackson, Christian Navarro, Alice Kremelberg, Jane Curtin
Empire
Russian Doll

4

Russian Doll

Morire un'infinità di volte può aiutare a comprendere la vita?

The Passage
The Passage

Può una bambina di dieci anni salvare l'intera umanità?

Sex Education
Sex Education

Sesso, scuola e indie rock

Star Trek: Discovery
Star Trek: Discovery

La seconda stagione parte subito con il botto!

Butterfly
Butterfly

La storia di una bambina transgender raccontata con tatto e delicatezza

Empire
Mamma + Mamma
Mamma + Mamma

La storia (vera) di un amore in grado di realizzare i desideri

Dragon Ball Super: Broly
Dragon Ball Super: Broly

Dal 28 febbraio nei cinema arriva il nuovo film della saga dei Saiyan: "Dragonball Super: Broly".

La paranza dei bambini
La paranza dei bambini

Un triste racconto di vita vera...

La paranza dei bambini

2

La paranza dei bambini

La perdita dell'innocenza dei paranzini di Claudio Giovannesi conquista la Berlinale

10 giorni senza mamma

2

10 giorni senza mamma

La guerra, in casa