Tiscali

Recensione Company of Heroes 2: The Western Front Armies

Relic (ri)apre il secondo fronte... in Europa!
Marco Modugno Di Marco Modugno(25 giugno 2014)
iente di nuovo sul fronte occidentale. La Relic, salvata in corner dalla Sega dopo il fallimento THQ, mantiene fermo lo schema di gioco dei precedenti capitoli, modificando poco o niente nell'impostazione generale di questo supplemento stand alone destinato in esclusiva ai giocatori online. Avete letto bene. Il nuovo capitolo della saga strategica dedicato al combattimento meccanizzato sui fronti della Seconda Guerra Mondiale è riservato al pubblico amante delle sfide in rete, mancando del tutto una campagna single player presente, invece, nel precedente titolo principale ambientato sul fronte russo.
La mancanza di una trama si sente, specie se si appartiene alla compagine tutt'altro che esigua dei giocatori occasionali, poco inclini al lanciarsi a testa bassa sui server popolati da monomaniaci dal grilletto facile, pronti ad asfaltare i neofiti senza fare prigionieri. Ma bisogna rassegnarsi al fatto che, trattandosi di un titolo commercializzato a una ventina di euro concepito come una grossa espansione del precedente, con la possibilità però di essere giocato senza possedere una copia di CoH2, non si poteva forse davvero chiedere di più agli sviluppatori.
Company of Heroes 2: The Western Front Armies - Immagine 1
Mostrare il retro del carro in quel modo è un'extrema ratio pericolosa!
I contenuti, fermo un motore grafico ormai collaudato che, pur senza stupire con novità eclatanti nonostante gli anni trascorsi, riesce ancora a tenere banco alla grande con effetti, esplosioni e texture animate che temono pochi confronti (il dettaglio è notevole, basta guardare lo scudetto delle Screaming Eagles della 101ma Aviotrasportata in uno degli screenshots per rendersene conto), e un comparto sonoro che fa il suo dovere senza candidarsi all'Oscar, sono adeguati alle aspettative.
Il fronte orientale, a quanto si legge in giro, non pare aver ricompensato adeguatamente in termini di vendite la Relic, con il gioco fermo sotto le settecentomila copie vendute, e che aveva dato luogo a parecchie polemiche proprio in Russia per l'approccio intrapreso dagli sviluppatori nei confronti del comportamento sul campo delle forze sovietiche.

Passi in effetti per la riproduzione ingame degli effetti dell'ordine 227 di Stalin che consentiva ai commissari politici di aprire il fuoco su chi si fosse ritirato senza un ordine esplicito, ma vedere soldati russi che danno fuoco alle isbe piene di loro civili, o che passano al lanciafiamme le loro stesse truppe mentre distruggono un deposito di carburante, in effetti, pare un attimino troppo stereotipato e molto poco rispondente alla verità storica che vede l'Armata Rossa come una forza armata altamente coesa e motivata, capace di ribaltare gli effetti di un conflitto che ai più sarebbe sembrato ormai perduto. Poco graditi dal grande pubblico, poi, sembrano essere stati gli effetti del clima russo sulle truppe. Trovate geniali come la possibilità di attirare una colonna corazzata sul ghiaccio e bombardare poi la superficie gelata facendolo spezzare e spedendo i carri nemici in una gelida, liquida tomba, o quella di dover far riposare negli edifici o accanto a un fuoco di bivacco le truppe appiedate per scongiurarne il congelamento, sono state (purtroppo) completamente abbandonate.
  • Company of Heroes 2: The Western Front Armies - Immagine 2
    Se il tedesco non si briga a far avanzare la riserva, si mette male...
  • Company of Heroes 2: The Western Front Armies - Immagine 3
    Le "aquile urlanti" piombano sull'obiettivo... anche un po' troppo!
  • Company of Heroes 2: The Western Front Armies - Immagine 4
    A questa distanza è difficile sbagliare il colpo.

Un po' perché lo scenario dell'Europa Occidentale presenta rigori climatici meno estremi (non che le Ardenne in dicembre siano un posto caldo, per la verità...) e un po' per riportare l'attenzione dei giocatori sulla tattica bellica in senso stretto, eliminando strada facendo ogni orpello e riportando, in qualche modo, il calendario indietro al 2006, anno di uscita del primo CoH. Non è detto che la cosa sia necessariamente un male, questo è vero, e comunque la novità introdotta con la possibilità di servirci di lanci di paracadutisti dietro le linee avversarie riesce quasi a farci scordare di quante soddisfazioni siamo riusciti a regalarci sfruttando i rigori del “generale inverno” a nostro favore.

L'esercito americano, visto in quest'ottica, rappresenta certamente la novità più interessante. Dotato fin dall'inizio di un'imponente e articolata macchina da guerra, trattandosi di uno scenario che inizia a 1944 inoltrato, cioè a meno di un anno dalla fine del conflitto, a differenza della lunga campagna sul fronte Est, l'apparato bellico statunitense che, alla vigilia dell'operazione Overlord che lo avrebbe visto sbarcare in Normandia, contava già un milione e mezzo di unità, regala un ventaglio di opzioni davvero interessante. Le novità più grandi, come in parte già detto, sono rappresentate dalle unità aviotrasportate, che possono essere paracadutate dietro le linee nemiche per prendere l'avversario di sorpresa, o assalire posizioni che non sono conquistabili con assalti tradizionali, e dal fatto che la base americana, invece di dover essere costruita un po' alla volta, è piazzata tutta intera fin dall'inizio, consentendo anche al neofita di concentrarsi fin da subito sugli sviluppi tecnologici e sullo schieramento delle unità combattenti.
Company of Heroes 2: The Western Front Armies - Immagine 6
Americani accerchiati. Il tiro al piccione può iniziare.
La maggiore mobilità e la presenza di un numero più elevato di fanteria degli americani è compensato da parte tedesca dalla potenza di fuoco e dalla robustezza dei carri medi e pesanti in dotazione all'Oberkommando West (la w si pronuncia dura, come la nostra v, mi raccomando), oltre che sulla possibilità di spiegare la base con estrema flessibilità grazie ad appositi camion trasporto che permettono rischieramenti veloci un po' dovunque, purché vicino ad un punto da conquistare. Completano il quadro a disposizione del comandante tedesco alcuni gadget che sanno molto di armi segrete, come il carro dotato di un primitivo rivelatore a infrarossi che riuscirà a vedere anche dove normalmente non si potrebbe, regalando un vantaggio in termini di tempestivo avvistamento delle minacce nemiche.

Mentre chi possiede solo questo nuovo capitolo stand-alone dovrà limitarsi alle ventitre nuove mappe disponibili, oltre a quelle rilasciate dagli utenti in rete, e ai due nuovi eserciti, chi ha a disposizione anche il precedente titolo principale potrà dilettarsi in scontri online cui partecipino anche le altre due compagini, cioè i sovietici e i tedeschi della blitzkrieg nella steppa, equipaggiati in modo più leggero ma anche dotati di maggiore mobilità di quelli impegnati nella difesa della Festnung (Fortezza) Europa.

In conclusione, nonostante chi come me ha amato le nuove feature portate dal motore Cold Tech alla campagna russa se ne senta ora in qualche modo orbato (capisco però che immaginare bocages carnivore e sabbie mobili mangia carri in Francia sarebbe stato un po' ardito...), i venti euro sono decisamente ben spesi. Anzi, se si perdona un sistema di match making e soprattutto di match recovery ancora tutt'altro che perfetto, si potrebbe dire che, eliminato qualche eccessivo osticismo e certi eccessi superflui di violenza che nulla aggiungevano in termini di divertimento, TWA sia decisamente più adatto del suo predecessore ad un pubblico di neofiti. Il panorama dei concorrenti, poi, presenta un orizzonte talmente sgombro da indurci a promuovere senza troppe riserve questa nuova uscita. Sapete dove trovarci... Botola di torretta sigillata. Caricare perforante controcarro. Formazione a cuneo stretta. Panzer, marsch!
Company of Heroes 2: The Western Front Armies - Immagine 7
Il massimo del multiplayer si ottiene coinvolgendo tutti e 4 gli eserciti.
7,5
Diversa prospettiva. E' questa la differenza che si coglie maggiormente, considerando il gameplay di COH2 e poi quello di questo nuovo capitolo TWA. E non solo per l'assenza, in questo ultimo caso, di una storia single player con una trama vera e propria, sostituita da una serie di missioni e scenari da combattere online. Il senso di catastrofe, massacro senza fine, scontro finale tra ideologie della morte e del male provato giocando al titolo ambientato sul fronte russo, reso più opprimente dai morti congelati, dai civili bruciati con i lanciafiamme, dai carri sprofondati nel ghiaccio con gli equipaggi urlanti a bordo, si stempera invece in questo nuovo episodio. La guerra, a colpi di bombe, mitraglia e fuoco si capisce comunque che è una gran porcata, intendiamoci, e a patto di non essere già dei sociopatici candidati ad una carriera da assassini seriali, non è certo giocando a CoH che diventerete dei futuri emuli dei killer di Columbine. Però la sensazione rimane. Come se il conflitto combattuto nelle ridenti, verdi pianbure francesi e nelle foreste della germania occidentale sia meno estremo. Ovviamente non è così, ci sono stati morti a centinaia di migliaia su tutti i fronti. Però, un po' per l'approccio adotatto dalgi svilupaptori e un po', probabilmente, per il retaggio di parecchi decenni di cinema hollywoodiano che ci ha convinto dell'esistenza, in Europa Occidentale, di uan netta distinzione tra "buoni" e "cattivi", la sensazione rimane. Mah...
voto grafica7,5
voto sonoro7
voto gameplay7,5
voto durata8
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