Recensione Call of Juarez: Bound in Blood

La via del Far West è lastricata di Cattive Intenzioni.
Alessandro Cossu Di Alessandro Cossu(6 luglio 2009)
Il trend attuale, che vede sempre meno titoli “originali” e sempre più seguiti e prequel piombare sugli scaffali, non ha risparmiato neanche Ubisoft, che ha pensato bene di tirar fuori dal cilindro un nuovo capitolo di quella che si appresta a diventare una saga a tutti gli effetti. Call Of Juarez : Bound In Blood funge da prequel al controverso titolo uscito nel 2007 (Call of Juarez, appunto), e ci mostrerà la metamorfosi interiore dei due fratelli protagonisti del titolo Techland. Tuttavia, come da consolidata tradizione, partiamo dall'inizio, che è sempre la cosa migliore. Il gioco distribuito dalla stessa Ubisoft, si presenta nella consueta scatola stile DVD, all'interno della quale troviamo il disco di gioco (non più necessario dopo l'installazione), e un piccolo manuale interamente localizzato in Italiano. Il processo di “setup”, anche su una macchina che supera largamente i requisiti minimi - e consigliati- del gioco, è estremamente lunga : al termine dell'operazione, saremo chiamati a creare un profilo giocatore e settare, come di consueto, i vari parametri di gioco, quali dettagli video, audio, comandi et similia.
Il gioco inizia con un interessante filmato che ci mostrerà una scena drammatica : i due protagonisti sono faccia a faccia, armati e pronti a sparare. Una donna li divide e la voce fuori campo del fratello minore, William (una sorta di sacerdote dell'epoca) ci accompagna attraverso questo concitato momento. Uno sparo, un grido, lo schermo sfuma...ed entriamo in scena noi.
Call of Juarez: Bound in Blood - Immagine 1
Avremo la possibilità di utilizzare postazioni fisse : poco efficaci, ma coreografiche.
Call of Juarez: Bound in Blood - Immagine 2
Una riunione di famiglia : i fratelli McCall al completo.
Call of Juarez: Bound in Blood - Immagine 3
Con i cannoni potremo tirar giù oggetti in movimento, come le navi da fiume.
 
Ci troviamo nel pieno della Guerra di Secessione, nell'Agosto del 1864. I due fratelli McCall, Thomas e Ray, sono arruolati nei Dixies, ovvero nella Confederazione degli Stati Del Sud. Il panorama è quello di Gettysburg e Shiloh, contee devastate dalla guerra dove l'aria è resa acre dall'odore del fumo e del sangue. In questo primissimo scorcio di gioco, impareremo a conoscere Ray McCall. Primogenito di un agrimensore della Georgia, Ray avrebbe dovuto essere l'esempio per i suoi fratelli più piccoli. Il suo carattere, però, lo porterà a non riconoscere alcun tipo di figura autoritaria. Ray è il più forte dei tre fratelli : può trasportare oggetti pesanti ed è in grado di tirar giù le porte. Inoltre, ha un'ottima familiarità con gli esplosivi. Thomas McCall, secondogenito della famiglia, è più riflessivo e decisamente solitario. E' il più agile dei fratelli : può scavalcare ostacoli, usare il lazo per arrampicarsi, esperto di tiro con l'arco e maestro nell'uso dei coltelli.

Questa sommaria descrizione, non rende giustizia ai due protagonisti del gioco (senza contare William, il quale, comunque, funzionerà da mero Personaggio Non Giocante nonché da Narratore per tutta la durata della nostra avventura), caratterizzati in modo ottimale (sorvolando però sul doppiaggio in Italiano) e dal notevole carisma. Il primo livello funge da tutorial : durante uno scontro a fuoco molto violento contro gli Yankee, impareremo le peculiarità principali di Ray, la sua propensione all'uso della dinamite e delle doppie pistole. Successivamente, impersoneremo anche Thomas, scoprendo il piacere di arrampicarsi sui cornicioni con il Lazo e abbattere gli avversari con un coltello...al termine di tali missioni, invece, potremo di volta in volta scegliere con quale fratello affrontare la bagarre, lasciando l'altro alla IA del computer, IA che ci verrà in aiuto in particolari occasioni : per esempio, quando si tratterà di sfondare una porta e farci proteggere dal fuoco di copertura del nostro alleato. In virtù di tali situazioni (invero anche abbastanza frequenti), non abbiamo potuto fare a meno di domandarci una cosa : perché i programmatori non hanno pensato di inserire anche una modalità cooperativa,per la quale il titolo Ubisoft pare assolutamente perfetto? Domanda retorica, ovviamente, e risposta non necessaria. Peccato, però. Di contro, non possiamo non sottolineare come abbiamo gradito, e molto, oltre alla presenza di numerosi checkpoint, la possibilità di salvare a piacimento in ogni momento.
 
CoJ:BiB ci farà vivere tutti i momenti “classici” del cinema western : dai duelli (di cui parliamo più avanti) alle corse a cavallo, passando per assalti alla diligenza, in un crescendo d'azione che latitava non poco nel primo capitolo, a tutto vantaggio del divertimento. Potremo anche spostarci a cavallo, nonostante questi ultimi sembrino più delle moto con le orecchie che altro. Per avere ragione dei nostri nemici invero non proprio intelligentissimi, avremo a disposizione un arsenale non troppo vario ma che rispecchia in pieno “il parco macchine” dell'epoca : si va dai revolver a tamburo alla carabina, passando per vari tipi di fucili, dinamite, coltelli, archi, e qualche postazione fissa, con mitragliatori pesanti e cannoni. Purtroppo, una nota dolente va segnalata proprio nei danni inflitti dalle armi : il sistema di calcolo risulta spesso approssimativo e così non sarà, purtroppo, infrequente, vedere un nemico non morire dopo l'esplosione di una palla di cannone a meno di mezzo centimetro da lui. In altri casi, un colpo alla testa non influenzerà minimamente il nemico di turno, così come uno starnuto troppo violento farà volare quello stesso nemico nei verdi pascoli. Misteri del Far West.
Un'altra delle peculiarità intrinseche del gioco Ubisoft, è la modalità “Concentrazione” dei due protagonisti. Ogni uccisione portata a termine, in qualsiasi modo, riempirà un indicatore a forma di tamburo di un revolver. Quando quest'indicatore sarà pieno, con la pressione dell'apposito tasto, entreremo appunto in “Concentrazione” e, a seconda di chi stiamo impersonando in quel momento, saremo in grado di infliggere pesanti danni ai nostri nemici.
Nel caso di Ray, dovremo “marcare”, puntandoli con il mouse, tutti gli avversari presenti a video : fatto questo, vedremo il nostro protagonista sparare all'impazzata contro di loro, uccidendoli tutti senza lasciare via di scampo.
Parlando di Thomas, invece, quando egli si “concentra”, il mirino passa automaticamente da un bersaglio all'altro, fermandosi solo per un istante : in quel preciso momento, dovremo spostare il mouse indietro ed in avanti, simulando la pressione del cane sulla pistola. Vedremo allora le “giacche blu” cadere a terra come birilli.
Non è tutto : un altro aspetto (non perfettamente riuscito, ndAleNet) sicuramente interessante è la modalità “Duello”. In alcune occasioni, dopo aver scelto il nostro protagonista, saremo chiamati ad uno scontro tipo “Mezzogiorno di Fuoco”: due contendenti che, al suono della campana, devono estrarre rapidamente la propria arma e fare fuoco. Coreografico e di sicuro impatto se non fosse per i capricci del sistema di controllo (occorre guidare il mouse come se fosse la mano del pistolero) che ogni tanto non esegue i nostri ordini o li esegue in anticipo - o anche in ritardo. Altro piccolo prezzo da pagare per la natura multipiattaforma del gioco in esame.
 
Sul fronte strettamente tecnico, ci troviamo di fronte ad un prodotto non perfetto, ma di livello più che buono. Alcune location sembrano quadri dipinti ad olio, tale è la cura nel dettaglio profusa dai programmatori. Ci è capitato di trovare riparo vicino ad un albero, e vedere un ragno scivolare silenzioso sulla corteccia; di vedere le ombre degli avvoltoi girare in circolo sui corpi dei caduti. Di ammirare il passaggio dalla luce del mezzogiorno al tramonto di ambra e sangue su polverosi villaggi messicani...così come abbiamo notato qualche difetto minore di compenetrazione e una risposta non sempre precisa ai comandi ma nel complesso il Chrome Engine fa il suo sporco lavoro, soprattutto se si dispone di un computer decente (vi rimandiamo al box hardware). Anche le musiche sono coinvolgenti, a tratti epiche e sempre evocative, curatissime come i sound-Fx. Discorso a parte per il doppiaggio che ci è parso davvero poco ispirato.
 
Non manca ovviamente il comparto multigiocatore, che prevede cinque modalità che differiscono per qualche dettaglio dagli standard attuali, dei titoli dello stesso filone. Vediamole rapidamente : in “Caccia all'Uomo”, vedremo contrapporsi due squadre ed un ricercato. Se quest'ultimo sopravvive per 60 secondi, la sua squadra ottiene un punto. Se invece viene ucciso, un nuovo “ricercato” viene assegnato all'altra squadra (quello con il punteggio migliore fino a quel momento).
“Sparatoria” è invece il classico deathmatch, dove in una furibonda rissa tutti contro tutti e con un sistema di “taglie”, vince chi uccide tutti gli altri senza morire. La modalità “Leggende del West”, prevede che una delle due squadre in lotta debba portare a termine una serie di obiettivi scelti dalla IA del computer; la squadra opponente deve, naturalmente, impedire che tali obiettivi vengano raggiunti. Ricercato”, ci vedrà impegnati a combattere contro tutti gli altri giocatori presenti; quando un “ricercato” viene ucciso, assumerà a sua volta tale ruolo. In ultimo, la modalità “Banda”, rispecchia in pieno gli stilemi del “Team DeathMatch”
Call of Juarez: Bound in Blood - Immagine 4
Alcune missioni prevedono la demolizione di ponti e infrastrutture.
Call of Juarez: Bound in Blood - Immagine 5
Alla fine di ogni capitolo, una schermata riassuntiva ci informerà sui nostri progressi.
Call of Juarez: Bound in Blood - Immagine 6
Non mancano sessioni a bordo dei mezzi dell'epoca : le diligenze!
8
CoJ:BiB non è perfetto e, fortuna nostra, non ha neanche la pretesa di esserlo. La sua natura multipiattaforma gli impedisce di spiccare il volo verso l'Olimpo dei videogames dove meriterebbe di stare,ma una realizzazione forse troppo sollecita, unita a tanti piccoli difetti sparsi nell'area di gioco, lo imbrigliano nel limbo dei titoli che non riescono a toccare il podio; nonostante questo, ci troviamo di fronte ad un prodotto di buona fattura, suggestivo ed evocativo, per certi versi lontano dagli stilemi del genere a cui appartiene e superiore al suo illustre predecessore (per il quale funge da prequel). Nel complesso, tutti gli appassionati di FPS non dovrebbero lasciarsi sfuggire questo gioco per nessun motivo.
voto grafica8
voto sonoro7,5
voto gameplay7,5
voto durata7,5

- 5 %

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Call of Juarez: Bound in Blood

Disponibile per: PS3, PC , Xbox 360
Call of Juarez: Bound in Blood PC Cover
  • Piattaforma: PC
  • Produzione: Ubisoft
  • Sviluppo: Techland
  • Genere: FPS
  • Data di uscita: luglio 2009
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