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Recensione Beyond: Due Anime

Quantic Dream si esercita su PS4 in attesa di Detroit
Tommaso Alisonno Di Tommaso Alisonno(7 dicembre 2015)
Due anni dopo la sua release su PS3, avvenuta poco prima del lancio della nuova console di casa Sony, l'ultimo gioco sviluppato da David Cage e i suoi Quantic Dream fa il “salto di qualit” e ritorna sul mercato, stavolta proprio su PS4. Il team di Cage consolida in questo modo la sua partnership con la casa Giapponese, sempre più forte dal lancio di Heavy Rain (anch'esso arriverà presto su PS4) e ne approfitta per impratichirsi con l'attuale sistema per portare a compimento il suo prossimo lavoro Detroit Become Human (evoluzione del corto Kara che funse da tech-demo proprio per Beyond).

Come Heavy Rain prima di lui – ma per dirla tutta anche Farenheit ancora prima (decisamente meno Omicron) – Beyond appartiene al filone del dramma interattivo: la struttura portante del gioco è quindi quella di una serie di capitoli, o per meglio dire “scene”, che compongono la storia solo se viste nella loro totalità; ciascuno di essi è però giocato in maniera più o meno indipendente con un'impostazione talvolta da classica avventura grafica, altre volte da “Lasergame”, con ampio utilizzo di QTE e di azioni istintive sul controller. Ma andiamo con ordine.
Beyond: Due Anime
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Protagonista della storia è Jodie Holmes, una ragazza legata sin dalla nascita ad un'entità sovrannaturale che lei chiama Aiden: le origini e la natura di questo personaggio saranno svelate solo nella fasi più avanzate della vicenda, dunque vi terremo all'oscuro per evitare qualsiasi spoiler. L'importante è sapere che nel gioco controllerete alternativamente Jodie e Aiden, e mentre lei potrà compiere solo azioni da normale essere umano, l'entità potrà fluttuare liberamente attraversando muri e ostacoli, nonché interagire con gli oggetti, colpendoli, o con le persone, soffocandole o “possedendole”. Il legame tra i due permette inoltre a Jodie di “vedere e sentire” attraverso Aiden, nonché di ricevere tramite esso percezioni extrasensoriali.

Due protagonisti così differenti implicano due sistemi di controllo differenti. Quello di Jodie è di base molto semplificato: la ragazza può camminare con l'analogico sinistro e guardarsi intorno col destro; qaundo sarà al copsetto di svariati elementi attivi, potrà interagirvi premendo l'analogico destro in quella direzione (cosa che talvolta fa un po' a pugni con la gestione dell'inquadratura, almeno finché ci si prende un po' la mano); talvolta, le azioni da compiere richiederanno la pressione di tasti specifici che compariranno su schermo.
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Jodie, bambina, pronta per un esperimento (e non molto felice di ciò)
Le cose si complicano nelle scene di azione vere e proprie, in cui dovremo premere l'analogico nella giusta direzione in modo da assecondare il movimento della ragazza nel momento in cui si attivano pochi istanti di slow-motion, in una dinamica che ricorda, per l'appunto, i Lasergame. A volte intuire il movimento è facile: se Jodie sta correndo verso un ostacolo basso, premere in alto per saltarlo viene naturale; altre volte la distinzione non è così immediata, per esempio quando si riceve un pugno: il movimento di Jodie favorisce una schivata o un attacco d'impatto?

Passando al controllo di Aiden abbiamo comandi più standardizzati, anche se ovviamente completamente diversi. L'entità può muoversi liberamente nelle tre direzioni, salire e scendere di quota, ma interagire solo con determinati oggetti: una volta premuto l'unico tasto d'interazione, potremo utilizzare gli analogici per colpire (tirare e rilasciare), per possedere (allargare) o per soffocare (stringere), ma sempre e solo rispettando gli indicatori che compariranno. Aiden non può mai allontanarsi “troppo” da Jodie, ma questo “troppo” varia in maniera piuttosto aleatoria a seconda della situazione.

Come s'è detto, la storia è divisa in numerose scene che spaziano nell'arco di circa 15 anni della vita di Jodie, partendo dalla sua infanzia, passando per l'adolescenza e poi fino a un'età più matura. Nella versione originale PS3, gli episodi sono narrati in ordine sparso, saltando “avanti e indietro” nel tempo, ricostruendo quindi tassello dopo tassello un affascinante puzzle di fronte agli occhi del giocatore; nel porting PS4 è invece possibile decidere se affrontare la vicenda in questo ordine “Tarantiniano” oppure se riordinarla in ordine cronologico. La scelta sta ovviamente al giocatore, ma il consiglio per i neofiti è quello di mantenere il cut originale alla prima partita, onde evitare picchi di difficoltà imprevista o anche semplicemente difficoltà di comprensione delle meccaniche (i Tutorial non sono legati a Jodie bambina, per capirci).
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Alla fine, questo è uno dei migliori amici che Jodie avrà in tutta la sua vita
Le uniche altre differenze percepibili sono invece di natura tecnica: su PS3 il gioco girava a 720p con un frame rate che solo nelle migliori condizioni raggiungeva i 30 FpS; su PS4 è invece pienamente rispettato lo standard di 1080p a 30 FpS pressoché stabili. Le texture, più che i modelli, sono state ripulite, ed anche se è comunque piuttosto evidente che il materiale alla base sia di una generazione passata, l'ottimo lavoro svolto da QD fa sì che il nuovo Beyond non sfiguri affatto nel panorama attuale. Anche le animazioni risultano migliorate, rendendo così ad attori come Ellen Paige e Willem Dafoe l'onere che meritano. Unica nota stonata: occasionalmente abbiamo registrato dei freeze grafici, talvolta risoltisi da soli dopo alcuni secondi, altre volte tali da obbligarci a riavviare l'applicazione (non la console); aspettiamoci una patch a breve.
A parte la possibilità di scegliere l'ordine di narrazione e l'upgrade grafico il gioco non si distingue dalla versione originale

A parte queste due distinzioni – la possibilità di scegliere l'ordine di narrazione e il doveroso upgrade grafico – il gioco non si distingue però minimamente dalla versione PS3, pertanto quanto detto all'epoca vale ancora oggi. Ogni scenario è pressoché fine a se stesso, ed anche le varie scelte che possiamo compiere (o azzeccare/sbagliare) nell'arco della narrazione tenderanno comunque a riallinearsi al filo narrativo principale: solo verso la fine ci troveremo di fronte a scelte veramente pregnanti, capaci di influenzare l'ending della vicenda, mentre tutte le altre andranno solo a “lambirlo”. Tutto come prima, tutto un po' meglio di prima.

L'ovvia conclusione di questa analisi è che il gioco, già bello e valido due anni fa su PS3, lo è ancora di più su PS4 principalmente in forza al restyle grafico, ma ha anche poco da offrire a chi già l'avesse terminato sulla piattaforma orginale. Da questo punto di vista, la possibilità di cambiare l'ordine dei capitoli è un incentivo a ri-giocare interamente la storia dopo averlo conclusa piuttosto che cercarvi, capitolo per capitolo, le varie permutazioni (o segreti).

Rimane il fatto che se amate le belle storie magistralmente raccontate, i temi forti, il sovrannaturale, le avventure grafiche e l'azione istintiva, o in generale lo stile a cui David Cage e Quantic Dream ci hanno abituato, e nonostante ciò vi foste fatti sfuggire il gioco PS3, allora l'acquisto su PS4 è assolutamente da non perdere.
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Misteri che si annidano nel deserto
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Nel passaggio da PS3 a PS4 il titolo di Quantic dream ha subito un discreto restyle grafico ed è ora possibile, se lo si desidera, giocare i capitoli in ordine cronologico. Per il resto è però il medesimo gioco apparso 2 anni fa su PS3, e dunque solo chi se lo fosse perso è veramente invogliato all'acquisto.

Beyond: Due Anime

Disponibile per: PS4 , PS3
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