Tiscali

Recensione Battlefield 4

DICE saluta come peggio non potrebbe
Luca Gambino Di Luca Gambino(31 ottobre 2013)
Se siete fra quelli che amano leggere direttamente il voto della recensione prima del corpo testo sapete già come la pensiamo su Battlefield 4. Se invece amate fare le cose con un certo ordine, ve lo spoileriamo già da ora: l'ultimo nato in casa DICE ha più di un problema. Andiamo con ordine e facciamo una premessa. Per evidenziare la doppia natura di questo titolo, abbiamo deciso di guardare Battlefield 4 con due paia di occhi, giusto per non sbagliarci. Ragion per cui il sottoscritto si è preso carico di tutto quello che riguarda il single player, mentre a Roberto Vicario è toccato il fardello delle battaglie multiplayer.

Partiamo subito con il dire che se siete fan della saga e avete leggiucchiato qualcosa qua e là, sapete sicuramente che la campagna in singolo di Battlefield 4 dura poco più di cinque ore. E se pensate che il problema sia relativo al numero puro e semplice, state guardando al minore dei mali. Le cinque ore che vi intratterranno prima delle schermate di chiusura sono tra le più noiose ci siano capitate di giocare in questi ultimi anni, a partire da una assoluta piattezza della storyline, incapace di guidarci in modo convincente lungo i livelli di gioco, per chiudere con una sfilza di bug che non si dovrebbero vedere in titoli di questo calibro. Aggiungiamo a tutto ciò il fatto, da non sottovalutare, che sotto il profilo del gameplay il neonato in casa DICE non introduce assolutamente nulla di nuovo, anzi. In confronto al pathos praticamente costante del terzo capitolo, Battlefield 4 si esaurisce subito dopo la prima missione, che segna anche i maggiori picchi emozionali che sarà in grado di regalarvi.
Battlefield 4 - Immagine 12
Come se già tutto questo non fosse indice di una produzione frettolosa e sacrificata sull'altare della nextgen, aggiungiamo anche una realizzazione tecnica povera di dettagli e con numerosi errori che fanno gridare quasi allo scandalo, soprattutto se ricordiamo che in cabina di regia ci sono i DICE. Parliamo di texture che si materializzano davanti ai nostri occhi, di avversari che “spawnano” in loop a pochi centimetri da noi, a compenetrazioni da gioco di serie B. Più in generale basta anche solo guardarsi attorno nel corso delle missioni per rendersi conto di quanta poca cura sia stata posta nella sua realizzazione. Gli ambienti sono spogli, le texture monotone gli effetti grafici quasi completamente assenti.

E i problemi non mancano nemmeno per quello che dovrebbe essere lo storico cavallo di battaglia della saga, ovvero la distruttibilità degli ambienti. Intendiamoci, molti degli elementi attorno a noi si potranno distruggere, ma il motore grafico sarà molto selettivo su quali saranno gli elementi da mandare al macero e quali no. Soprattutto siamo rimasti sorpresi quando, di fronte ad uno steccato e a bordo di un carro armato, abbiamo distrutto le assi di legno a colpi di mitragliatrice mentre le stesse assi resistevano stoicamente ai colpi dei nostri cannoni. E questo è solo un esempio, ovviamente. Va da sé che di fronte ad un paesaggio che si distrugge e si modifica solo quando e come vuole lui, tutta l'impalcatura di credibilità e realismo, che dovrebbe essere anche un elemento di “spinta” dell'intero gioco, viene malamente a cadere.
Non convince nemmeno l'intelligenza artificiale nemica, fallace praticamente durante l'intero arco del gioco e incapace di metterci in difficoltà con manovre avvolgenti o anche con una semplice ricerca di un riparo efficace e spesso, come se non bastasse, sono soliti muoversi in gruppi (tutti con lo stesso pattern), in modo da renderci più semplice la possibilità di “uccellarli” uno di seguito all'altro. Sorvoliamo anche di fronte a scene dove il cono visivo dei nostri oppositori si fermava immediatamente dopo il proprio naso, però sappiate che ci è capitato anche questo. Oltretutto, i (pochi) avversari coinvolti negli scontri a fuoco non si sono dimostrati nemmeno tanto coriacei nell'essere abbattuti o ad usare al meglio le armi a propria disposizione, vanificando anche la novità introdotta in questo episodio che consiste nella possibilità di ordinare ai vostri compagni di team di attaccare il nemico al vostro posto. L'idea di fondo sarebbe quella di tenere impegnato il fronte avversario per permettervi la classica azione di aggiramento, ma l'inconsistenza dell'avversario vi indurrà a sbrigare la faccenda in prima persona.

Gli scontri a fuoco quindi, ovvero il vero cardine del gioco, sono piuttosto monotematici nell'approccio ma riescono quantomeno a risultare piuttosto divertenti in virtù di una buona risposta delle armi (piuttosto variegate) in nostro possesso. Insomma, se vi piace vincere facile, avrete di che divertirvi ma se cercate qualcosa di più profondo, girate al largo da Battlefield 4, a meno che non siate amanti di un certo tipo di multiplayer.

Battlefield 4 - Immagine 10
Battlefield 4 - Immagine 11


Un Multiplayer distruttivo

Quando si pensa a Battlefield, senza ombra di dubbio, è normale immaginare distruttive battaglie in multigiocatore. Nonostante il ridotto numero di giocatori che i possessori di console dell'attuale generazione devo purtroppo subire, 24 al posto dei 64 delle versioni Next Gen e PC, DICE è riuscita a portare all'interno del comparto multiplayer buona parte dell'essenza che da sempre la serie è stata in grado di trasmettere ai fan nel corso degli anni passati.

La sensazione che abbiamo percepito giocando al titolo - ancora non affollatissimo sui server - è quella di un prodotto che compie un vero e proprio mash up degli elementi che più erano riusciti negli episodi passati.

La cosa più interessante che abbiamo potuto constatare, indipendentemente dalla modalità di gioco che si utilizza, è l'enorme impatto che il famoso “levolution” riesce ad avere nell'evoluzione delle dinamiche di guerriglia. I due team, dovranno costantemente tenere conto della trasformazione del terreno intorno a loro, con una mutazione graduale del campo e delle costruzioni edificate su di esso. Un elemento che, senza mezzi termini, riesce realmente a trasformare in dinamico persino il campo di battaglia.

Gran parte del merito va ovviamente dato non solo ai grandi elementi come navi o grattacieli, già visti nel corso di questi mesi, ma alla possibilità di distruggere anche oggetti e costruzioni più semplici. Una piccola costruzione per ripararsi dal fuoco nemico, non sarà più un luogo sicuro se attorno a noi ci saranno giocatori con mezzi esplosivi o bazooka. Viceversa, effettuare una distruzione massiccia della mappa potrebbe dare ai cecchini una favorevole visuale in pieno campo aperto. Elementi che, come già sottolineato, dovranno essere presi in considerazione dai giocatori con l'incedere dello scontro.
Il seppur ottimo level design delle mappe - dieci in totale, escludendo l'esclusiva mappa del pre order - a volte offre anche spunti non proprio positivi. In alcuni momenti, l'ampiezza del terreno di gioco e la presenza di alcuni oggetti poco utili in termini di design potrebbero infastidire il giocatore che vede “rallentare” l'azione offensiva o difensiva. Fortunatamente, la risicata quantità di questi elementi e l'ottima fattura delle mappe, che attraverso Paracel Storm e Resort trovano la loro massima ispirazione, non inficiano in maniera particolarmente negativa l'esperienza di gioco.

A rendere ancora più incredibile l'ottima esperienza di gioco online vi è una perfetta sinergia tra la fanteria e i mezzi utilizzabili all'interno delle modalità di gioco che lo permettono. Abbiamo trovato davvero piacevole e appagante l'equilibrio che c'è tra queste due categorie con un bilanciamento che non fa pendere l'ago della bilancia a favore di nessuna delle due. Gran parte del merito va dato anche ad una apertura maggiore da parte degli sviluppatori nelle personalizzazione delle classi, finalmente molto più permissive nella scelta non solo dell'attrezzatura, ma anche dell'arsenale da portare con noi sul campo.

In gioco, le sensazioni sia a livello di fisica dell'arma, che di feeling che quest'ultima riesce a trasmettere, sono ancora una volta ottime, attestandosi sugli stessi livelli di Battlefiled 3. Unica novità in questo senso è data dalla possibilità di poter effettuare una counter nel momento in cui tenteranno di accoltellarci con un attacco frontale - non sarà possibile invece per quelli alle spalle - scelta fatta dagli sviluppatori per dare una sorta di seconda chance ai giocatori.
Torna in maniera perfettamente integrata anche la modalità commander - anche qui, ove disponibile - con la possibilità data ad un giocatore di controllare la situazione dall'alto impartendo ordini ai suoi compagni, mandando UAV in avanscoperta oppure ordinando attacchi aerei. Inutile dire che, proprio per l'estrema deformazione dell'ambiente di gioco, avere un occhio che veglia su di noi, soprattutto nelle sfide tra giocatori tattici e hardcore, diventa un elemento quasi imprescindibile.

Parlando di modalità possiamo dirvi che oltre a quelle classiche come Team Deathmatch, Rush o Domination, faranno il loro ingresso due stipulazioni inedite: Obliteration e Defuse. La prima ci chiederà di recuperare una bomba - piazzata al centro della mappa - prima dei nostri avversari e farla detonare in una delle tre zone di detonazione segnalate sulla mappa, alla terza deflagrazione avvenuta il team vince la partita. La seconda, invece, chiamata Defuse, ricorda molto gli scontri dinamici e frenetici di COD, data la ridotta dimensione della mappa ed il numero di giocatori coinvolti (5 vs 5). Sicuramente la modalità più distante dalla filosofia di Battlefield, ma non per questo meno divertente- In generale possiamo affermare che le due nuove modalità si sono rivelate estremamente godibili, anche se non aggiungo particolare innovazione in senso assoluto.
Battlefield 4 - Immagine 2
Insomma tutto molto bello se non fosse che la versione current gen paga un bel po in termini tecnici rispetto alle versioni Next Gen e PC. Oltre al già citato numero dei giocatori, dobbiamo segnalare un downgrade grafico ancora più marcato rispetto alla campagna singolo giocatore, e una gestione della fisica sopratutto durante la distruzione degli oggetti o degli edifici, non proprio perfetta, con moltissimi bug che abbiamo riscontrato giocando. Fortunatamente grossi sacrifici non sono stati fatti sotto l'aspetto del frame rate, con un fluidità che si attesta sui 30 Fps costanti (scordatevi i 60 Fps delle altre versioni). In generale, al di là della palese inferiorità in termini di potenza di calcolo, ci saremmo aspetti una maggior ottimizzazione da parte dei ragazzi di DICE.

Tirando le somme, il multiplayer per questa versione ci è sembrato un compromesso che, pur mantenendo intatto il divertimento e la strategia che solamente Battlefield è in grado di regalare online, perde molto terreno se paragonato alle altre versioni, limitando in piccola parte il senso dell'esperienza che questa serie cerca di trasmettere ai suoi fan.

7,5
Diciamolo onestamente, DICE saluta questa generazione di console in un modo sicuramente non consono ad un team di sviluppo che ci ha abituato ad autentiche meraviglie. Le scusanti possono anche esserci ma quello che ci troviamo davanti è una mancanza di rispetto nei confronti di chi, volente o nolente, non sarà un “early user” delle console di nuova generazione. Si poteva e si doveva fare meglio. Ovviamente se siete tra quelli che non amano particolarmente la modalità in singolo, troverete ore e ore di svago grazie ad un multiplayer ormai consolidato, ma anche in questo caso ci saremmo forse aspettati qualcosa in più, soprattutto sul versante tecnico. Ad ogni modo, per questa generazione è tutto, ci risentiremo presto sulla next gen.
voto grafica7,5
voto sonoro8
voto gameplay7,5
voto durata9

- 9 %

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Battlefield 4

Disponibile per: PS4, Xbox 360 , PC, PS3, Xbox One
Battlefield 4 Xbox 360 Cover
  • Piattaforma: Xbox 360
  • Produzione: Electronic Arts
  • Sviluppo: Dice
  • Genere: FPS
  • Multiplayer Locale: Assente
  • Multiplayer Online: Presente
  • PEGI: +18
  • Sito ufficiale
  • Data di uscita: 31 ottobre 2013
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