Recensione 18 Wheeler: American Pro Trucker

Redazione GamesurfDi Redazione Gamesurf (23 gennaio 2002)
Nato originariamente come coin-op (facilmente ricorderete la voluminosa piattaforma con l'ancora più vistoso volante) Eighteen Wheeler American Pro Trucker è andato successivamente ad arricchire il vasto catalogo Dreamcast (un click qui per leggere la nostra recensione) per approdare infine su PlayStation 2. Il cambio di piattaforma non ha tuttavia influenzato in alcun modo l'aspetto del gioco e, rispetto alla piattaforma di Sega, le caratteristiche sono rimaste esattamente le stesse, con i vantaggi e gli svantaggi che ciò comporta
18 Wheeler: American Pro Trucker - Immagine 1
Ehi ma... Dove diavolo si mettono i gettoni?
Il risultato è infatti sempre un gioco di corse arcade, immediato, divertente e incredibilmente corto, che con le sue quattro modalità di gioco offrirà al giocatore l'insolita ma al tempo stesso piacevole sensazione di guidare un gigantesco TIR attraverso le ipotetiche strade degli Stati Uniti d'America
TRONCHI DI LEGNO O BLOCCHI DI CEMENTO?
La modalità di gioco principale, denominata Arcade, è la stessa che si può provare in qualunque sala giochi. Il primo fondamentale passo da compiere è la scelta del trattore: ce ne sono quattro in tutto, diversi nello stile e soprattutto nelle caratteristiche tecniche, riassunte in velocità, accelerazione, coppia e robustezza. Una volta a bordo del proprio trattore il passaggio successivo è la scelta del rimorchio, che a seconda della merce trasportata, decreterà il grado di difficoltà della corsa e il compenso in denaro. Legname, automobili, cemento e acciaio sono alcune delle possibilità offerte al camionista virtuale che, una volta agganciato il rimorchio, dovrà soltanto premere a fondo l'acceleratore e lanciarsi all'inseguimento dell'avversario
Nel corso della gara, che si svolge sempre su tratti stradali particolarmente trafficati, un impietoso cronometro scandisce il conto alla rovescia: l'unico modo per rallentare la sua inarrestabile corsa abbastanza da poter raggiungere il traguardo è quello di attraversare gli immancabili "checkpoint" o di urtare alcuni particolari tipi di furgone disseminati (e spesso nascosti) lungo il tragitto. Ognuno dei quattro tracciati (ebbene sì, sono solo quattro e tutti particolarmente brevi) offre inoltre una strada alternativa a quella principale, più corta ma spesso addobbata con ostacoli e insidie di ogni tipo (prima fra tutte la caduta di enormi macigni dall'alto della montagna)
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