Cina, Tencent introduce il riconoscimento facciale sui suoi videogame

I controlli in Cina sono sempre più serrati, anche per i videogamer

Cina, Tencent introduce il riconoscimento facciale sui suoi videogame
Tiscali GameSurf

In Cina, il fenomeno del videogaming è severamente regolato da leggi statali, introdotte per combattere l'insorgere di dipendenze. Dal primo gennaio 2020, per videogiocare occorre essere registrati col proprio nome reale e un numero identificativo ad un sistema governativo, che monitora le ore trascorse e le transazioni fatte. Ai minorenni vengono imposti stringenti obblighi: divieto di giocare nelle ore notturne (22:00-8:00), tetto massimo di 90 minuti giornalieri (che salgono a 180 nei weekend), limite all'importo del denaro spendibile in microtransazioni.

Ma per rendere efficaci queste norme occorre un controllo effettivo ed è a tal proposito che il colosso dell'informatica Tencent ha introdotto un sistema di riconoscimento facciale, chiamato Zero Cruise, che impone una verifica della maggiore età per tutti gli account che vengono utilizzati durante la notte. Se il check non viene superato, ovviamente, non si potrà accedere ai videogame. Al momento Tencent ha adottato la misura su una sessantina di titoli mobile, ma è intenzionato ad estenderlo anche agli altri. Agli occhi di noi occidentali, per quanto i propositi (dichiarati) di combattere la dipendenza e l'abuso di microtransazioni siano lodevoli, la prospettiva che il Grande Fratello controlli così nel dettaglio la nostra vita di gamer appare terrificante.