Miyazaki spiega il senso della difficoltà di Sekiro

Superare le avversità di Sekiro crea soddisfazione: è questa la ricompensa per i giocatori.

Miyazaki spiega il senso della difficoltà di Sekiro
di Gabriele Eltrudis

Sekiro: Shadows Die Twice, come in passato i ''soulsborne'', ha dato una nuova interpretazione al concetto di difficoltà in un videogioco. Al contrario dei precedenti lavori di From Software, nell’ultima opera non esistono meccaniche di farming e potenziamento che sono utili per aggirare le difficoltà.

Sekiro è difficile, talvolta può risultare eccessivamente impegnativo, ma, stando alle parole di Hidetaka Miyazaki, tutto questo ha un senso: “la curva di apprendimento è ciò che dà soddisfazione ai giocatori”.

Nel panorama videoludico si ha spesso a che fare con ricompense “cosmetiche”, upgrade, gadget, in Sekiro la ricompensa è rendersi conto, gradualmente, di essere migliorati, di aver seguito (più o meno consciamente) la curva di apprendimento proposta da Miyazaki e dal suo team.

Siete d’accordo? State continuando a trovare difficoltà anche a tante ore dall’inizio dell’avventura? Forse questa mappa amatoriale può aiutarvi nell'impresa.

Avete visto la replica del Braccio Prostetico di Sekiro?