Terremoto Google: Stadia chiude lo studio di sviluppo

Terremoto Google: Stadia chiude lo studio di sviluppo
Tiscali GameSurf

Ricordate la presentazione di Stadia di qualche anno fa, dove Google prometteva una sua discesa in campo nel settore del videogioco per produrre titoli first party? Ecco, sono già un lontano ricordo. Dopo un anno e mezzo da uno dei lanci più problematici della storia, con promesse lasciate a metà, funzionalità annunciate in pompa magna ma mai sviluppate per intero, Google ha deciso di abbandonare lo sviluppo interno dei giochi, lasciando ovviamente in piedi la piattaforma, a servizio delle terze parti.

Il problema, pare, è relativo ai costi di sviluppo di titoli capaci di attirare una vera massa critica, anche perché l’azienda di Mountain View aveva chiamato a sé alcune personalità di spicco nella produzione di alto profilo, tra cui Jade Raymond (che dovrebbe lasciare l’azienda) e Phil Harrison.

La chiusura dello studio interno, lo ribadiamo, non significa che Stadia sia un progetto destinato a finire nel cimitero delle iniziative Google nate e morte in breve tempo, ma è sicuramente un ridimensionamento che fa riflettere sull’incapacità generale di Google nel riuscire a mantenere le promesse fatte ad un pubblico esigente e complesso, specialmente di fronte a colossi del settore (Microsoft, per dirne uno), che ha puntato sullo stesso settore con risultati diametralmente opposti.