Steam e il problema dei videogame troppo corti

Duri meno di due ore? Peggio per te

Steam e il problema dei videogame troppo corti
Tiscali GameSurf

Nel 2015 Valve ha introdotto la possibilità di richiedere un rimborso per gli acquisti fatti su Steam. Questa opportunità è vincolata a due condizioni: può essere sfruttata se il software è stato usufruito per meno di due ore ed entro 14 giorni dalla data di acquisto. La misura si inquadra nell'applicazione del diritto di recesso per gli acquisti online, al quale anche Valve è stata costretta a piegarsi, e rappresenta una conquista importante per il consumatore.

Fin dal principio, però, i criteri del rimborso hanno sollevato un interrogativo importante: cosa succede se il software comprato dura meno di due ore? C'è tutta una serie di titoli su Steam caratterizzati da questa brevità. In questi casi in teoria, ma purtroppo anche in pratica, l'utente può legittimamente acquistare, portare a termine e poi ottenere il rimborso. La testimonianza di Emika_Games, semi sconosciuto sviluppatore russo, è indicativa in tal senso: il suo ultimo lavoro, Summer of '58, è stato oggetto di una valanga di richieste di rimborso perché può venire portato a termine entro le due ore.

Questo atteggiamento della community ha comportato che il suo creatore non guadagnasse alcunché e da qui la decisione di Emika_Games di abbandonare il business dei videogame. Si tratta di un caso estremo, ma non isolato, in quanto il pericolo dei rimborsi a cascata può colpire tutti i videogiochi brevi. Si tratta però di un problema che non ha soluzione, perché questo effetto collaterale della politica dei rimborsi è male necessario al godimento di un sacrosanto diritto da parte dei consumatori.