Steam è cresciuto a dismisura negli ultimi 20 mesi

Tutto merito della pandemia

Steam è cresciuto a dismisura negli ultimi 20 mesi
Tiscali GameSurf

La pandemia ha avuto un impatto senza precedenti sul mondo dell'informatica. Nuovi bisogni digitali sono sorti per ragioni lavorative e di intrattenimento, con la domanda di beni tecnologici che è salita alle stelle (e l'offerta crollata per la crisi dei semiconduttori, con tutti i disagi che ben conosciamo). Perfino Microsoft ha giustificato lo sviluppo di Windows 11 con la necessità di rispondere alle esigenze che questo nefasto periodo della storia contemporanea ha stimolato. Come logica conseguenza, alcuni operatori del settore informatico hanno assistito ad una repentina crescita del proprio bacino d'utenza.

È il caso della piattaforma leader nella distribuzione digitale di videogame su PC, Steam: con l'inizio della pandemia, il client di Valve ha superato quota 20 milioni di utenti attivi contemporaneamente, impennandosi a 23 milioni già a marzo 2020. La quota ha continuato a salire e un paio di giorni fa, il 27 novembre, ha raggiunto il nuovo record di 27 milioni, che siamo sicuri verrà battuto molto presto. Per rendere l'idea, in periodo pre-pandemico il top era stato di 18,5 milioni circa, segnato agli inizi del 2018. La crescita di Steam è stata costante nel tempo, ma in precedenza si verificava a ritmi molto più contenuti: nel giugno 2015, gli utenti attivi in contemporanea hanno toccato per la prima volta la cifra di 10 milioni, mentre dieci anni fa, nel dicembre 2011, si arrivava "appena" a 5 milioni.