Steam bannato in Cina, anzi no

Il web grida: "Al lupo!", ma il lupo non c'è

Steam bannato in Cina, anzi no
Tiscali GameSurf

Il giorno di Natale, giusto per non farsi mancare il dramma internettiano quotidiano, si è sparsa a macchia d'olio la notizia secondo cui la Cina avrebbe bloccato la versione globale di Steam sul suo territorio, lasciando accesso solo alla più "casta" versione regionale. Negli ultimi mesi, il governo cinese è stato protagonista di una crociata contro il videoludo, reo di causare problemi di dipendenza soprattutto ai più giovani; quindi è stato facile per il popolo di Internet collegare il mancato accesso a Steam alla lunga mano dell'esecutivo di Pechino. Approfondendo la vicenda, si è tuttavia scoperto che il responsabile non sia stato il governo: il motivo è che qualche hacker ha organizzato un attacco DNS a Steam, scegliendo non a caso il periodo dei saldi natalizi. Non si può escludere che nel prossimo futuro le autorità cinesi decidano effettivamente di bannare Steam dalla rete locale, ma per il momento ciò non è ancora avvenuto, con buona pace di chi ha erroneamente sostenuto il contrario.