Se Apple scende in guerra per una banana..

Se Apple scende in guerra per una banana.
Tiscali GameSurf

Forse non tutti sanno che in questo preciso momento Apple sta combattendo una guerra senza esclusione di colpi nelle aule dei tribunali americani contro Epic, il produttore del famoso videogioco Fortnite. E quando diciamo “senza esclusione di colpi”, lo intendiamo proprio nel verso senso del termine. Prima di passare alla “questione della banana”, soffermiamoci in attimo sull’oggetto del contendere. Epic ha citato in giudizio Apple perché, a suo dire, ha creato un vero e proprio monopolio sul proprio store digitale, impedendo a terze parti, come ad esempio Epic, di poter esporre i prodotti del proprio store digitale, chiamato Epic Store.

Epic si è quindi rivolta all’antitrust americano per capire se la condotta di Apple sia di quella di un monopolista scorretto verso le terze parti, impedendo ad altre aziende di portare avanti il proprio business. La controrisposta di Apple risiede nella scarsa qualità dei contenuti presenti nello store Epic e nei pericoli relativi alla bassa qualità dei controlli che la stessa Epic opera nei prodotti in vendita. Ed è qui che entra in gioco la banana.

Apple ha accusato Epic di funzionare come piattaforma di vendita per uno store chiamato Itch.io, che conterrebbe contenuti ritenuti inappropriati per i propri utenti, perché contenenti immagini e situazioni per adulti o fortemente sessualizzati. Per far comprendere alla corte la posizione di Apple, gli avvocati della “mela”, hanno fatto un giro insolitamente largo, grazie ad un dialogo con Matthew Weissinger, vice presidente marketing di Epic, a metà tra il ridicolo e l’allucinante:

Avvocato Apple: Quella che abbiamo qui davanti è un’immagine del gioco. Ci può dire cosa mostra?

Weissinger: Si, è una schermata della lobby di gioco

Avvocato: Quella che vediamo è una banana gialla, giusto?

Weissinger: Si, questo è Peely

Avvocato: Si chiama Peely, giusto?

Weissinger: Si

Avvocato: E quando indossa lo smoking viene chiamato Agente Peely. Corretto?

Weissinger: Si, è corretto.

Avvocato: Ecco, abbiamo pensato che fosse meglio mostrare le immagini di una banana vestita, anziché nuda, dal momento che questo è un tribunale federale.

E se questo non fosse già allucinante di per sè, ecco il contro interrogatorio, da parte dell’avvocato Epic

Avvocato Epic: Abbiamo parlato poco fa della banana, si ricorda?

Weissinger: Si, certo.

Avvocato: Ed è stato detto che mostrare una bana nuda sarebbe potuto essere sconveniente, si ricorda?

Weissinger: Si

Avvocato: C’è qualcosa di inappropriato in Peely senza abiti?

Weissinger: No, assolutamente

Avvocato: Se mettessimo una foto di Peely senza abiti su questo schermo, ci sarebbe qualcosa di sconveniente?

Weissinger: E’ solo una banana, signora.

Insomma, una dialettica legale piuttosto inusuale, dal momento che l’oggetto del contendere non sono certo le banane ma il flusso dei miliardi di dollari che gravitano attorno a Fortnite. Ad ogni modo, sembra che la condotta di Apple possa avere in qualche modo orientato il giudice proprio verso la “mela morsicata”, dal momento che attraverso un esempio così banale ha fatto capire come Apple intenda salvaguardare i propri utenti dai contenuti più sconvenienti e offensivi che Epic invece consente senza troppe riserve sul proprio store.