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Scandalo molestie, Activision Blizzard se la cava con poco?

Per il momento sì, ma non è certo finita qui

Scandalo molestie, Activision Blizzard se la cava con poco?
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Lo scorso settembre, Activision Blizzard ha raggiunto un accordo con la Equal Employment Opportunity Commission (EEOC), agenzia federale statunitense che si occupa di discriminazioni sul posto di lavoro. La compagnia americana si è impegnata a creare un fondo da 18 milioni di dollari per sostenere le vittime di molestie e abusi di ogni genere.

La cifra potrebbe apparire enorme, ma considerando che le vittime in questione si contano nell'ordine delle centinaia, se non migliaia, allora l'importo appare decisamente ridimensionato. Non a caso, l'accordo è stato criticato dal Communications Workers of America, il più grande sindacato dei media americano, che ha fatto notare come 18 milioni siano una goccia nel mare per un colosso che dispensa emolumenti ben maggiori a singoli individui (il riferimento è a Bobby Kotick e ai suoi bonus milionari). Il Department of Fair Employment and Housing (DFEH), agenzia statale che sta conducendo un'aspra battaglia con Activision Blizzard dallo scorso luglio, ha cercato a sua volta di opporsi, ma invano: in questi giorni, la giustizia statunitense ha approvato l'accordo, ritenendolo soddisfacente.

Activision Blizzard ha dunque ottenuto un importante successo nella disputa legale contro le vittime, ma la storia non si conclude certo così: la partita si sta giocando su una moltitudine di campi, quella con la EEOC era soltanto una delle cause civili intentate contro la casa di Call of Duty e Diablo. Un altro processo la vedrà opposta proprio al DFEH, ma il primo appello comincerà soltanto nel febbraio del 2023.