SEGA citata in giudizio per un suo arcade

E non è la prima volta che succede

SEGA citata in giudizio per un suo arcade
Tiscali GameSurf

La software house giapponese SEGA è famosa anche per la produzione di macchine pachinko e arcade. Per uno di questi arcade, Key Master, è appena stata avviata una causa civile presso una corte distrettuale in California. Key Master è una variante dei claw crane, l'artiglio che si può ad esempio trovare nei videogame della serie Yakuza; in Key Master, al posto dell'artiglio c'è una chiave, che va inserita alla perfezione in un foro, al quale corrisponde un premio. All'interno della cabina, i premi sono suddivisi in file a diversa altezza: quelli più in alto, i più prestigiosi, di solito sono oggetti ambiti come macchine fotografiche o telefoni cellulari.

Tuttavia, affinché la casa guadagni, è necessario che i giocatori non possano ottenere un premio prima che vengano effettuati un certo numero di tentativi (e quindi prima che si incassi una certa somma). Per questo motivo, la macchina di solito impedisce la vincita se non si è raggiunto questo numero di tentativi, con la chiave che non si allinea perfettamente al foro nemmeno se il giocatore ha trasmesso degli imput perfetti.

Ora, se un giocatore, pur conoscendo queste premesse, volesse lo stesso tentare la fortuna, non ci sarebbe nulla di male; in fondo sarebbe come giocare alle slot machine. Il problema è che SEGA presenta l'arcade come una esperienza dipendente al 100% dalla skill del giocatore, informazione evidentemente falsa che può indurre a spendere denaro pensando di avere sempre una chance di vittoria, quando non è così. Da qui la citazione in giudizio per frode a SEGA e i suoi partner, con la richiesta di 5 milioni di dollari, da distribuire a tutte le persone frodate. Questa è almeno la quinta causa riguardante la Key Master promossa negli USA, attendiamo gli sviluppi futuri.