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Mariupol, distrutto un museo videoludico

La collezione privata è rimasta vittima dei bombardamenti

Mariupol, distrutto un museo videoludico
Tiscali GameSurf

Come il resto del mondo, anche il settore videoludico non è certo rimasto indifferente ai drammatici eventi che stanno avendo luogo in Ucraina. Abbiamo assistito nei giorni scorsi a molteplici iniziative sul tema, da prese di posizione contro l'invasione russa a raccolte fondi per supportare le vittime. La guerra che sta devastando il suolo ucraino sta avendo un impatto diretto anche sulla scena videoludica locale: ad esempio diversi studi di sviluppo, come GSC Game World o Wargaming Kyiv, sono stati evacuati. Una realtà minore, ma significativa, è andata incontro ad un destino peggiore: lo scorso 21 marzo, un bombardamento sulla città di Mariupol ha distrutto il museo di computer Club it8Bit. Si trattava di una collezione privata aperta al pubblico, messa insieme in 15 anni da Dmitry Cherepanov, che ospitava oltre 500 reperti informatici risalenti ad un periodo che va dagli anni '50 ai primi 2000. Fra questi figuravano oltre 120 fra computer e console d'epoca.